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Bergamo in Comune | Novembre 29, 2022

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DOLLARO, NATO, CINA-RUSSIA, EUROPA ED UCRAINA

DOLLARO, NATO, CINA-RUSSIA, EUROPA ED UCRAINA

Terza parte – 2022: Suicidio dell’Unione Europea

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È difficile oggi fare una analisi lucida e razionale degli eventi che stanno sia a monte come cause, sia a valle come conseguenze degli attuali eventi bellici.

In ogni modo ci proviamo cercando di essere il più possibile razionali e non emotivi; comportamento questo non facile quando si vive in un ambiente, quale è ora la Unione Europea, dominato dal sistema mediatico e dalla propaganda bellica che, come mai prima d’ora, scatenano tutte le loro forze e potenzialità allo scopo di indurre emozioni nel corpo sociale e sicuramente non per dare informazioni corrette alla popolazione.

Siamo addirittura arrivati ad un punto in cui la libertà di stampa, fondamento portante del concetto stesso di democrazia, viene semplicemente cancellata perché in questo modo i siti di informazione russi “non saranno più in grado di diffondere le loro menzogne per giustificare la guerra di Putin” (sic) e di conseguenza si “sviluppano strumenti per vietare la loro disinformazione tossica e dannosa in Europa” (sic, di nuovo).

Le conseguenze di questo le vediamo tutti i giorni sui mezzi di informazione che replicano fino al parossismo le veline di alcuni non meglio identificati e ancor meno “democraticamente istituiti” (e anche questa mancanza di conoscenza circa la loro identità non è che sia propriamente una “bella cosa”) Ministeri della Cultura Popolare (MinCulPop) o Ministeri della Propaganda.

Tutto questo avviene senza che si riesca a ben comprendere in base a quali leggi certe decisioni vengano prese e da chi.

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Decisioni prese con estrema facilità, tra l’altro, per non dire faciloneria, manco si stesse realizzando una replica della guerra alla Grecia del 1940/41.

Con la differenza che ora non si tratta di un fenomeno della sola Buonanima e del suo aver creduto alla sua stessa propaganda come se fosse la realtà, ma di un fenomeno di induzione mediatica che è diventato comune all’intera Unione Europea.

Ad esempio, è di ieri la notizia che Josep Borrell, alto rappresentante dell’Unione Europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza, ha rilasciato una intervista al canale francese TF1 in cui ha “candidamente” rivelato di stare organizzando la consegna di armi all’Ucraina per conto dell’Unione Europea con una “squadra di 200 ufficiali di tutti gli eserciti europei” al comando di un ammiraglio francese e di un generale italiano.

Inutile chiedersi (solo sarcasticamente, purtroppo) se qualcuno abbia democraticamente interpellato i popoli dell’Unione a questo riguardo…

L’oligarchia rende conto solo a se stessa, o a chi è il più forte tra i suoi membri.

Piccolo inciso: qualcuno ha pensato che tutti i missili antiaerei inviati in tutta fretta e senza troppa riflessione dagli arsenali europei e che spesso i militari ucraini semplicemente abbandonano quando decidono che la loro vita è più importante finiranno nelle mani di chissà quali e quante mafie e costituiranno per non si sa quanto tempo una potenziale minaccia terroristica all’aviazione civile di tutta Europa?

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La Commissione Europea sta deliberando (o a volte lascia deliberare un suo Comitato “data l’urgenza”) con decisioni immediatamente esecutive, mentre non risulta esistere (per fortuna, almeno per ora) alcuno straccio di legge che le permetta di entrare in guerra o anche “solo” di ridurre la libertà di stampa.

È da tempo noto come l’Unione Europea, nonostante il suo continuo proclamare un non meglio specificato “Ideale Europeo”, sia nei fatti ademocratica ed oligarchica, manco fosse una banale Provincia italiana, dal momento che anche il “Consiglio dell’Unione Europea”, che detiene il potere legislativo in misura maggiore del Parlamento Europeo, non viene eletto direttamente dai popoli d’Europa, ma costituisce un “organo elettivo di secondo (anzi, a ben pensare di terzo) grado” i cui membri sono ministri nominati dai governi in ragione di uno per ciascuno Stato.

In una situazione ademocratica come questa non ci vuole molto a capire perché le “finanziarie atlantiche” siano riuscite in pochissimo tempo a creare la situazione attuale in cui l’euro è diventato moneta subalterna allo US Dollar da moneta alternativa ed autonoma che si pretendeva fosse fino a tre settimane fa.

