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Bergamo in Comune | Novembre 29, 2022

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(26.01.21) SUGLI AMBITI PRINCIPALI DELL’URBANISTICA A BERGAMO

(26.01.21) SUGLI AMBITI PRINCIPALI DELL’URBANISTICA A BERGAMO

Situazione attuale della città di Bergamo

 

A distanza di poco più di un anno e mezzo dall’ultima tornata elettorale amministrativa si può constatare come le strategie urbanistiche di coloro che hanno vinto quelle elezioni possano ormai essere considerate solo come completamente fallite.

Questa osservazione a prima vista potrebbe sembrare troppo drastica ma, se si esaminano le linee guida del programma elettorale della attuale maggioranza, è difficile non rendersi conto del suo essere reale.

SemprePiùBergamo, dinamica, attrattiva, sostenibile, inclusiva, etc. sono stati i temi fondamentali di quel programma ed ora, sarà stata colpa dell’epidemia, dell’economia, dell’essere intrinsecamente demagogici e deboli quei temi, di quello che si vuole, si deve constatare come siano tutti in crisi profonda.

Citiamo solo pochi, ma significativi, estratti dal Programma Amministrativo 2019-2024:

6.1 – importante è il consolidamento della posizione dell’aeroporto, che contiamo di poter conseguire – oltre che con il collegamento ferroviario (sic) – attraverso alleanze a scala regionale (…) rafforzare l’attrattività del “polo urbano di Bergamo”, che immaginiamo trainata dal sistema della formazione – a partire dall’Università di Bergamo.

6.2 – Nei prossimi anni puntiamo a rafforzare l’attrattività del centro di Bergamo come “centro commerciale naturale”,

3.1 – Vogliamo realizzare una grande cintura verde che abbraccia a sud la città collegandola e integrandola nel Parco dei Colli (…) Un progetto che mette in sicurezza le ultime aree verdi rimaste in città confermandone la vocazione a verde agricolo e a verde pubblico (stop al consumo di suolo) e che sarà l’asse portante del nuovo Documento di Piano del PGT (…) La redazione di un vero e proprio Piano del verde consentirà, infine, di connettere questa grande cintura verde all’intero sistema del verde di quartiere creando un’infrastruttura verde senza soluzioni di continuità (come tipicamente avviene per la viabilità).

L’aeroporto è ora in una profonda crisi dovuta principalmente al suo essere stato impostato sulla monocoltura di una sola compagnia aerea, pure essa ora in crisi, ed è reale la possibilità che questa crisi non si risolva con una ripresa più o meno lontana ma con la scomparsa della stessa economia “monocolturale”, vale a dire un drastico ridimensionamento di Milano – Orio al Serio (Manaus in Brasile e le non più esistenti piantagioni di lattice della gomma insegnano).

L’Università procede solo tramite lezioni a distanza ed è certo che, quando la pandemia sarà solo un ricordo, questa forma di didattica resterà applicata in notevole percentuale. Niente più abbondanza di studenti fuori sede e di relativa economia delle case in affitto, quindi.

A proposito del futuro del centro cittadino come “centro commerciale naturale” non c’è bisogno di spendere troppe parole. È a tutti evidente come siano le attività di commercio di quartiere quelle maggiormente colpite dalla situazione sanitaria ed economica attuale e si prevede che su scala nazionale almeno un terzo di queste attività dichiareranno fallimento entro pochi mesi.

Questi “fallimenti” comportano come risultato seri problemi di bilancio a cui è evidente come si stia cercando, più o meno disperatamente, di porre rimedio con i “soliti” sistemi:

  • accettando e facendo proprie le pressioni finanziarie di gruppi privati in grado di portare, tramite gli oneri di urbanizzazione, liquidità a finanze pubbliche in sempre maggiori difficoltà;

  • cercando di arraffare i finanziamenti “pubblici” ovunque possano essere presenti con iniziative estemporanee quali le Olimpiadi, o altro.

