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Bergamo in Comune | Novembre 27, 2022

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DOLLARO, NATO, CINA-RUSSIA, EUROPA ED UCRAINA

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Dodicesima parte – G7 vuole dominare G20

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Secondo i Russi la riunione dei Ministri degli Esteri del G20, tenutasi giovedì 7 e venerdì 8 luglio, si è trasformata in una sorta di farsa dal momento che il loro Ministro, Lavrov, ha abbandonato la riunione prima della fine mentre veniva “affrontato francamente” (secondo la versione diplomatica ufficiale, o “insultato”, secondo la versione russa) dal suo omologo statunitense, Blinken.

Non è stata raggiunta alcuna bozza di possibile accordo su nessuna delle questioni vitali per il mondo.

Il minimo che si può dire è che, se questo incontro dei Ministri degli Esteri costituisce davvero la prova generale per il vertice ufficiale G20 di novembre, l’Umanità è veramente messa bene…

Queste premesse sembrano indicare che il prossimo vertice è destinato a fallire a causa del conflitto tra Russia e Occidente e delle tensioni sempre crescenti tra Stati Uniti e Cina.

Gli esperti economici non affiliati al G7 concordano che, a causa di questi problemi il G20, organizzazione decisiva nel superamento della crisi finanziaria del 2008, non sarà in grado di frenare l’attuale disastro energetico e alimentare.

https://www.rt.com/russia/558684-agony-of-g20-why-paralyzed/

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Interessante e tragico che il tema dell’incontro dei Ministri degli Esteri G20 fosse “RECOVER TOGETHER, RECOVER STRONGER – Recuperare insieme, recuperare più forti” e che l’obiettivo finale di questo incontro avrebbe dovuto essere il “rafforzare la collaborazione attraverso il dialogo per rilanciare il multilateralismo nell’affrontare le sfide globali”.

Secondo i commentatori cinesi il confronto con l’Occidente sta arrivando a un livello senza precedenti, ma la Russia non sarà isolata dal momento che ha svolto una serie di consultazioni bilaterali con diversi paesi del G20 non occidentali tra cui Cina, Messico, Sud Africa e Brasile, nonché con i leader di alcune organizzazioni internazionali.

L’Occidente vorrebbe trasformare il G20 in una naturale estensione del G7, in modo da stabilire la divisione del lavoro per i 20 paesi più influenti e di conseguenza per una comunità internazionale ancora più ampia.

Questo tentativo non riguarda solo lo stallo Russia-Ucraina, ma anche molte altre questioni internazionali critiche, tra cui la ripresa post-COVID, le molteplici crisi regionali, la gestione delle risorse, il cambiamento climatico, i beni comuni globali etc. etc.

Se il G7 riuscisse a riguadagnare il suo precedente ruolo di decisore supremo negli affari globali, e se il G20 ne accettasse il ruolo subalterno, il mondo tornerebbe al modello unipolare della fine del XX secolo con gli USA al primo posto del sistema decisionale e con il resto del G7 fedele esecutore di secondo livello.

Tuttavia è improbabile che questi piani funzionino, come il fallimento del vertice dei Ministri degli Esteri dimostra ed il mondo di oggi è semplicemente troppo diverso da quello che era alla fine del XX secolo visto che l’equilibrio di potere tra l’Occidente e gli “Altri” si è decisamente spostato a favore di questi ultimi.

Le probabilità di trasformare nuovamente il G20 in una versione ampliata del G7 sono semplicemente molto scarse.

Il G7 è un club esclusivo delle cosiddette democrazie occidentali dal passato coloniale (Giappone incluso e nemmeno l’India è stata invitata), il G20 è invece un luogo di incontro nel complesso inclusivo e diversificato delle principali economie globali.

