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SCARSA CREDIBILITÀ DELL’EUROPA ATTUALE
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Mentre l’anticastrista cubano diventato Segretario di Stato USA, Marco Rubio, dà sfoggio della sua ampia cultura citando Dante, Michelangelo, Leonardo, Shakespeare, i Beatles, i Rolling Stones (sic), la Cappella Sistina (che non si trova nel territorio della UE) e il Duomo di Cologna come esempi della “sola civiltà” esistente tra USA ed UE (di cultura comune non ha parlato, ed è stato meglio così), suscitando l’entusiasmo del Partito degli Automobilisti della Repubblica Ceca (sic, vero) considerato cugino di MAGA.
Mentre la Kaya Kallas sproloquia di Russia con l’economia a pezzi con lo stesso sguardo allucinato con cui un altro, tempo fa affermava che a Stalingrado era in corso una ecatombe di carri armati sovietici.

Mentre il sistema mediatico è entusiasta di questi personaggi, li esalta iperbolicamente in tutti i modi e la libertà di informazione è, sì e no, relegata sui cosiddetti “social minori” e poco seguiti (quale anche questo nostro è, non siamo abituati a raccontarci frottole).
Mentre la “Munich Security Conference” si conclude con l’affermazione: “Quello di cui abbiamo bisogno ora è un piano, è azione”.
Mentre arriva Super-Mario (quello delle privatizzazioni del patrimonio pubblico) con un piano impostato a Wall Street e perfezionato dalla grande finanza che opera in Europa: Eurobond per investire nella guerra (ancora eufemisticamente definita “difesa”), che è sempre un buon affare.
Tra Roma e Berlino si rafforza l’intesa ed è stato firmato un protocollo di cooperazione strategica:
“Intendiamo stabilire un Dialogo Strategico tra i nostri Ministeri della Difesa sulle iniziative in materia di difesa e sicurezza e sui principali progetti di cooperazione militare. L’attenzione è focalizzata sul contesto di sicurezza euro-atlantico. Contribuiremo per rafforzare le capacità e il ruolo internazionale dell’UE, in complementarità e in coordinamento con la NATO. Per quanto riguarda la cooperazione in materia di difesa, puntiamo a un coordinamento ancora più stretto alla gestione delle crisi internazionali e allo sviluppo delle capacità delle missioni in tutti i settori (compresi lo spazio e il dominio cibernetico), per la cooperazione in materia di armamenti”.
Così recita il Piano di Azione italo-tedesco appena firmato.
“Qualora gli interessi comuni delle Parti contraenti dovessero esser messi in pericolo da avvenimenti internazionali di qualsiasi natura, esse entreranno senza indugio in consultazione sulle misure da prendersi per la tutela di questi loro interessi. Qualora la sicurezza o altri interessi vitali di una delle Parti contraenti dovessero essere minacciati dall’esterno, l’altra Parte contraente darà alla Parte minacciata il suo pieno appoggio politico e diplomatico allo scopo di eliminare questa minaccia”.
Così recitava il Patto d’Acciaio del 1939.
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C’è da preoccuparsi?
Sì.
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