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Bergamo in Comune | Novembre 29, 2022

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SUI DOVERI DEI SITI WEB DI SINISTRA

SUI DOVERI DEI SITI WEB DI SINISTRA

È a tutti noto come la “sinistra” italiana negli ultimi anni sia stata buttata fuori da tutti gli ambiti in cui operava e che tale operazione non è stata condotta dalla cosiddetta “destra”, ma da gruppi politici che si autodefiniscono di “centro-sinistra”, filo-UE, filo-NATO ed in definitiva non filo-padronali ma emanazione diretta del padronato occidentale attuale, banche, finanziarie atlantiche e simili.

La “sinistra” è stata sempre più obbligata a dialogare con se stessa tramite siti o su gruppi “social” più o meno blindati dove i commenti sono liberi, ma dove i provocatori ed i “troll”, una volta identificati come tali, non vengono più lasciati liberi di fare danno.

O almeno così dovrebbe essere.

Sono decenni che l’entusiasmo ed il candore giovanile sono stati sostituiti dall’esperienza, che altro non è che la somma degli errori compiuti e che, almeno si spera, non si commetteranno più.

Siamo dei sinceri democratici favorevoli al fiorire di cento e più fiori ma non siamo mica scemi, non del tutto almeno, sappiamo difenderci dalle aggressioni e sappiamo bene che questa difesa deve essere organizzata sfruttando la forza dell’antagonista, non la nostra molto più debole.

È il metodo “judo”, bellezza!

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Questa inattesa “menata” la stiamo facendo perché negli ultimissimi giorni abbiamo assistito al proliferare di “trolls” che si presentano come “ultrasinistri”, che più “ultrasinistri” non si può, nemmeno col candeggio, su gruppi “social” e che agiscono chiaramente come provocatori che hanno lo scopo di fare andare in vacca il dibattito del gruppo e provocare una raffica di abbandoni.

Un dieci/quindici anni fa, ai tempi dei primi “blogs”, costoro si presentavano come fautori del cosiddetto “centro-sinistra”, filo-UE, filo-NATO, etc. presentato come l’unica vera “sinistra” moderna in contrapposizione a coloro che la volevano “danneggiare” e “rompere”, vale a dire coloro che continuavano a svolgere una analisi di classe.

Operazione questa non più possibile oggi come oggi, dato che nessuno più crede che il “centro-sinistra”, filo-UE, filo-NATO, etc. abbia un pur minimo residuo di appartenenza alla cosiddetta “sinistra”.

E per di più esiste pure una guerra in corso, con tutto quanto essa comporta in termini di propaganda bellica NATO…

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I “trolls” sui nostri siti ci sono sempre stati ed il sistema migliore per controllarli fino ad ora è stato l’ignorarli.

Però da una data ben precisa, dal 18 di maggio, abbiamo notato come questi “trolls” si siano incattiviti ed abbiano cominciato a moltiplicare la loro presenza con contenuti sempre più demenziali che in tempi normali farebbero solo ridere, ma che con una guerra in corso diventano tali da far reagire i più ingenui tra i compagni che, per dirla chiara, ci cascano come dei polli e, rispondendo irati, fanno il gioco dei provocatori e, per dirla chiara del tutto, della “psychological war” dei guerrafondai NATO.

L’argomento più demenziale tirato fuori da questi “trolls” è relativo ad un presunto eroico comportamento di sedicenti gruppi “ucro-anarchico-nazi” che combatterebbero fianco a fianco ai nazisti veri dei battaglioni Aidar ed Azov contro l’ancor più nazistissimo, che più nazistissimo non si può (nemmeno col candeggio) Putin.

Semplicemente ridicolo.

Un minimo di serietà, compagni.

Non si risponde a certe provocazioni.

O vi siete dimenticati di piazza Fontana, di Pietro Valpreda e di tutta quella storia?

Quindi questa volta lo diciamo a voi: muccala lì!

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La data del 18 maggio quando questo “trollismo” massiccio è iniziato ha un motivo molto preciso.

La notte del 17 maggio, dopo brevi trattative, le unità dell’esercito ucraino, bloccate dalle truppe russe ad Azovstal a Mariupol, hanno iniziato ad arrendersi.

All’inizio era stato annunciato che l’esercito ucraino voleva consegnare alla Russia i feriti le cui condizioni nei sotterranei dell’acciaieria erano disperate.

Tuttavia, è diventato subito evidente che l’intera “guarnigione Mariupol” insieme al reggimento Azov stava deponendo le armi.

Hanno incominciato i volontari che portavano i feriti ad darsi prigionieri a loro volta e, con effetto valanga, anche gli altri militari non si sono lasciati sfuggire l’occasione di salvare la pelle.

Non sappiamo come si siano svolte le trattative e se “consiglieri” NATO di grado più o meno elevato fossero lì presenti, ma questo è irrilevante per quanto desideriamo rimarcare ora.

Per la propaganda NATO Azovstal era una specie di simbolo sacro della cosiddetta “resistenza” ucraina. Gli Azov dovevano resistere fino all’ultimo uomo e morire in modo tale da poter costruire la leggenda (e la propaganda) degli “eroi”.

I video con la resa sono apparsi quasi istantaneamente su internet (alla faccia della censura UE) e non erano per nulla né gloriosi né eroici: gruppi di soldati andati a morire piangendo che coglievano l’opportunità loro offerta.

Anche quelli di “Azov” sono esseri umani e, in ultima analisi, anche loro vogliono vivere e questo sta creando un po’ di problemi alla propaganda bellica; non parliamo poi di quanto desiderano i singoli “marmittoni”…

Anche i comandanti del reggimento Azov, Svyatoslav Palamar e Denis Prokopenko, due capi degli ultranazionalisti ucraini, si sono consegnati ai Russi ed in questo modo hanno umiliato pubblicamente tutta l’ideologia della propaganda bellica che fino ad ora ha saturato il sistema mediatico.

Fino a ieri erano celebrati come eroi immortali, che giuravano che avrebbero dato la vita per l’Ucraina nella lotta contro gli invasori russi.

Ora sono dei semplici prigionieri che si sono arresi…

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Pertanto, il fatto che le migliori truppe ucraine si siano arrese all’esercito russo rappresenta un duro colpo psicologico per l’intero sistema della propaganda mediatica, sia per le forze ucraine nel Donbass, sia per la costruzione di una opinione pubblica favorevole alla guerra in Occidente.

Questo ha comportato una completa risistemazione della propaganda bellica.

In Ucraina, di fronte a una resa imminente, tutto quello che il comando ucraino ha potuto fare è stato l’autorizzare ufficialmente la resa con il pretesto di “salvare la vita ai soldati” perchè “abbiamo bisogno di eroi ucraini vivi”.

Da noi, molto semplicemente i “trolls” si sono scatenati con demenze sulla “resistenza” ucraina e con la semplice invenzione di propaganda di gruppi “ucro-anarchico-nazi” visceralmente anti-russi e filo-protettorato NATO dell’Ucraina.

E tanti compagni ci sono cascati…

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Muccala lì!

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Bergamo,   22.V.2022.

Marco Brusa

 

 

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