Il risultato è che si continua a svendere, cementificare ed asfaltare il territorio utilizzando la possibilità inserita nella Legge Regionale 12 di cambiare nel PGT la destinazione di aree di interesse pubblico ad aree di edificabilità privata.

Una nuova variabile si inserisce in queste operazioni ed è la variabile della “Partecipazione della Cittadinanza”, prevista da leggi e decreti applicativi di Direttive Europee.

È ovvio che questa partecipazione, pur essendo stata inserita con enfasi nel programma elettorale, ora viene ad essere un ostacolo a manovre che è meglio restino il più possibile “riservate”,destinate a vendere il territorio in cambio di liquidità per coprire le sofferenze di bilancio.

Per cui assistiamo a tentativi sia di pilotare la “partecipazione” stessa in un percorso solo formale, che di ridurne la presenza della cittadinanza inserendo arbitrariamente nuove condizioni diverse dall’iscrizione alle liste elettorali del Comune.

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Alcuni ambiti del nuovo PGT di Bergamo

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Salvo ulteriori “sorprese” gli ambiti principali dell’urbanistica del nuovo PGT del Comune di Bergamo attualmente sono tre: treno per l’aeroporto, parcheggio della Rocca ed Ambito Territoriale 20 – Parco Ovest 2.

Bisogna tenere presente che, a causa della crisi derivata dal CoVID, il Comune di Bergamo ha entrate molto minori, ad es. dalla partecipazione a SACBO, e non è ancora per nulla chiaro come queste entrate potranno essere rimpiazzate.

Tutte queste tematiche riportano all’argomento principale attualmente al centro del dibattito politico nella città di Bergamo: la “Partecipazione democratica della cittadinanza”.

Di questa “Partecipazione” si parla molto, tuttavia nessuna relazione circa la situazione del bilancio comunale risulta essere stata prodotta fino ad ora e il travisamento completo di ambiti fondamentali, come quello del Parco Ovest, viene genericamente motivato con imprecisati “bisogni di cassa” per altre opere pubbliche.

Una domanda che senz’altro si pone è:

Come si fa a partecipare se non si ha idea della situazione del bilancio comunale?

La quasi certa accettazione della proposta edificatoria sul Parco Ovest da parte della Amministrazione Comunale è figlia della crisi di SACBO dovuta al CoVID: il Comune di Bergamo ha minori entrate dall’aeroporto per circa quattro milioni (~/?) di euro all’anno ed ha la necessità di trovarli da una qualche parte.

Ad occhio gli oneri di urbanizzazione del progetto edilizio invasivo presentato da un grande gruppo immobiliare privato sui terreni del Parco Ovest hanno un importo ben superiore alle spese per la ristrutturazione del Principe di Napoli che è solo un tipico esempio di “grimaldello politicamente corretto”.

Quindi una serie di domande sulla situazione del bilancio comunale sono sicuramente da porre: sono LA questione, non un andare fuori tema.

Inoltre affermiamo che le cosiddette “reti di quartiere” devono essere maggiormente pubblicizzate, essere meno “misteriose” e senza esclusioni; vale a dire aperte a tutta la cittadinanza. Eventuali elenchi di membri con diritto di parola di queste reti diversi dall’Anagrafe sono semplicemente non accettabili.

La “Partecipazione” esiste solo se include la cittadinanza intera senza esclusioni, non solo alcune sue parti disgregate secondo il principio del “divide et impera”.

Premesso questo andiamo con ordine e vediamo la situazione di ciascuno dei tre ambiti principali.

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1. Treno per l’aeroporto di Orio al Serio

.Dell’essere questo progetto in fase esecutiva la cittadinanza è stata informata solo a gennaio quando sono stati resi noti dagli organi di informazione gli esiti finali della Valutazione Ambientale Strategica (VAS) indetta dal Ministero dell’Ambiente a fine ottobre.

