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MONUMENTI ANTIMILITARISTI
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Riprendiamo, dopo una lunga assenza, questa rubrica e lo facciamo con una opera completamente sconosciuta in Italia di un autore noto solo agli appassionati di arte fiamminga del XVI Secolo.
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LA ALLEGORIA DELLA PACE TRIONFANTE DI PIETER CLAEISSEINS IL GIOVANE A BRUGES
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Nelle Fiandre del XVI secolo, dopo la ribellione contro gli Spagnoli ed i massacri ed i saccheggi delle truppe del governatore Fernando Álvarez de Toledo, meglio noto da allora nei Paesi Bassi come “de slager (macellaio) van Vlaanderen”, la nomina a governatore di don Giovanni d’Austria, il trionfatore di Lepanto, e la realizzazione della “Pacificazione di Gand” del 1576 avevano suscitato grandi speranze per un accordo politico che avrebbe dovuto porre fine al conflitto tra le Province Unite e la Spagna che durava dal 1568.
La “Pacificazione di Gand” era stata un’alleanza tra le province di tutti i Paesi Bassi asburgici, per porre fine alle violenze delle truppe spagnole e al conflitto che veniva vissuto per quello che effettivamente era: una guerra civile.
Questa “Pacificazione” sarebbe durata poco, ma allora si era creduto e si era sperato che fosse definitiva.
Tre anni dopo, nel 1579, le dieci province meridionali, più spaventate dal fanatismo integralista ed iconoclasta dei calvinisti del nord che dalle truppe di occupazione iberico-italiche, ora agli ordini di quel grande diplomatico e valente comandante che è stato Alessandro Farnese, decidono di ritornare sotto l’amministrazione politica e religiosa della Spagna.
Le rimanenti sette province, per reazione e per volontà di indipendenza, si uniscono subito dopo nell’Unione di Utrecht, embrione dei moderni Paesi Bassi, che riunisce sia calvinisti che cattolici.
Utrecht viene scelta come luogo dell’Unione proprio perché è una provincia a maggioranza cattolica (anche se con l’arcivescovo in perenne contrasto con il Papa, contrasto non ancora propriamente terminato ai giorni nostri).
Le due Unioni ricominciano a scannarsi tra loro mica da ridere ed Alessandro Farnese (un fegataccio che a Lepanto aveva abbordato da solo l’ammiraglia turca roteando come un matto uno spadone a due mani e facendosi venire dietro tutta la flotta cristiana) sa approfittarne riconquistando alla Spagna tutta la attuale parte fiamminga del Belgio, salvo poi venire “silurato” dalla invidiosissima corte di Madrid e morirne di crepacuore.
A Parma hanno sempre avuto dubbi su questa morte, al punto di decidere di riaprirne la tomba un qualche decennio fa per fare una (molto) tardiva autopsia che avrebbe escluso un avvelenamento e avrebbe indicato come causa probabile del decesso una polmonite (come abbiano fatto a determinarla su un cadavere di quattro secoli non è dato sapere, ma la versione che circola è questa).
Se volete saperne di più fate un giro a Piacenza ed ammiratene la statua equestre davanti al broletto, nel basamento lastre in bronzo rappresentano la presa di Anversa e altri episodi della guerra di Fiandra.
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https://vlaamsekunstcollectie.be/en/collection/0000-gro0024-i
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In ogni modo la rivolta dei Paesi Bassi continua e passa alla storia come “Guerra degli ottanta anni” e termina solo con la Pace di Vestfalia del 1648.
Notare che dopo questa pace, come spesso succede nella storia, gli “eroici liberatori”, tali oggettivamente erano dal loro punto di vista gli “straccioni” delle Province Unite, si trasformano in “conquistadores” e che chi ne ha fatto le spese non è stata la Spagna, comunque ancora troppo potente, ma il “cugino” Portogallo cui i Paesi Bassi hanno fatto una guerra spietata nei possedimenti coloniali scacciandolo da Ceylon e dalla Malacca, sterminandone i coloni ed alimentando le guerre civili in Giappone contro gli odiati convertiti al Cattolicesimo.