Entrambi sono istituzioni non elette democraticamente e sono espressione delle oligarchie dominanti nei singoli paesi che li compongono, però le oligarchie occidentali, “finanziarie atlantiche” o “multinazionali” che dir si voglia, sono a distanze siderali e completamente indifferenti verso i propri popoli, mentre le oligarchie degli “Altri” hanno comunque la notevole “attenuante” di essere obbligate a dover sviluppare un modello economico che tenga in considerazione i loro popoli.

https://www.globaltimes.cn/page/202207/1269963.shtml?id=11

https://www.globaltimes.cn/page/202207/1270104.shtml?id=11

A maggiore illustrazione di come la attuale situazione economica e politica viene vista dagli “Altri” formiamo la traduzione di un articolo pubblicato sabato 9 luglio dal Quotidiano del Popolo di Pechino (Global Times la versione internet in lingua inglese).

Inutile dire che praticamente nulla di tali concetti è apparso sul sistema mediatico nostrano, ormai completamente ed unicamente portavoce del MinCulPop di G7/USA/NATO/EU.

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Rimini, 10.VII.2022

Marco Brusa

IT’S TIME FOR G20 MECHANISM TO LOOSEN TAUT STRINGS OF THE WORLD

È ora che il G20 operi per allentare gli eccessivi vincoli all’economia del mondo.

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Editoriale del Quotidiano del Popolo di Pechino

A cura di Global Times

Pubblicato: 09 luglio 2022 00:46

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Giovedì 7 e venerdì 8 luglio si è svolta a Bali, in Indonesia, la riunione dei ministri degli Esteri del G20, con un ordine del giorno di problemi urgenti quali le crisi alimentare ed energetica.

Nel contesto del conflitto Russia-Ucraina, la geopolitica ha indubbiamente minato il G20.

Gli USA e i paesi occidentali hanno affermato che “non è possibile tornare a discutere di affari come al solito con il Cremlino”; inoltre anche la solita foto dei partecipanti dopo l’incontro non è stata effettuata.

Questi “eventi fuori contesto” hanno dimostrato la necessità di garantire che i temi e l’agenda del G20 non vengano fatti deragliare.

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Le conseguenze del conflitto Russia-Ucraina si stanno manifestando in diverse parti del mondo.

Nei due giorni degli incontri dei Ministri degli Esteri del G20, le agenzie dell’ONU hanno diffuso vari rapporti con cui si avverte che “l’aumento dei tassi di inflazione ha visto un incremento del numero di poveri nei paesi in via di sviluppo pari a 71 milioni nei tre mesi da marzo 2022”.

Questo impatto sui tassi di povertà è stato molto più rapido di quello della pandemia di COVID-19 e quarantacinque paesi hanno bisogno di aiuti alimentari esterni.

Tutto questo indica la gravità e l’urgenza del problema.

Il mondo intero è in corsa contro il tempo per evitare che la crisi del costo della vita si trasformi in una crisi sociale e politica che a sua volta innescherebbe disordini e conflitti più ampi.

Esplorare i modi per alleviare la situazione estrema dei paesi fragili e stabilizzare i mercati alimentari ed energetici globali il prima possibile avrebbe dovuto essere il tema primo dell’incontro dei Ministri degli Esteri del G20 FMM, questo è anche quanto i paesi più colpiti dalla profonda crisi si aspettavano.

Purtroppo, questa riunione non ha emesso alcun comunicato congiunto.

L’Associated Press ha osservato che “venerdì i migliori diplomatici delle nazioni in via di sviluppo e di quelle più ricche e più grandi del mondo si sono ritrovati profondamente divisi, non sono riusciti a trovare un terreno comune sulla guerra in Ucraina e su come affrontare il suo impatto globale, lasciando incerte le prospettive per la futura cooperazione nel forum”.

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I membri del G20 rappresentano oltre l’80% del PIL mondiale, il 75% del commercio internazionale e il 60% della popolazione mondiale.

Si tratta del sistema di comunicazione e coordinamento più potente e rappresentativo nel mondo di oggi.

Il “grande guaio” che il mondo sta attualmente incontrando deve essere affrontato attraverso la consultazione di tutti i membri del G20.

