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Bergamo in Comune | Novembre 29, 2022

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DOLLARO, NATO, CINA-RUSSIA, EUROPA ED UCRAINA

DOLLARO, NATO, CINA-RUSSIA, EUROPA ED UCRAINA

Nona parte – L’opinione di quello là, come si chiama?

Vlad… Vlad l’Impalatore!… No.

Vlad Dracula?… No.

Vladimiro! Vladimiro Putin.

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Non poteva mancare anche l’opinione di colui che nel sistema mediatico NATO (con UE ridotta a carretto al traino) viene descritto come un mostro, come un novello Hitler, Stalin, Beria, Ghepeù, Vlad l’Impalatore detto Dracula,… e via discorrendo.

Soprattutto oggi in cui persino le cosiddette “radio libere di sinistra” interrompono la diretta del discorso del Presidente del Consiglio da Montecitorio quando arriva a parlare del costituendo “esercito europeo” per mandare in onda una pubblicità di salami (vero, è successo questa mattina con una radio cosiddetta popolare di Milano molto nota) e sorge il dubbio che non si voglia diffondere troppa informazione ai popoli su certi argomenti.

Rimane comunque vero che “quello là” fino ad ora non ne abbia cannellata una, dalla gestione dell’economia russa dopo Eltsin alla Cecenia trasformata da nemico esiziale in fido alleato, dall’uso dell’inno e della bandiera sovietica per stabilizzare il nazionalismo/patriottismo (non sappiamo bene come chiamarlo) russo, ai funerali di Stato per Solgenitsin, dagli interventi militari in Ossezia e Abcasia fino a quello in Siria che ha oggettivamente liquidato il cosiddetto “Califfato”.

Per cui riteniamo sia necessario alla completezza dell’informazione dare un piccolo spazio anche a “quello là”.

Voi direte: “ma come si fa, visto che i suoi giornali On-Line sono banditi nella UE (alla faccia della libertà di espressione e della presunta superiorità culturale dell’Occidente con la “O” maiuscola)”.

Nessun problema. Quanto è diventato proibito nella UE non lo è a Singapore, Hong Kong, Macao, Timor, Goa e posti simili, per cui una baggianissima connessione da quelle parti e si legge tutto (almeno fino ad ora, poi non si sa cosa potrà diventare la cappa della censura se la “non belligeranza” italiana dovesse finire, come già finì le due volte precedenti…).

Ma diamo la parola a Vlad l’Impal… Ooops!… Al buon Vladimiro.

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L’UE introduce sanzioni “suicide” contro petrolio e gas russi sotto la pressione dei suoi signori statunitensi: Putin.

17.05.2022

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Bruxelles ha tentato di far passare un nuovo, sesto pacchetto di sanzioni contro Mosca per la crisi in Ucraina, con misure che includono un embargo sul petrolio russo.

L’Ungheria ha opposto resistenza a questa proposta, chiedendo un risarcimento e paragonando l’impatto economico di una ipotetica perdita di forniture energetiche russe a una “bomba atomica”.

L’Unione Europea sta introducendo sanzioni contro il settore petrolifero e del gas russo per “ragioni assolutamente politiche” e sotto la pressione dei padroni americani di quel blocco, questo nonostante l’impatto sulla sua competitività economica, ha affermato il presidente russo Vladimir Putin.

“Il rifiuto delle risorse energetiche russe significa che l’Europa diventerà sistematicamente la regione con i costi energetici più elevati al mondo.

Sì, certo, i prezzi aumenteranno e le risorse andranno a questa regione, ma non sarà possibile modificare radicalmente la situazione.

Questo pregiudicherà gravemente – e secondo alcuni esperti in modo irrevocabile – la competitività di una parte significativa dell’industria europea, che sta già perdendo concorrenza nei confronti di imprese di altre regioni del mondo”, ha affermato Putin, parlando in un incontro con operatori del campo energetico martedì.