Qualcuno si sta domandando come mai, a parte le sanzioni e la propaganda, gli USA siano tutto sommato tiepidi nei confronti della guerra in Ucraina e, incredibilmente, stiano persino gettando acqua sul fuoco.

Vedansi il rifiuto di dichiarare la condizione di allarme atomico per le forze strategiche, il rinvio dei collaudi di nuovi missili, il netto “no” alla proposta polacca di consegnare all’Ucraina vecchi biplani Fiat CR32… Pardon… aviogetti MiG29 residuati del Patto di Varsavia, etc.

La risposta a questa domanda è semplicissima: perché anche gli USA stanno già ottenendo il proprio tornaconto da questa guerra.

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A Washington sanno benissimo che il confronto vero non è con la Russia, ma è con la Cina… e che è solo questione di tempo.

Quindi, in attesa che quella situazione di conflitto “maturi”, una possibile strategia è quella di incrementare le tensioni, ricattare i recalcitranti alleati con nuove situazioni di oggettiva minaccia e obbligarli a schierarsi con decisione.

Dopotutto questa strategia è sempre stata applicata dagli USA da oltre un secolo: amplificare (o creare appositamente) incidenti e situazioni di grave tensione per poi sostenere che è “tutta colpa degli altri”.

Vedansi: l’esplosione della corrazzata Maine a La Avana, “casus belli” per la successiva guerra ispano-americana; l’affondamento del transatlantico Lusitania (carico anche di munizioni di contrabbando per Londra),”casus belli” per la successiva entrata degli USAmericani nella Grande Guerra; l’embargo petrolifero ed i continui veri e propri ultimatum al Giappone poco prima di Pearl Harbor; l’Incidente del Tonchino per giustificare l’ “Escalation” di quel genio militare che fu il generale Westmoreland in Vietnam; le inesistenti armi di distruzione di massa di Saddam Hussein (mentre quando anni prima le aveva davvero e le usava per sterminare i Curdi ad Halabaja e altrove nessuno si è sognato di intervenire); gli inesistenti attacchi con gas asfissianti delle forze di Assad in Siria nell’estate 2013 (anche se lì i Russi sono stati più veloci); etc.

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Ed è esattamente questo quanto è successo con l’esasperazione da otto anni e la recente amplificazione esponenziale della “guerra non dichiarata” tra Ucraina e Donbass.

Amplificazione lucidamente portata avanti fino al 19 febbraio quando Beppe Grillo… Pardon… Vladimiro Zelensky ha testualmente dichiarato alla Munich Security Conference: “L’Ucraina ha il pieno diritto di ritenere che il Memorandum di Budapest non stia più funzionando e che tutti i suoi accordi del 1994 siano in dubbio” (sic).

https://kyivindependent.com/national/zelenskys-full-speech-at-munich-security-conference/

Il Memorandum di Budapest è l’accordo del 1994 con il quale la neonata Ucraina aveva rinunciato alle armi nucleari ereditate dalla dissoluzione dell’URSS (millenovecento ordigni) che sono state poi smantellate in breve tempo in Russia. Metterlo in dubbio significa dichiarare di avere intenzione di dotarsi di armamenti nucleari in stile Pakistan.

A questo punto era semplicemente ovvio che i Russi reagissero…

E così è stato: hanno reagito da Russi con le conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti e pure gli USAmericani hanno ottenuto il loro tornaconto realizzando l’appiattimento degli alleati sulle loro posizioni e rilanciando alla grande lo US Dollar.

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Coloro che pagano di più le conseguenze di questi giochi “geopolitici” [con buona pace di coloro che sostengono che la geopolitica non riguarda i popoli perché solo la lotta di classe è il “motore della storia” (si sono dovute ascoltare anche queste…)] sono i popoli dell’Ucraina in primo luogo, ma anche tutti gli altri popoli, europei e non, dovranno pagarle.

Per quanto riguarda L’Unione Europea ed i suoi popoli le conseguenze sono e saranno semplicemente una infinità.

Vediamo di elencarne alcune tra le principali, senza avere alcuna pretesa di completezza:

  • Appiattimento dell’Euro sullo US Dollar.

Tanti saluti alle pretese di moneta alternativa e ritorno dello US Dollar come moneta dominante.

  • Creazione di una nuova Cortina di Ferro non più rivolta da est verso ovest, ma da ovest verso est, con conseguenti gravi limitazioni agli spazi commerciali.

