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Bergamo in Comune | Novembre 29, 2022

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DOLLARO, NATO, CINA-RUSSIA, EUROPA ED UCRAINA

DOLLARO, NATO, CINA-RUSSIA, EUROPA ED UCRAINA

Sedicesima parte – Metano e atti di guerra camuffati da terrorismo

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Mentre i principali gruppi economici giapponesi rientrano dalla porta principale (sanzioni sì, ma senza farsi troppo male) nel grande progetto russo di Gas Naturale Liquefatto di Sakhalin e garantiscono per i decenni futuri l’approvvigionamento energetico al Sol Levante, si direbbe che “qualcuno” si sia divertito a fare esplodere i due metanodotti del Baltico per evitare che i governi europei siano indotti nella tentazione di accettare analoghi compromessi sul metano con la Russia.

Adesso la stanno raccontando come se si trattasse “solo” di un generico “atto di terrorismo”, alcuni si sono pure messi ad attribuire questa azione alla stessa Russia e chissà come la gireranno nei prossimi tempi, ma questa azione è stata, a pieno titolo, un atto di guerra contro i popoli d’Europa.

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La sola faccenda certa di questa storiaccia è che ci vorranno anni per rimettere in funzione questi metanodotti e stimare i tempi necessari, sicuramente non dell’ordine di pochi mesi, alla riparazione è attualmente impossibile.

Anche perché, se qualcuno ci dovesse provare, dovrà mettere in conto, prendendo le opportune misure per garantire la sicurezza sul lavoro, che durante le attività potrebbero arrivare marò sommozzatori di una qualche X MAS a sabotare ulteriormente l’opera e ad ammazzarne gli addetti…

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Tanto per essere sicuro di non sbagliare il governo norvegese ha dato istruzione alla propria marina militare di pattugliare da ora in poi continuativamente e da distanza ravvicinata le installazioni petrolifere del Mare del Nord, l’Italia ha già cominciato a fare lo stesso con i vari gasdotti TransMediterranei, la Svezia ha affidato ai propri servizi di controspionaggio la gestione dell’inchiesta, la Danimarca ha denunciato ufficialmente l’evento alla NATO che si è limitata a confermare seraficamente che si è trattato davvero di un “sabotaggio”.

Come se fosse mai possibile far credere a qualche gonzo eterodiretto che si è trattato di un collasso strutturale dovuto ad usura dei materiali, tipo Ponte Morandi, per capirci…

Sono stati alcuni servizi civili danesi e svedesi, analoghi a quelli che oltre trentacinque anni fa avevano dato l’allarme per Chernobyl, a segnalare che i loro sismografi hanno rilevato esplosioni subacquee prima che lo svuotamento totale del metano dai due gasdotti North Stream venisse rilevato.

“Non c’è dubbio che si trattasse di esplosioni”, ha detto martedì all’emittente pubblica SVT il sismologo Bjorn Lund del National Seismology Center svedese.

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La Federazione Russa ha avviato un procedimento penale formale per atto di terrorismo internazionale e ha chiesto una riunione urgente del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite per oggi. Riunione rinviata, su proposta della Francia, al 30 settembre.

Nel frattempo il sistema mediatico nostrano si è messo a sparare scempiaggini ancora più incredibili delle abituali dichiarazioni della presidentessa della Commissione dell’Unione Europea, tipo: “sabotaggio russo”, “Putin potrebbe sabotare internet in Europa” (ma non è stata l’Unione Europea a censurare i siti russi?) e via sproloquiando.

Tra le poche notizie certe vi è quella che la Germania sta immediatamente attivando un fondo di “stabilizzazione economica”.

Non è ben chiaro cosa significhi esattamente questa espressione, tranne che nella pratica si metteranno a disposizione i soldi necessari ad evitare il collasso economico, con buona pace di tutte le politiche di austerità predicate negli ultimi decenni, quando l’Euro per la loro economia e per le loro esportazioni era solo un Deutsche Mark svalutato.

Sono messi male ed è un vero e proprio contrappasso rispetto a quanto hanno fatto alla Grecia poco tempo fa.

Anche quello strampalato parametro pseudo-economico riferito ai Titoli di Stato tedeschi che andava sotto il nome di “Spread” dopo questa azione e le relative conseguenze se ne va, insieme alle cosiddette “opinioni dei mercati”, dove se ne doveva andare da subito, vale a dire nel (omissis).

