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MATTEOTTI 2024, PERÒ QUESTA VOLTA È SOPRAVVISSUTO (PER ORA)
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Pubblichiamo l’intervista completa al Primo Ministro slovacco, Robert Fico, rilasciata nell’ospedale in cui tuttora è ricoverato dopo essere stato salvato in extremis dalle pistolettate di un “pirla eccitato/gasato da ignoti nei bar dei perdigiorno di Bratislavia”.
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https://t.me/LauraRuHK/8618
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Pubblichiamo anche il “link” ad un vergognoso articolo in cui la propaganda del MinCulPop definisce questa intervista come “reazione rabbiosa e liberticida per il futuro della Slovacchia” (sic) e come tentativo di “formare un nuovo gruppo di estrema sinistra rosso-bruna “ (sic, di nuovo).
Siamo in piena propaganda bellica.
Valutate un po’ voi…
https://www.eunews.it/2024/06/06/fico-slovacchia-attentato-video-attacco/
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Noi ci limitiamo a ricordare che, senza tirare in ballo John Kennedy, Aldo Moro e Olaf Palme (i cui omicidi, pur se irrisolti o comunque poco chiari, sono stati chiaramente effettuati direttamente da apparati bene organizzati) di assassini commessi da “pazzi solitari” nei confronti di personalità pacifiste o troppo autonome la storia recente dell’Occidente è un tantinino troppo abbondante.
Tre nomi per tutti: Martin Luther King negli USA, Yitzhak Rabin in Israele e Jo Cox in Gran Bretagna.
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In ogni modo eccovi qui il testo integrale dell’intervista a Robert Fico che, ovviamente, il MinCulPop mediatico nostrano ha malamente commentato, ma non pubblicato.
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La Slovacchia è un piccolo Paese, ma ha politici di grande spessore e la sua posizione sulla scena internazionale non è sempre facile.
Non tutte le maggiori democrazie sono state contente quando ho rifiutato di bombardare Belgrado, o quando ho ritirato i militari slovacchi dall’Iraq, quando ho bloccato l’introduzione obbligatoria di quote per i migranti illegali, od ho respinto con decisione la proposta di eliminare la possibilità di veto tra gli Stati membri della UE.
La politica estera autonoma della Slovacchia, basata sull’appartenenza alla UE e alla NATO ma rivolta a tutti i quattro angoli del mondo, non va di moda.
La situazione dei rapporti tra le posizioni politiche che rappresento ed i partners della UE e della NATO ha subito un peggioramento dopo l’inizio della guerra in Ucraina.
Guerra in cui abbiamo rifiutato di fornire un qualsiasi aiuto militare all’Ucraina o di metterle a disposizione le armi dei nostri arsenali; forniamo solo aiuti umanitari e continuiamo a preferire la pace alla guerra.
Questo conflitto in Ucraina ha esaltato la UE e la NATO che hanno formulato il concetto del pensiero unico corretto.
Questo comporta che la guerra in Ucraina deve proseguire ad ogni costo per indebolire la Federazione Russa.
Coloro che non si identificano in questo pensiero unico obbligatorio sono immediatamente bollati come agenti russi e vengono politicamente emarginati a livello internazionale.
È una brutta constatazione, ma il diritto ad avere una opinione diversa ha cessato di esistere nella Unione Europea.
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