  • Drastica riduzione della democrazia interna e dei diritti, con ottenimento di sempre maggiori poteri da parte di apparati non eletti su argomenti non più minimamente soggetti all’espressione di una volontà popolare (vedansi gli invii di armi ad una delle parti in guerra).

  • Rischio di guerra non ai confini, ma entro i confini, a causa di azioni non ben ponderate in tutte le conseguenze (o ponderate solo in funzione di interessi oligarchici) da parte dei suddetti apparati non eletti.

  • Interruzione delle rotte di approvvigionamento delle materie prime, dell’energia, dei generi alimentari, etc.

  • Blocco o rallentamento grave delle produzioni industriali con conseguente recessione.

  • Disoccupazione ed impoverimento diffusi tra i popoli dell’Unione con forte inflazione a cui non viene fatto seguire un analogo andamento dei redditi.

Ci sembra di averne elencate abbastanza.

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I popoli dell’’Unione Europea stanno già constatando almeno tre gravi fallimenti dell’Unione stessa di cui devono ora prepararsi ad affrontarne le conseguenze e questi sono:

  1. La guerra in Europa con distribuzione di armi a favore di uno dei contendenti.

Grottesco, oltre che angosciante, che la fornitura di armi ad un paese in guerra venga definita come “la caduta di un tabù” (sic), con la chiara intenzione di inviare un messaggio subliminale tramite le induzioni mediatiche, come se si trattasse di un ulteriore passo verso luminosi destini nella storia dell’Umanità.

Tanti saluti al primo degli obiettivi e valori ufficiali dell’Unione: “promuovere la pace, i suoi valori e il benessere dei suoi cittadini” e “contribuire alla pace e alla sicurezza e allo sviluppo sostenibile della Terra” (sic).

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  1. La crisi delle linee di approvvigionamento delle materie prime e dei beni essenziali con conseguenti recessione ed impoverimento.

Senza parlare ulteriormente degli approvvigionamenti energetici, la Russia è il più grande esportatore mondiale di grano e l’Ucraina è il quinto. Insieme forniscono il 19% delle forniture mondiali di orzo, il 14% del grano e il 4% del mais e costituiscono oltre un terzo delle esportazioni mondiali di cereali.

Bisogna proprio essere stati delle “cime politiche” ad avere permesso, in funzione di chissà quali altre motivazioni, che la situazione di crisi in un’area così fondamentale degenerasse fino alla guerra aperta, senza essere stati capaci di intervenire prima per imporre una trattativa seria tra le parti e fermare le guerrafondaie ingerenze esterne.

Ah! Già… Dimenticavamo… È sempre “tutta colpa degli altri”.

Tanti saluti anche ad altri degli obiettivi e valori ufficiali dell’Unione: “conseguire uno sviluppo sostenibile basato su una crescita economica equilibrata, sulla stabilità dei prezzi e su un’economia di mercato altamente competitiva, con piena occupazione e progresso sociale” (sic, di nuovo).

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  1. La libertà di pensiero, di espressione e di stampa.

Queste libertà sono semplicemente saltate perché così a quelli oltrecortina (ovviamente colpevoli di tutti i mali di questo mondo) viene “vietata la loro disinformazione tossica e dannosa”.

Anche qui bisogna essere davvero delle grandi “cime politiche” (e dei totali incompetenti di informatica) da non sapere che vari siti esteri (soprattutto alcuni negli USA, tra l’altro) rilanciano quanto è stato “bannato” con atto di arbitrario imperio della oligarchia UE.

Comunque, anche qui, tanti saluti ad obiettivi e valori ufficiali dell’Unione: “offrire libertà, sicurezza e giustizia senza frontiere interne” e “contribuire alla solidarietà e al rispetto reciproco tra i popoli, al commercio libero ed equo, all’eliminazione della povertà e alla tutela dei diritti umani” (sic).

Nonostante la massiccia campagna di propaganda bellica risulta evidente a tutti come la dirigenza dell’Unione Europea sia semplicemente non adatta alla situazione che si è creata e, in definitiva, totalmente inetta.

Con buona pace del conte Camillo Benso di Cavour, questi e queste sono veramente capaci di mettersi a governare (ma non dovrebbero solo amministrare?) con lo stato di assedio.

Danno l’impressione di non avere capito bene quali possano essere le reali conseguenze future delle loro decisioni odierne e di preoccuparsi solo di acquisire meriti presso alcuni ben identificati “Grandi Fratelli”.

