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Bergamo in Comune | Ottobre 2, 2022

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LA PAGINA ECONOMICA DEL VERNACOLIERE DI LIVORNO

LA PAGINA ECONOMICA DEL VERNACOLIERE DI LIVORNO

Pubblichiamo due brevi note di due fonti che più assolutamente diverse non sono nemmeno concepibili, ma che sono in completo accordo circa le enormi conseguenze che un blocco delle forniture di metano dalla Russia può portare non solo all’economia, ma soprattutto alle modalità della vita in Europa.

Maria Turchetto è stata professoressa presso la Scuola Normale di Pisa e l’Università Ca’ Foscari di Venezia.

Siegfried Russwurm, è il presidente di Confindustria Germania (Bundesverband der Deutschen Industrie – BDI).

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LA VEDO BRUTTA

Sì, la vedo proprio brutta.

E come potrebbe non essere brutta con una guerra in corso?

E quando c’è una guerra in corso sembra che non ci sia scampo dagli urli e berci, dalle posizioni esasperate, dalla propaganda. Che proviene ovviamente da ambo le parti in conflitto, ma anche da posizioni non direttamente “pacifiste” o “bellicista”. Su cose – diciamo così – meno percepibili emotivamente: Per esempio, sul caro energetico.

Scusate, non vorrei portare sfiga, ma secondo me il caro energetico sarà una tragedia.

Ce lo prospettiamo come una cosa provvisoria – vabbè, qualche sacrificio per un po’ di tempo, poi passa. Oppure come una cosa dovuta alla speculazione, si può provvedere.

Speculazioni ce ne sono, come no – è il mercato, bellezza!

Ma non sono quelle su cui punta il dito il ministro Cingolani.

Vendere a un prezzo più alto scorte acquistate a un prezzo più basso, ad esempio, non è propriamente “speculazione”: è normale contabilità delle imprese.

Pensateci un momento: se comprate una azione a 100 e quella va a 110, non è che la vendete a 100 dicendo “ma io sono onesto, l’avevo comprata a 100”. Tanto più se avete dei soci, vi fanno un culo come un paiolo.

Di nuovo, è il mercato, bellezza!

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Quanto ai tempi necessari per potere fare a meno del petrolio e del gas russi, sono lunghissimi e costosi: sia quelli relativi all’uso delle fonti energetiche alternative, sia quelli necessari per attrezzarci ad approvvigionamenti diversi da quelli via gasdotti (navi e rigassificatori, ad esempio).

Tempi lunghi, costi alti (per dire, il gas americano costa il 40% in più), per di più c‘è un’inflazione pazzesca e l’euro è debole.

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L’aumento di gas e petrolio avrà tutto il tempo di ammazzarci, credetemi.

Non è questione di abbassare un po’ il riscaldamento nelle case, falliranno le imprese.

Aumenteranno i disoccupati.

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Scusate di nuovo il mio pessimismo, ma – per ragioni di propaganda – non ce la stanno raccontando giusta.

E a me sembra il caso di avvertirvi.

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Maria Turchetto

Già docente di Storia del pensiero economico e Epistemologia delle scienze sociali all’Università Ca’ Foscari di Venezia

Da il Vernacoliere – Anno 62 n. 4 – Aprile 2022

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https://vernacoliere.com/autore/maria-turchetto/

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La spina dorsale dell’economia tedesca “crollerebbe” se Berlino dovesse decidere di imporre un embargo sul gas russo, ha avvertito il presidente di Confindustria Germania.

Apparendo giovedì ad un dibattito politico alla televisione tedesca, Siegfried Russwurm, presidente di Confindustria Germania (BDI), si è decisamente scontrato con altri ospiti che chiedevano l’immediato embargo del gas russo.

Herr Russwurm ha sottolineato che se un tale embargo dovesse essere introdotto, le implicazioni che ne deriverebbero sarebbero immense, andando ben oltre l’introduzione un “limite di velocità” sulle autostrade e l’accoppiata “recessione e disoccupazione”, come l’impostazione del dibattito cercava di fare credere.

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Senza il gas russo, ci sarebbe il “crollo virtuale delle nostre reti industriali”, ha previsto il presidente della BDI.

Ha aggiunto che al momento non è possibile calcolare il costo delle potenziali perdite e prevedere anche solo approssimativamente quanto questo eventuale embargo potrebbe costare ad un qualsiasi cittadino tedesco.

“Stiamo parlando di un potenziale collasso completamente ignoto del nostro settore industriale”, ha affermato Russwurm, aggiungendo che “la Germania potrebbe assistere alla disintegrazione della sua stessa industria”.

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Il presidente della BDI ha anche contestato le affermazioni di alcuni ambientalisti per abbandonare del tutto il metano e utilizzare solo le energie rinnovabili per non diventare “dipendenti da un qualche altro autocrate, visto che di questi non ne esiste carenza in alcun luogo”.

Secondo Russwurm, il metano è una “fonte di energia estremamente efficiente, anche in termini di impatto climatico”.

Il presidente di Confindustria tedesca ha sottolineato che la Germania aveva precedentemente approvato un piano per eliminare gradualmente il carbone avendo come postulato che ci sarebbe stata abbondanza di gas naturale.

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Mentre alcuni degli altri ospiti del programma hanno affermato che era semplicemente immorale finanziare la “guerra di Putin” in Ucraina, herr Russwurm, al contrario, ha sostenuto che con l’acquisto di gas russo, la Germania stia sì finanziando il regime in Russia, ma non la sua campagna militare.

Herr Russwurm ha sottolineato che Berlino dovrebbe prepararsi a qualsiasi evenienza, inclusa la “chiusura dei rubinetti del gas” da parte di Mosca, ma ha espresso forti dubbi che fare accelerare questa eventualità possa essere una buona idea per la Germania.

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https://www.reuters.com/world/europe/europes-energy-crisis-sends-shockwaves-through-germanys-industrial-heart-2022-03-31/

https://www.rt.com/news/553173-german-industry-collapse-without-russian-gas/

 

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