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DOLLARO, NATO, CINA-RUSSIA, EUROPA ED UCRAINA
Ottava parte – L’opinione dei neutrali
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Andiamo avanti.
Siamo andati a leggere l’opinione di un economista molto ben considerato dalle parti dell’India e del Sud-Est asiatico più in generale, noto per le sue analisi assolutamente non conformi al neo-liberismo dominante di cui, laureato alla London School of Economics ed operatore a Wall Street, ha comunque fatto parte a pieno titolo fin da prima dei tempi di Ronald Reagan.
L’esperto non ha dubbi…
David Paul Goldman (solo omonimo con Goldman & Sachs) è un economista americano che da decenni collabora sotto pseudonimo con giornali dell’Asia meridionale e con nome e cognome su giornali finanziari come Wall Street Journal e Bloomberg Businessweek.
Dopo il suo ritiro per raggiunti limiti di età ha preso a firmarsi dappertutto con nome e cognome (“codardo sì, ma mica scemo” si è giustificato e concordiamo pienamente con lui) e, anche se le sue previsioni a volte sono azzeccate e a volte no, è molto ben considerato presso i “neutrali” che una volta sarebbero stati definiti con il termine di “Non-allineati”.
Ovviamente, dopo che si è pubblicamente palesato le sue collaborazioni con gli “autorevoli” giornali neo-liberisti di Wall Street sono state drasticamente ridimensionate e non per volontà sua…
Il 13 aprile ha pubblicato su Asia Times (giornale “On Line” in lingua inglese con sede ad Hong Kong) un articolo dal significativo titolo: “Si farà a meno del dollaro”, in cui sottolinea come anche Goldman & Sachs avverta che US Dollar sta avendo un andamento analogo a quello della Sterlina britannica in seguito al “Suicidio d’Europa” del 1914.
Ve ne forniamo una sintesi e rimarchiamo come nel 2011 il “near bankruptcy – quasi fallimento” dell’Italia stesse per causare una crisi globale analoga a quella del 2008 e ai primi eventi finanziari di quella attuale.
Come oggi non ci racconta bene gli eventi bellici, il nostro sistema mediatico anche le dimensioni effettive di quell’evento non ce le ha mica poi raccontate tanto bene: i soliti Italiani che non hanno voglia di lavorare…
Ma lasciamo la parola al nostro permettendoci una piccola battuta: quando la futura inflazione colpirà sul serio le economie NATO, saremo davvero obbligati a ragionare non più in “trlioni” (milioni di milioni o migliaia di miliardi) come già fanno i cosiddetti “economisti”, ma davvero nei “fantastiliardi” di Paperon de’ Paperoni.
Con la piccola differenza che lui è davvero ricco sfondato, noi saremo sempre più poveri anche se pieni di “fantastiliardi” (tipo Dinari jugoslavi ad inizio anni ’90 o Marchi della Repubblica di Weimar ai tempi della crisi del ’29)…
…Si può, infatti, stampare tutto il denaro che si vuole, ma non il gasolio da riscaldamento o il grano per alimentazione.

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