Ai poveri Portoghesi erano rimaste solo Goa e Macao perché sia il Mogol indiano che l’imperatore della Cina avevano mangiato la foglia ed avevano capito che, se il colonialismo portoghese era gestibile, quello olandese (a cui sarebbe succeduto l’anglo-sassone) non lo sarebbe stato.
Per cui avevano deciso di “proteggere” l’uno Goa e l’altro Macao (protezione non terminata nemmeno ai giorni nostri, visto che entrambe giuridicamente sono Stati autonomi uniti all’Unione Indiana ed alla Repubblica Popolare Cinese).
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Il Borgomastro della città di Bruges, Joris van Brakele, rimane comunque talmente entusiasta della “Pacificazione di Gand” e della pace che si auspicava tornasse nelle Fiandre da commissionare immediatamente una “Allegoria della Pace Trionfante” al pittore all’epoca più famoso nella sua città: Pieter Claeisseins il Giovane, noto per la sua capacità di inserire in un quadro non solo una rappresentazione scenica, ma anche e soprattutto una sequenza di allegorie.
La sua rappresentazione della “Pace Trionfante” è attualmente esposta nel Groningenmuseum di quella stupenda e strana città che è Bruges il cui centro storico è patrimonio UNESCO dell’Umanità.
Dopo torneremo sul perché Bruges, almeno a chi scrive, appare essere “strana”.
In questa opera in alto a destra sono rappresentati i popoli che, con la benedizione della Concordia e sotto la guida della Ragione (l’Illuminismo sarebbe diventato trionfante poco più di un secolo dopo) che ha in mano le tenaglie per tagliare la catena che stanno tirando e a cui sono legati, sconfiggono il furore bellico in alto a sinistra, rappresentato come un esercito ormai disfatto e pronto alla fuga.
Nel cartiglio degli angeli che sovrastano i popoli si legge la frase “Dissociata locis concordi pace ligavit – Ha unito i luoghi separati con la pace concorde”, verso del Libro I delle Metamorfosi di Ovidio.
Sopra il furore bellico l’Angelo della Morte (o il Tempo che fugge) con la grande falce ed altre diavolacce (Aletto e Tisifone) sono in fuga e la ritirata di questo esercito è chiusa da una orribile megera non meglio identificata anche se potrebbe trattarsi di Eva, a causa della quale la fatica e la sofferenza hanno colpito il genere umano.
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https://www.museabrugge.be/en/collection/work/id/0000_gro0024_i
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A sinistra due gruppi di belle donne, tutte in leggeri abiti estivi e alcune con il seno scoperto, accolgono il carro della Pace che sta schiacciando una figura maschile muscolosa, un vero bruttone, che cerca di mangiare un pomo e sotto cui si trova una mascella d’asino.
Non è univocamente accettato chi rappresenti questa figura: potrebbe trattarsi di Marte che viene sconfitto dalla Pace, ma la presenza del pomo e della mascella si associano male al dio della guerra, per cui questa figura sembra essere Caino, l’inventore della guerra tra gli uomini, e la presenza di una mascella d’asino, con cui Abele è stato ucciso, rafforza questa ipotesi.
Le belle donne rappresentano le diciassette province delle Fiandre e la prima porta l’emblema rosso, bianco e rosso del Brabante fiammingo, la regione di Bruxelles, le altre portano gli emblemi dell’epoca delle varie province e applaudono il carro trionfale e la processione
La postura di queste donne ed i loro abiti discinti hanno un significato: sono spose che si offrono.
Si offrono non allo sposo, ma alla Pace.
Notare come la Pace e le sue compagne siano tutte donne.
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A destra sono rappresentati, come è tradizione nella pittura fiamminga, i committenti dell’opera.