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Putin ha ipotizzato che la classe politica occidentale abbia speculato “sulle preoccupazioni assolutamente ovvie e naturali di molte persone sulle conseguenze dei problemi climatici”, minimizzando l’importanza delle tradizionali fonti di energia da idrocarburi, e allo stesso tempo sopravvalutando l’efficacia delle energie alternative nel colmare il divario.

Questo, ha detto, ha contribuito a innescare l’attuale crisi energetica di cui i governanti occidentali stanno ora cercando di incolpare la Russia.

“Oggi vediamo che per ragioni assolutamente politiche, a causa delle proprie ambizioni e sotto la pressione dei loro padroni americani, i Paesi europei stanno imponendo sempre più sanzioni sul mercato del petrolio e del gas.

Tutto questo provoca inflazione e invece di ammettere i propri errori, stanno cercando di dare le loro colpe ad un altro”, ha detto Putin.

“Si ha l’impressione che i nostri colleghi occidentali, politici ed economisti abbiano semplicemente dimenticato le leggi basilari ed elementari dell’economia, o, a loro danno, preferiscano volutamente ignorarle”, ha continuato Putin.

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“Ovviamente, insieme alle risorse energetiche russe, anche le attività economiche lasceranno l’Europa per trasferirsi in altre regioni del mondo.

Un simile “autodafè” economico, o suicidio (evidentemente il buon Vladimiro ha letto l’articolo da noi pubblicato su questo sito il 13 marzo – NdR), per noi è ovviamente un affare interno dei paesi europei.

http://www.bergamoincomune.it/dollaro-nato-cina-russia-europa-ed-ucraina-4/

Dobbiamo procedere in modo pragmatico e procediamo principalmente dai nostri interessi economici”, ha aggiunto.

Putin ha chiesto alle autorità di “retroagire in modo attivo” alle decisioni “mal concepite e caotiche” prese da alcuni dei “partner” occidentali della Russia e di usarle a vantaggio di Mosca.

Ha anche avvertito che la Russia non si deve aspettare che l’Occidente continui a commettere tali errori «all’infinito».

Putin ha promesso che lo Stato russo farà «tutto quanto dipende da noi» per creare le condizioni più adeguate per il lavoro delle compagnie energetiche nazionali, dal miglioramento delle capacità logistiche, alla fornitura di un sistema di pagamento in valute nazionali e al miglioramento della disponibilità di credito e assicurazioni servizi, per stimolare la lavorazione delle materie prime e la creazione di nuove tecnologie nazionali.

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Ha esortato le compagnie petrolifere russe a non preoccuparsi per le loro attività, compresi i ricavi guadagnati dall’aumento dei prezzi dell’energia, e ha affermato che i cambiamenti attualmente in atto sul mercato petrolifero globale sono di «natura tettonica» e che «fare affari come prima», secondo il vecchio modello ovviamente, sembra improbabile.

Nelle nuove condizioni, è importante non solo estrarre petrolio, ma costruire l’intera catena verticale di distribuzione fino al consumatore finale”.

I paesi di tutto il mondo hanno subito shock economici associati all’aumento dei costi energetici nell’ultimo anno, con gli USA e la UE che ne hanno sopportato il peso, in particolare dopo che i loro governanti hanno iniziato a imporre sanzioni e altre restrizioni al petrolio e al gas russi in seguito alla crisi in Ucraina a partire da febbraio.

Molti paesi della UE dipendono dal gas naturale russo per oltre il 40% del loro fabbisogno e per una quantità simile di petrolio.

Sulla scia dell’operazione militare russa in Ucraina, il blocco ha promesso di sostituire le forniture dalla Russia con carburante proveniente da USA, Africa e Medio Oriente e di aumentare gli investimenti nelle energie alternative.

Tuttavia, economisti, imprese e leader dell’opposizione hanno avvertito che queste misure non salveranno lil continente da una recessione, una depressione o, peggio, dalla sua deindustrializzazione nel mezzo dell’intensificarsi della concorrenza economica globale tra Cina e USA.

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Non ci pare che Vlad l’Impal… Ooops!… Il buon Vladimiro abbia sparato scempiaggini.

Ed anche per oggi finiamola qui.

