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Bergamo in Comune | 17 Marzo 2026

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FREEDOM FLOTILLA E PENA DI MORTE IN ISRAELE

FREEDOM FLOTILLA E PENA DI MORTE IN ISRAELE

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Freedom flotilla

100 porti 100 città

L’associazione Amicizia Bergamo Palestina coordina la mobilitazione in Lombardia per sostenere la Freedom  Flotilla, strumento di solidarietà con il popolo palestinese attraverso il rafforzamento della consapevolezza del bisogno di liberazione di tutte e tutti da ogni tipologia di fascismo e suprematismo.

Operiamo come voce di chi non ha una voce e chiediamo a tutte le realtà interessate ad aderire e a fare parte della nostra Freedom Flotilla!

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Dopo questo appello pubblichiamo la traduzione di un articolo, apparso sul quotidiano della “sinistra sionista” Haaretz, relativo al disegno di legge presentato dalla estrema destra sionista per introdurre la pena di morte, pure sommaria, per i Palestinesi.

Non per gli Israeliani, ovviamente.

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Praticamente viene sostenuto che quanto è attualmente solo una proposta verrà applicato in un futuro non molto lontano e che l’apparato penitenziario sionista sta organizzandosi a questo scopo.

Quanto più colpisce non è solo la barbarie di questo disegno di legge che, oltre alla pena di morte in quanto tale, introduce anche la separazione della popolazione in due categorie: quelli che possono essere giustiziati e quelli che no.

Una situazione del genere da noi è esistita solo nel nostro peggior Medio Evo, quando esistevano la Lex Francorum per i nobili, la Lex Longobardorum per i valvassori e la Lex Romana per i servi della gleba, leggi diverse a seconda della categoria di invasori, vincitori o perdenti, o di perdenti e basta a cui si apparteneva.

Quanto più colpisce è la pavidità che trasuda dall’articolo.

Articolo scritto da un giornalista che venti anni fa svolgeva il ruolo per l’esercito israeliano di annunciare alle famiglie i caduti nella guerra in Libano e che quindi è difficile pensare essere un pavido.

Non viene presa una dura posizione contro questa barbarie, non si lancia una campagna di stampa, si dice: “Mah!… Anche il responsabile delle carceri, privatamente, esprime dubbi”…

Questo dà da pensare che la “sinistra israeliana”, anche se sionista, sia ormai ridotta al lumicino e sia conscia che, se dovesse lanciare una qualsiasi campagna di opinione, rischierebbe grosso.

Fisicamente, non giuridicamente.

Esattamente come è successo a molti giornalisti italiani negli anni ’20 del secolo scorso.

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Da ultimo vogliamo far notare come i generali russi si esprimano ormai apertamente definendo lo stato sionista come “fascist state” e le sue forze armate come “incompetent fascists”.

In fondo, dopo l’articolo israeliano, pubblichiamo anche una intervista al generale Apti Alaudinov, comandante delle truppe scelte russe “Spetnaz Akhmat”.

Non è per niente tenero, eufemisticamente parlando, verso le forze armate israeliane.

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https://www.haaretz.com/israel-news/israel-security/2026-02-16/ty-article/.premium/israels-prison-chief-privately-doubts-bill-pushing-death-penalty-for-terrorists/0000019c-669f-de1a-a9df-6eff689f0000?utm_source=App_Share&utm_medium=iOS_Native

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IL RESPONSABILE DELLE CARCERI ISRAELIANI IN PRIVATO ESPRIME DUBBI SULL’EFFICACIA DELLA PENA DI MORTE PROPOSTA DALLA ESTREMA DESTRA

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Il commissario del servizio carcerario Kobi Yaakobi ha sollevato obiezioni al disegno di legge promosso dal ministro della sicurezza nazionale di estrema destra Itamar Ben-Gvir, ma alla fine ha detto che lo avrebbe attuato se approvato.

I cittadini non israeliani condannati per aver ucciso israeliani in Cisgiordania dovrebbero venire giustiziati entro 90 giorni dalla condanna.

