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ALBA DI PACE
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La mia Repubblica
Una e indivisibile
È il riscatto dai patti di Cassibile
È vera res pubblica
Risorta e finalmente rispettabile
Grazie al sangue di molti
E al coraggio di pochi
Non è foglia della giovinezza
Di un passato cupo di tristezza
Ma è figlia della meglio gioventù
Che ha costruito vita dove non ce n’era più
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È vera indipendenza
Tratta in salvo da qualsiasi sudditanza
Con la sovranità messa al posto giusto
Cioè in mano al popolo in nome del diritto
E non dell’arbitro
Esercitato dalla tirannia di pochi
E dalla codardia di molti
È la gemma splendente
Del neorealismo
È la speranza risorgente
Di un sano patriottismo
È a sinistra dove batte il cuore
E non è sinistra come il fascismo che muore
È pane e lavoro
È terra e lavoro
È fatica e decoro
E al nemico che scappa niente ponti d’oro
Non è questione di arditi ma di banditi
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Cittadini per bene pacifici in guerrieri travestiti
È la staffetta che avvisa
La massaia che rifocilla
È il prete che ti nasconde
L’operaio che incrocia le braccia
E urla agli usurpatori la sua rabbia in faccia
Reduci macilenti di ritorno dal fronte
Che han capito la lezione e rialzato la fronte
La mia Repubblica
È sanità pubblica per tutti
È scuola pubblica per tutti
Sicurezza sociale per tutti
Diritti umani per tutti
Diritti civili per tutti
Accoglienza e rifugio per tutti
Per tutti i sopravvissuti e i loro eredi
Compreso chi ha perso e ha avuto torto
Per chi emigra e chi resta
La mia Repubblica
È una bandiera tricolore finalmente libera
Da stemmi e simboli compromessi e compromettenti
Nata grazie anche alla resistenza di partigiani comunisti
In un gelido e splendido aprile
Di vera primavera
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Daria Vanoglio Fratus – 2026
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