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Bergamo, 19.V.2022

Marco Brusa

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https://sputniknews.com/20220517/eu-introducing-new-sanctions-on-oil-and-gas-under-pressure-from-us-overlords-putin-1095573293.html

EU Introducing ‘Suicidal’ Sanctions on Russian Oil and Gas Under Pressure From US Overlords: Putin

17.05.2022

Brussels has been attempting to push through a new, sixth package of sanctions against Moscow over the crisis in Ukraine, with the measures including an embargo on Russian oil. Hungary has resisted the idea, demanding compensation and comparing the economic impact of the hypothetical loss of Russian energy supplies to an “atomic bomb.”

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The European Union is introducing sanctions against the Russian oil and gas sector for “absolutely political reasons” and under pressure from the bloc’s American overlords, notwithstanding the impact on its collective economic competitiveness, Russian President Vladimir Putin has said.

“Rejection of Russian energy resources means that Europe will systemically become the region with the highest energy costs in the world. Yes, of course prices will rise and resources will go to this region, but it will not be possible to radically alter the situation. This will seriously – and according to some experts irrevocably – undermine the competitiveness of a significant part of European industry, which is already losing the competition to companies in other regions of the world,” Putin said, speaking at a meeting with officials devoted to energy issues on Tuesday.

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Putin suggested that Western political class had speculated “on the absolutely natural concerns of many people on the plant with climate issues,” downplaying the importance of traditional, hydrocarbon sources of energy, while simultaneously overestimating the effectiveness of alternative energy in filling the gap.

This, he said, helped to spark the current energy crunch that Western officials are now trying to blame on Russia.

“Today we see that for absolutely political reasons, due to their own ambitions and under pressure from their American overlords, European countries are imposing more and more sanctions on the oil and gas market. All of this causes inflation, and instead of admitting their mistakes, they are looking for the guilty party in another place,” Putin said.

“One gets the impression that our Western colleagues, politicians and economists have simply forgotten the foundations of the elementary laws of economics, or, to their detriment, prefer to deliberately ignore them,” Putin suggested.

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“Obviously, together with Russian energy resources, economic activity will also be leaving Europe for other regions of the world. Such an economic auto-da-fe, or suicide, is of course the internal affair of European countries. We must proceed pragmatically and proceed primarily from our own economic interests,” he added.

Putin called on authorities to “act proactively” in light of the “ill-conceived and chaotic” decisions being taken by some of Russia’s Western “partners,” and to use them to Moscow’s advantage. He also warned that Russia should not expect the West to make such mistakes “endlessly.”

Putin promised that the Russian state would do “everything that depends on us” to create the proper conditions for the work of domestic energy companies, ranging from improving logistical capabilities to providing a system of payment in national currencies and improving the availability of credit and insurance services, to stimulating the processing of raw materials and the creation of new domestic technologies.

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He urged Russian oil companies not to sit on their assets – including revenues gained from rising energy prices, and said that the changes currently being experienced by the global oil market have a “tectonic nature,” and that “doing business as before, according to the old model, of course, seems unlikely. In the new conditions, it is important not only to extract oil, but to build the entire vertical chain up to the end consumer.”

Countries worldwide have experienced economic shocks associated with rising energy costs over the past year, with the United States and the the European Union bearing the brunt of the burden, particularly after regional leaders began slapping sanctions and other restrictions on Russian oil and gas amid the crisis in Ukraine starting in February. Many EU countries depend on Russian gas for more 40 percent or more of their natural gas needs and a similar amount of oil. In the wake of the Russian military operation in Ukraine, the bloc has promised to replace supplies from Russia with fuel sourced from the US, Africa and the Middle East, and to ramp up investments in alternative energy. However, economists, businesses and opposition leaders have warned that these measures won’t save the region from a recession, a depression, or worse – its deindustrialization amid the intensifying global economic competition between China and the United States.

Comments

  1. Enrico Masseroli

    Non ci pare che Vlad l’Impal… Ooops!… Il buon Vladimiro abbia sparato scempiaggini. Purtoppo, per l’umanità tutta, compresa la sua Russia, ha sparato ben altro!

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