Ognuno regge su una asta il simbolo araldico del proprio casato (neanche a parlarne che ci fosse spazio all’epoca per un plebeo, se lo eri potevi stare in questo quadro solo in alto a destra, tra i popoli, non certo tra i galantuomini) ed il capofila è, ovviamente, Joris van Brakele.
Un losco figuro che porta grandi borse, un profittatore bellico (?), cerca di fermare la processione trionfale infilando un bastone nelle ruote, senza successo.
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La Pace alata viene incoronata con rami di olivo sul carro che passa sopra armi e bandiere abbandonate e le sue compagne sono la Carità a sinistra e la Concordia a destra.
In alto sopra la Pace si trova l’arma nobiliare di Filippo II di Spagna sovrastata dalla colomba con cui veniva usualmente rappresentato lo Spirito Santo.
Interessante questa possibile antica origine della attuale immagine della colomba della Pace.
Questa rappresentazione della “Pace Trionfante” è davvero dedicata al re di Spagna e nel cartiglio alla base si può leggere: “PAX REGE PHILIPPO AUSPICE”.
La Carità viene rappresentata secondo la tradizione classica come una madre nuda che allatta, che è circondata da figli, propri e adottati, e che regge le redini degli umili muli trainanti il carro.
Ai suoi piedi l’emblema araldico delle Fiandre e, sotto il piede della Pace, l’aquila bicipite degli Asburgo.
Uno dei figli, novello Cupido, sembra minacciare le donne discinte con una freccia, in realtà le invita all’amore.
La Concordia siede proprio sopra il cartiglio “PACIS TRIUMPHANTI DELINIATIO – ALLEGORIA DELLA PACE TRIONFANTE”, ha in grembo un docile cagnolino e sul basamento che porta il suo nome ed una corona si trovano due colombe.
Regge uno stendardo con due mani unite ed una corda con il cartiglio “COIURATU FOEDUS – ALLEANZA PER UNO SCOPO”.
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Per quale motivo Bruges è sembrata strana a chi scrive?
Il Belgio e l’Olanda sono noti perché da loro più del 50% della popolazione si dichiara atea e nelle Fiandre cattoliche ogni frazione ha una chiesa, sempre rigorosamente sprangata e con al massimo un avviso dell’orario dell’unica Messa domenicale, ammesso che ci sia.
Però sono tutte tenute benissimo, anche quelle con davanti il cartello “Te koop – In vendita” (sic, ne abbiamo viste).
In una delle piazze principali di Bruges si trova la cappella del Preziosissimo Sangue, stupendo esempio di architettura gotico-rinascimentale con una decorazione semplicemente fantastica, dove è custodita una teca in cristallo di rocca contenente il sangue di nostro signor Gesù Cristo.
Almeno così dice la tradizione…
Questa teca è pure datata MCCCLXXXVIII (1388).
Non si sa se si tratti di una reliquia delle Crociate o del sacco di Costantinopoli, ma i Brugensi, anche se molto più laici che credenti, ci tengono tantissimo.
Ed in quella cappella chi scrive ha assistito a scene che San Gennaro a Napoli o i Polacchi a Częstochowa al confronto sono dei fulgidi esempi di agnosticismo.
Tenete pure presente che il sottoscritto, in quanto di Liturgia Ambrosiana, mal sopporta certe manifestazioni di Fede esteriore
Orbene, la teca era ostentata e c’era una fila, sempre di almeno cinquanta persone continuamente rinnovate, che per tutta la durata del giorno attendeva il suo turno per dire una veloce preghiera davanti ad essa e la cappella era piena di gente giovane inginocchiata che stava chiaramente chiedendo a Dio una qualche grazia.
Tutti Belgi, Fiamminghi persino…
Il sottoscritto è rimasto piuttosto perplesso, non tanto per avere visto gente che pregava, lo facciamo più o meno tutti e ci portiamo rispetto; ma per avere visto un comportamento che, nel laicissimo Belgio delle chiese in vendita, proprio non si aspettava.
Una cosa inattesa e quindi “strana”, insomma.
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