Non c’è nulla di cui gongolare, siamo messi male anche noi…

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Una buona sintesi politica è rappresentata dall’intervento al Reichstag della deputata di Die Linke Sahra Wagenknecht, dell’8 settembre (data significativa…): “la Germania ha il governo più stupido del mondo” caratterizzato dalla “grandiosa idea di scatenare una guerra economica senza precedenti contro il nostro più importante fornitore di energia”.

Con queste dichiarazioni la compagna ha dimostrato che tra i popoli d’Europa esiste parecchia gente che sa usare il cervello ma, a parte il suo caso più unico che raro, sono persone estranee sia ai Parlamenti che al sistema mediatico.

https://www.marx21.it/internazionale/sahra-wagenknecht-le-sanzioni-alla-russia-causano-una-catastrofe-sociale-ed-economica-in-germania/

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Cerchiamo in ogni modo di restare esseri razionali (nonostante il cosiddetto “Occidente” ormai non possa più essere definito come tale) e andiamo a leggere cosa dicono gli Orientali (che negli ultimi tempi di solito stanno davvero dimostrando di essere molto più saggi delle oligarchie nostrane).

https://www.globaltimes.cn/page/202209/1276450.shtml

https://www.globaltimes.cn/page/202209/1276372.shtml?id=11

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Global Times (meglio noto come Quotidiano del Popolo) di Pechino ha cercato di capire chi ha beneficiato della interruzione dei gasdotti russi.

Secondo i suoi esperti, il sabotaggio è vantaggioso per gli USA.

“Con questo evento” scrive questo giornale “il governo americano ha guadagnato contemporaneamente tre importanti risultati nella sua politica estera: ha ridotto le entrate della Russia dalla vendita di gas naturale, ha aumentato la propria influenza sui paesi europei e otterrà degli ottimi profitti perché le sue forniture di risorse energetiche all’Europa a prezzi elevati sono inevitabilmente destinate ad aumentare di molto”.

L’Europa è destinata a soffrire parecchio per questi risultati ottenuti dagli USA, hanno osservato gli analisti cinesi.

Nessuno si azzarda ad accusare direttamente gli USA di una responsabilità diretta in questo evento ma, visto che una azione del genere può essere stata effettuata solo da “commandos” molto bene addestrati e con alle spalle il necessario apparato militare, sulla testa dei governanti e delle persone di buon senso di tutto il mondo si può leggere un fumetto con scritto: “sono stati loro”.

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Se questo fosse vero, continuano gli analisti cinesi, viene definitivamente evidenziato che una qualsiasi forma di indipendenza dei Paesi dell’Unione Europea non sarà permessa.

Non sarà permesso all’Europa di sviluppare cooperazione con la Cina, allo stesso modo di come è stata fatta letteralmente “saltare”, esplodere, qualsiasi forma di cooperazione con la Russia che, non dimentichiamolo, fino a pochissimo tempo fa stava andando a gonfie vele (ricordiamoci ancora dei medici e degli operatori sanitari venuti a Bergamo “dalla Russia con amore” quando il CoViD in questa provincia ha mietuto oltre cinquemila vittime in poche settimane).

Per cui, continuiamo a citare gli analisti cinesi, ci saranno “ingerenze” analoghe nella costruzione di un qualsiasi sistema di scambio indipendente sulle strade dall’Asia all’Europa.

Per raggiungere questi obiettivi potrà essere intrapresa qualsiasi azione: guerra, terrorismo, sanzioni, strangolamento economico, assassinio di politici, etc.

Tutto verrà usato.

“Lo sappiamo”, stigmatizzano dalla Repubblica Popolare Cinese.

Tuttavia concludono con la considerazione che si è verificato “qualcosa di nuovo” e che “per la prima volta, l’Europa lo ha vissuto in prima persona senza possibilità di raccontarsi una interpretazione differente”.

“Distruggere i gasdotti è commettere un atto terroristico contro gli Europei con la chiara intenzione di costringerli a comportarsi come viene ordinato loro”.

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E dal momento che non sappiamo concludere meglio, anche per oggi la interrompiamo qui.

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Michoacàn, 29.IX.2022.

Marco Brusa

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