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Bergamo in Comune | 15 Maggio 2026

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ALBA DI PACE

ALBA DI PACE

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La mia Repubblica

Una e indivisibile

È il riscatto dai patti di Cassibile

È vera res pubblica

Risorta e finalmente rispettabile

Grazie al sangue di molti

E al coraggio di pochi

Non è foglia della giovinezza

Di un passato cupo di tristezza

Ma è figlia della meglio gioventù

Che ha costruito vita dove non ce n’era più

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È vera indipendenza

Tratta in salvo da qualsiasi sudditanza

Con la sovranità messa al posto giusto

Cioè in mano al popolo in nome del diritto

E non dell’arbitro

Esercitato dalla tirannia di pochi

E dalla codardia di molti

È la gemma splendente

Del neorealismo

È la speranza risorgente

Di un sano patriottismo

È a sinistra dove batte il cuore

E non è sinistra come il fascismo che muore

È pane e lavoro

È terra e lavoro

È fatica e decoro

E al nemico che scappa niente ponti d’oro

Non è questione di arditi ma di banditi

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Cittadini per bene pacifici in guerrieri travestiti

È la staffetta che avvisa

La massaia che rifocilla

È il prete che ti nasconde

L’operaio che incrocia le braccia

E urla agli usurpatori la sua rabbia in faccia

Reduci macilenti di ritorno dal fronte

Che han capito la lezione e rialzato la fronte

La mia Repubblica

È sanità pubblica per tutti

È scuola pubblica per tutti

Sicurezza sociale per tutti

Diritti umani per tutti

Diritti civili per tutti

Accoglienza e rifugio per tutti

Per tutti i sopravvissuti e i loro eredi

Compreso chi ha perso e ha avuto torto

Per chi emigra e chi resta

La mia Repubblica

È una bandiera tricolore finalmente libera

Da stemmi e simboli compromessi e compromettenti

Nata grazie anche alla resistenza di partigiani comunisti

In un gelido e splendido aprile

Di vera primavera

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Daria Vanoglio Fratus – 2026

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