D’altronde è anche ovvio che sia così: sono decenni che la politica europea è nelle mani di economisti e di banchieri e costoro ragionano come se esistessero solo i bilanci finanziari: manco si rendono neanche conto che questi sono grandezze derivate da tutto il resto.

E allora succedono gli eventi che sono sotto gli occhi di tutti: dalle crisi isteriche, al ripetere a pappagallo la lezione insegnata da oltreatlantico, al “dio stramaledica gli Inglesi… Oops!… Putin”, ai pirlini (scusate il francesismo, ma è quanto calza meglio) che si fanno fotografare con l’elmetto ed in mimetica mentre dichiarano cose da fare accapponare la pelle, etc.

Significative le ultime dichiarazioni del Presidente del Consiglio, che sia chiaro riconosciamo comunque essere un banchiere altamente professionale, al rientro da Bruxelles dove si era appena decisa una sciocchezzuola come l’invio di armi ad uno Stato belligerante confinante con l’Unione: “Non ho mai visto l’Europa così unita e adesso andiamo avanti con il PNRR” (sic, ma quanti “sic” dobbiamo mettere?).

Quasi come se fosse una “bella cosa” che nessun governante in Europa non sia appiattito sulle posizioni di un apparato esterno quale è la NATO e che non ci sia stato uno straccio di dibattito e di opinioni differenti; o come se il PNRR fosse un semplice atto contabile totalmente avulso dalle catene dei rifornimenti delle materie prime e dei generi alimentari…

Le oligarchie (atlantiche e di qualsiasi altro genere) hanno sicuramente interesse che l’Unione Europea ed i singoli Stati siano amministrati in base a queste considerazioni e da queste persone.

Mentre è evidente che i popoli d’Europa hanno, ora più che mai, bisogni completamente diversi.

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https://www.panorama.it/live/borrell-l-europa-dara-armi-all-ucraina-e-caduto-un-altro-tabu

https://www.rt.com/news/551690-eu-top-diplomat-admits-mistakes-russia-relations/

https://www.reuters.com/world/un-agency-warns-ukraine-war-could-trigger-20-food-price-rise-2022-03-11/

https://european-union.europa.eu/principles-countries-history/principles-and-values/aims-and-values_it

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Diciamo anche due parole sul convitato di pietra di questa bella guerra in Europa: la Repubblica Popolare Cinese.

Se ne sta lì, bella sorniona, mandando in continuazione appelli per la trattativa ed organizzando nel frattempo, zitta zitta, la rete internazionale di tutti coloro che non hanno alcuna intenzione di finire nelle maglie della nuova cortina di ferro da ovest verso est.

Al contrario dei nostri economisti non sono mica scemi loro, i Cinesi…

Come minimo a livello globale il finire nelle condizioni in cui si trova ora l’Unione Europea non è che eserciti molta attrazione.

Tutti gli Stati non troppo strettamente alleati allo US Dollar hanno detto di no alle sanzioni verso la Russia e, a parte l’Unione Europea, solo Gran Bretagna, Canadà, Australia, Nuova Zelanda, Giappone, Corea del Sud e Formosa hanno aderito ad esse; un geopolitico li definirebbe come “potenze marittime”, contrapposte alle “continentali” Russia e Cina.

Tutti gli altri, Sud America, Africa, e Asia, sono invece molto interessati di vedere come andrà a finire e a come funzionerà il nuovo sistema di pagamenti on line organizzato in Cina e l’economia (per ora alternativa, ma con tutte le intenzioni di diventare dominante) basata sui pagamenti in Yuan.

Nel frattempo, la Russia pagherà i fornitori occidentali a rischio di fallimento per i crediti che le (più furbastre che inique) sanzioni trasformano in inesigibili con rubli invece che con Euro o US Dollars. Sempre meglio di niente. In una qualche banca turca, indiana o degli Emirati si potranno sempre scontare.

Questo ovviamente non lo fanno per “bontà” (per loro fortuna il politicamente corretto e demenziale “buonismo” manco sanno cosa sia), ma per indebolire ed aprire dei varchi nella costituenda nuova cortina di ferro che, lo ribadiamo, per i popoli non è che sia proprio quella che si suole chiamare una “buona idea”.

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Per il momento ci fermiamo qui, tanto ci sarà purtroppo la necessità di ulteriori parti.

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Bergamo, 12.III.2022

Marco Brusa

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