Yaakobi si è anche chiesto se questo disegno di legge avrebbe davvero dissuaso i Palestinesi dall’effettuare aggressioni e ha sollevato obiezioni morali alle esecuzioni capitalicome forma di punizione.

Le fonti (di Haaretz) hanno riferito che Yaakobi ha sottolineato come le guardie carcerarie incaricate di eseguire esecuzioni potrebbero subire danni psicologici.

Tuttavia ha dichiarato che, se il disegno di legge dovesse essere approvato, lo farà applicare.

L’agenzia penitenziaria ha iniziato a prepararsi per il dopo l’approvazione del disegno di legge, tra cui la formazione di una squadra speciale guidata dal vice commissario Gondar Hatem Azzam e da altri alti ufficiali.

L’agenzia ha rifiutato di commentare le osservazioni di Yaakobi.

I parlamentari stanno tentando di accelerare il disegno di legge, che è attualmente in fase di revisione da parte del Comitato per la Sicurezza Nazionale della Knesset, presieduto da MK Tzvika Foghel del partito di estrema destra Otzma Yehudit.

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https://twitter.com/i/status/2022736093440020801

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Secondo la proposta, le persone condannate per aver ucciso israeliani in Cisgiordania dovrebbero essere giustiziate entro novanta giorni dalla condanna.

I giudici non avrebbero alcuna discrezione nell’imporre la punizione.

Secondo a quanto si sta preparando il servizio penitenziario, le esecuzioni dovrebbero essere eseguite mediante impiccagione in una struttura classificata, e alle guardie che le effettuano verrebbe concesso l’anonimato.

“Applicheremo la pena di morte con la legge sui terroristi per impiccagione, plotone di esecuzione o annegamento; li affogheremo”, ha detto Ben-Gvir durante l’ispezione di una motovedetta della polizia la scorsa settimana ad Eilat.

Ben-Gvir è entrato nella prigione di Ofer con parenti in lutto e corrispondenti di organi di stampa di destra, mostrando con soddisfazione le dure condizioni carcerarie.

È stato ripreso in piedi accanto a prigionieri incatenati con il volto premuto a terra, mentre diceva: “Dovrebbero essere giustiziati, per impiccagione, iniezione letale o sedia elettrica. Quello che è importante è giustiziarli”.

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Yaakobi in precedenza ha ricoperto il ruolo di segretario alla sicurezza di Ben-Gvir ed è considerato vicino a lui e al suo staff.

Nel gennaio 2024, il ministro lo ha nominato commissario del servizio penitenziario, ruolo in cui Yaakobi ha attuato le condizioni più pesanti per i prigionieri delle carceri di sicurezza.

In una recente riunione del National Security Committee, un rappresentante dello Shin Bet (equivalente israeliano della CIA – NdR) ha affermato che l’agenzia sostiene il disegno di legge a condizione che i giudici mantengano la discrezione nell’imporre la punizione.

Ha detto che non ci sono prove inequivocabili che la pena di morte possa dissuadere il terrorismo e ha avvertito che le esecuzioni potrebbero, in alcuni casi, innescare reazioni di vendetta.

Tuttavia, ha detto che la misura potrebbe contribuire alla deterrenza in Cisgiordania e a Gerusalemme, e che misure di controllo più severe dei detenuti oggi riducono il rischio di rivolte in seguito alle esecuzioni.

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Il rappresentante del ministero della Giustizia Lilach Wagner si è opposto al disegno di legge.

“Non c’è alcuna base professionale per far avanzare il disegno di legge in considerazione delle obiezioni di alcune delle parti interessate”, ha detto.

“Molti studi dimostrano che la pena di morte per i terroristi non è un deterrente, e anche l’ultimo studio, che sostiene che crea deterrenza, ha dei limiti”.

Il consulente legale del comitato ha affermato che l’attuale versione del disegno di legge solleva anche difficoltà costituzionali.

Rendere obbligatoria la pena di morte per i Palestinesi della Cisgiordania che sono governati con la legge militare invece che con la legge civile mina la discrezionalità giudiziaria, e il disegno di legge contraddice i trattati internazionali di cui Israele è firmatario.