I media occidentali hanno affermato che la crisi Russia-Ucraina divide il blocco nei cosiddetti campi filo-russo e anti-russo, ma questo ricorda anche all’Occidente che deve uscire dalla ristretta cerchia del G7 e della NATO e ascoltare voci diverse e le reali preoccupazioni della maggior parte degli altri paesi.

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Alcuni paesi occidentali hanno chiesto prima dell’incontro che l’Indonesia, nazione ospitante, cacci la Russia “fuori dal G20” e minacciato di “uscire dalla riunione” se la Russia parteciperà.

Questa volta, i Ministri degli Esteri si sono finalmente seduti insieme, il che rileva una sorta di comportamento oggettivo.

Non è realistico che il G20 si concentri unicamente sul conflitto Russia-Ucraina e il mondo non può non trovare una via di uscita a questo confronto e alle sue conseguenze.

Gli USA e l’Occidente si comportano come se fossero decisori supremi.

Attribuiscono l’etichetta “responsabile della crisi alimentare” alla Russia e l’etichetta “responsabile della crisi del debito” alla Cina.

Queste sono azioni geopolitiche per negare le proprie responsabilità.

Questo comportamento alla fine si tradurrà in un vero e proprio autogoal.

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I problemi alimentari ed energetici sono problemi strutturali derivanti non solo dal conflitto Russia-Ucraina.

In effetti, i continui aumenti dei tassi di interesse della Federal Reserve statunitense sono anche uno strumento per tenere sotto pressione i paesi in via di sviluppo.

Per risolvere l’attuale crisi, gli USA e le maggiori potenze occidentali dovrebbero svolgere un ruolo di primo piano.

Ma la realtà è che altri paesi, tra cui l’Indonesia, stanno attivamente mediando tra Russia e Ucraina sulla piattaforma del G20.

La Cina ha pienamente attuato l’iniziativa di sospensione del servizio del debito del G20 e ha fornito la più grande quantità di alleggerimento del debito tra i membri del G20.

D’altra parte, le maggiori potenze statunitensi e occidentali, che dovrebbero offrire dividendi per la pace e lo sviluppo mondiale, hanno dato il contributo più piccolo in assoluto.

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Gli USA ed i paesi occidentali dovrebbero fare molto di più, non importa se dal punto di vista della responsabilità morale o delle loro capacità pratiche.

Non dovrebbero portare al G20 solo controversie, ma anche soluzioni ai problemi.

Ad esempio, i paesi sviluppati dovrebbero svolgere un ruolo maggiore nel ridurre l’onere del debito sui paesi in via di sviluppo e Washington dovrebbe utilizzare più mezzi finanziari per aiutare i paesi in via di sviluppo a risolvere le loro difficoltà, invece di concentrarsi sul diffamare gli altri creando la “trappola del debito”.

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Il G20 ha svolto un ruolo importante nell’affrontare la crisi finanziaria del 2008.

Ora, con il mondo che sta affrontando un altro sconvolgimento, è tempo che il G20 svolga di nuovo il suo ruolo.

La Cina ha in sequenza presentato l’Iniziativa per lo sviluppo globale e l’Iniziativa per la sicurezza globale, chiedendo di abbandonare la mentalità della Guerra Fredda, di opporsi all’unilateralismo e di dire no alla politica di gruppo e allo scontro dei blocchi.

Questa è sia un’iniziativa solenne che una voce razionale.

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Senza sicurezza non ci può essere sviluppo.

Senza sviluppo, la sicurezza è proprio come un albero senza radici.

Come ha affermato giovedì 7 luglio il segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres, nessun paese può risolvere le sfide da solo e il multilateralismo è più che mai necessario.

Le catene del mondo sono state strette per troppo tempo ed è ora di allentarle.

Questo richiede razionalità collettiva e azioni condivise.

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https://www.globaltimes.cn/page/202207/1270108.shtml

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http://www.bergamoincomune.it/dollaro-nato-cina-russia-europa-ed-ucraina-11/

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http://www.bergamoincomune.it/dollaro-nato-cina-russia-europa-ed-ucraina-9/

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