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Bergamo in Comune | Agosto 10, 2022

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POLIZIA PRIVATA IN FABBRICA

POLIZIA PRIVATA IN FABBRICA

Normalmente BergamoinComune non pubblica notizie delle forze sindacali dal momento che già esistono molti siti a questo dedicati e si vuole evitare di fare un numero non necessario di repliche.

Tuttavia, data la gravità dell’evento in oggetto, si è valutato che è il caso di pubblicare integralmente il comunicato qui di seguito riportato, con una critica sostanziale.

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È vero che Art.2 di Legge 20 maggio 1970, n. 300 (Statuto dei Lavoratori) recita testualmente:

“Il datore di lavoro può impiegare le guardie particolari giurate, di cui agli articoli 133 e seguenti del testo unico approvato con regio decreto 18 giugno 1931, numero 773, soltanto per scopi di tutela del patrimonio aziendale.

Le guardie giurate non possono contestare ai lavoratori azioni o fatti diversi da quelli che attengono alla tutela del patrimonio aziendale.

È fatto divieto al datore di lavoro di adibire alla vigilanza sull’attività lavorativa le guardie di cui al primo comma, le quali non possono accedere nei locali dove si svolge tale attività, durante lo svolgimento della stessa, se non eccezionalmente per specifiche e motivate esigenze attinenti ai compiti di cui al primo comma.

In caso di inosservanza da parte di una guardia particolare giurata delle disposizioni di cui al presente articolo, l’Ispettorato del lavoro ne promuove presso il questore la sospensione dal servizio, salvo il provvedimento di revoca della licenza da parte del prefetto nei casi più gravi”.

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Però è altrettanto vero che la modifica/violenza sostanziale da parte del cosiddetto centro-sinistra di Renzi dell’Art.18 nel 2015 con il cosiddetto “Jobs Act” (quando il governo ed il sistema mediatico usano una terminologia in lingua inglese non vuole dire che sono “innovativi” ed “acculturati”, vuole sempre dire che stanno tirando a fregare) è stata effettuata per “flessibilizzare” (sic) il mondo del lavoro e la vicenda Maier è perfettamente congruente sia con questo, sia con i trattati neo-liberisti alla base della  “Unione Europea” (che ormai è evidente che sta ai cosiddetti “ideali europei” come i cavoli stanno ad una merenda).

Forse, invece che “indignarsi” solo per una, comunque evidente e pesante, violazione dello Statuto (o di quel che ne resta), sarebbe il caso di aprire una seria discussione operativa sulle conseguenze che le varie modifiche e violenze alle leggi di tutela dei lavoratori stanno comportando e comporteranno se non adeguatamente fermate.

Insieme ad un dibattito serio sui trattati dell’Unione Europea, sul ruolo della Banca Centrale Europea, sulle dichiarazioni del Governatore della Banca d’Italia che i salari non devono seguire l’inflazione, sulle trasformazioni in atto nelle associazioni industriali e su tante altre cosette del genere.

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Rimini (ebbene sì: vacanze a prezzi popolari quest’anno, ma anche per i prossimi – se ci saranno ancora), 11.VII.2022

Marco Brusa

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Maier Cromoplastica, “vigilantes” nei reparti dopo l’annuncio di liquidazione.

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Questa mattina rientrando al lavoro le lavoratrici ed i lavoratori della Maier Cromoplastica Spa hanno trovato già presente in azienda, probabilmente arrivato nella notte, un nutrito gruppo di guardie che si aggiravano tra i reparti.

 “Non siamo assolutamente d’accordo su questa scelta da parte dell’azienda – commentano le RSU e i rappresentanti di Fiom CGIL e Fim CISL – che a nostro giudizio, non solo è inutile, ma lede ulteriormente la dignità delle lavoratrici e dei lavoratori che in queste lunghe giornate di sciopero e di presidio hanno tenuto un comportamento assolutamente civile e pacifico.

Questa azione, oltre ad aggravare un clima già pesante e teso dopo l’annunciata liquidazione della fabbrica bergamasca, dimostra ancora una volta come la proprietà non abbia fiducia nei propri dipendenti, mentre proprio questi ultimi avrebbero tutte le ragioni di dubitare dell’azienda e della sua buona fede”.

Continuano i sindacalisti: “Oltretutto questa azione contrasta con quanto previsto dallo Statuto dei lavoratori sia per la presenza in sé del personale di guardia, sia perché la scelta non è stata preventivamente comunicata ai dipendenti e alle rappresentanze sindacali.

Chiediamo quindi che l’azienda modifichi il suo atteggiamento, riportando il personale di guardia alle sue normali attività”.

In sciopero e presidio permanente dal 23 giugno scorso, i lavoratori e le lavoratrici della Maier di Verdellino hanno ripreso questa mattina l’attività lavorativa in attesa di essere convocati dai liquidatori.

La protesta prosegue comunque con scioperi a scacchiera e un presidio nelle ore di chiusura dell’azienda.

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Fiom e Fim

 

 

 

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