Wagner ha osservato che se un crimine coperto dalla legge viene commesso sul territorio israeliano da un non cittadino, il sospetto sarà processato in un tribunale militare in Cisgiordania.

Questa legge concederebbe quindi la giurisdizione esclusiva ad un tribunale (militare – NdR) in Cisgiordania.

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L’ultima bozza del disegno di legge sulla pena di morte, sponsorizzata dal partito di estrema destra della coalizione di Netanyahu Otzma Yehudit (partito suprematista sionista – NdR), impone la condanna a morte per i Palestinesi condannati per atti di terrore che provocano un omicidio, ma non si applica ai cittadini israeliani condannati per lo stesso crimine  a cui è prescritto, al massimo, l’ergastolo.

Una delle clausole del disegno di legge afferma che un residente in Cisgiordania che ha intenzionalmente causato la morte di una persona in circostanze considerate terrorismo può essere punito solo con la morte.

La medesima legge afferma che questa determinazione non si applica a un cittadino o a un residente israeliano.

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A gennaio, il consigliere del servizio penitenziario sul diritto internazionale e le questioni penali, Michal Nahon, ha detto di questo disegno di legge: “Stiamo facendo un lavoro ordinato volto ad implementare le disposizioni di questo disegno di legge. Siamo un organo esecutivo e qualsiasi cosa venga decisa, la faremo”.

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L’ESPERTO NON HA DUBBI

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https://t.me/Middle_East_Spectator/26664

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Le forze armate israeliane sono fascisti incompetenti – Tenente Generale Apti Alaudinov, comandante delle truppe scelte “Spetsnaz Akhmat” russe; ha partecipato di persona a combattimenti urbani.

Durante la guerra in Ucraina, le sue truppe hanno preso parte alle battaglie per Mariupol, Severodonetsk, Lysychansk e nella regione di Kursk.

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Domanda:

“Voi siete un esperto di combattimenti urbani, che opinione avete delle azioni dell’esercito israeliano a Gaza?

Come differiscono le loro tattiche da quelle russe della Operazione Militare Speciale?”

Risposta:

“Israele ha tattiche?

Israele è uno Stato fascista. Non ha tattiche di combattimento quando usa bombe e missili americani per distruggere tutto quello che incontra: decine di migliaia di donne, bambini, anziani. Questa non è tattica; questa è assenza di tattica.”

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D.:

“Quando ascoltiamo coloro che appoggiano Israele, costoro dicono che sfortunatamente non c’è altro modo di combattere in una città così grande; l’unico modo è bombardare tutto e distruggere tutto.

Voi avete esperienza di combattimenti urbani, pensate che questo argomento sia effettivamente valido?”

R.:

“È una balla!

Non significa nulla!

Ho liberato trentasei aree urbane nella Repubblica di Lugansk con le truppe speciali Akhmat, comprese le città di Rubizhne, Severodonetsk, Lisichansk; andate là e verificate se il livello di distruzione è quello di Gaza e se noi abbiamo ammazzato decine di migliaia di donne, bambini e anziani.

No.

Noi combattiamo coloro che combattono in armi contro di noi.

Non combattiamo contro le donne i bambini e gli anziani.

Questa è la differenza tra l’esercito russo e l’esercito israeliano.

Dicono che i loro miliziani nemici si nascondono dietro le donne, i bambini e gli anziani, ma se non sono capaci di combattere questi miliziani ed invece sterminano l’intera popolazione palestinese, che razza di soldati sono?

Sono fascisti e non meritano rispetto.

Per questo penso che non abbia assolutamente senso paragonare l’esercito russo a quello israeliano.

Noi non solo non ammazziamo le donne i bambini e gli anziani, ma cerchiamo anche di risparmiare le vite dei nostri nemici.

Se guardate i miei ordini, vedrete che ho sempre ordinato ai miei combattenti: se possibile prendeteli prigionieri vivi, non ammazzateli anche se sono nemici.

Mentre gli Israeliani hanno ucciso decine di migliaia di donne, bambini e anziani e dicono che non potevano agire altrimenti.

In una situazione del genere si deve tornare a casa a vivere la propria vita; non sterminare persone, non sterminare una intera Nazione”.

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