Coloro che erano stati informati, tramite la “Partecipazione” del Comune della VAS ministeriale a fine ottobre (reti di quartiere e “associazioni ambientaliste”) non hanno diffuso questa informazione a tutta la cittadinanza e l’hanno gestita a gruppo ristretto senza renderla pubblica. A causa di questo non è stato possibile organizzare osservazioni in grande stile (non solo a livello di minime e più o meno misteriose “reti di quartiere”).

Considerando anche che questa linea ferroviaria era esplicitamente inserita nel programma elettorale della attuale Amministrazione, si ha l’impressione di trovarsi di fronte alla ennesima “combine” bergamasca: tutto è ormai deciso e certi personaggi parlano solo ora quando non c’è più nulla da fare avendo come unico scopo il darsi una nuova verginità di “ambientalisti per la partecipazione”. E magari per dare questa nuova verginità anche alla Amministrazione Comunale che, nel frattempo, usa il treno per Orio come diversivo mentre fa cose come: asfaltare il Parco Ovest, crollare la Rocca (speriamo di no) con parcheggi dementi, etc.

Questo ambito del treno per Orio è troppo importante oggi per il territorio e la cittadinanza di Bergamo perché la maggior parte della popolazione residente venga arbitrariamente esclusa dall’informazione, dalla discussione e dalle decisioni.

Purtroppo questo è avvenuto quando la VAS ministeriale è stata discussa ed è molto importante rimarcare come la VAS sia un obbligo della UE che comprende anche un percorso partecipativo di consultazioni e di informazione. Ogni pubblica amministrazione che approva un qualsiasi piano di modifica del territorio ha l’obbligo, contestualmente al processo di formazione del piano, di avviare la corrispondente VAS. Si tratta di un obbligo di legge che, purtroppo, all’atto pratico tende ad essere applicato con una serie di procedure e di formalismi burocratici che di fatto lo neutralizzano pur rispettando formalmente le prescrizioni ed i passaggi previsti, o addirittura a non essere applicato affatto (come nel caso del parcheggio della Rocca). La VAS risulta di fatto essere uno dei pochi strumenti a disposizione della popolazione residente per partecipare direttamente alla gestione del territorio senza lasciare che le relative decisioni siano prese considerando unicamente la disponibilità di finanziamenti da spendere e le pressioni di gruppi privati.

Il treno per Orio, con percorso corrispondente a quello previsto ora, era stato approvato con voto unanime dalla Sesta Circoscrizione più o meno intorno a 2005, prima che venissero decisi (nel sostanziale silenzio dei cosiddetti “ambientalisti bergamaschi”) gli osceni parcheggi-scempio a raso che ora si trovano in testa all’aeroporto e quando si stava realizzando il raddoppio della linea ferroviaria BG-Treviglio. Era stato approvato il percorso (che è quello attuale), ma non un progetto perché si era solo nelle attività preliminari.

Le ultime dichiarazioni dell’assessore alle Infrastrutture trasporti e mobilità sostenibile (sic) della Regione Lombardia, Claudia Terzi sono molto chiare: il treno per Orio si deve fare come struttura di servizio per le Olimpiadi del 2026, non per la popolazione (residente o meno). Praticamente un “replay” in grande stile del rondò dell’autostrada, opera sì necessaria, ma trasformata in una vergogna permanente accollata alla popolazione residente da tre decenni e per chissà quanto altro tempo perché pessimamente progettato per non perdere il finanziamento di Italia 90…

Continuiamo a pensare che il trasporto su ferro sia infinitamente meglio di quello su gomma, tuttavia ogni progetto di opera pubblica dovrebbe essere sottoposto all’esame preventivo della popolazione (modello tunnel TransAlp del Gottardo in Svizzera), non imposto da “caporali” che fissano una scadenza arbitraria funzionale solo alla distribuzione a poca e scelta compagnia dei finanziamenti.

Riteniamo che un’opera fondamentale come il collegamento ferroviario per l’aeroporto non debba soggiacere a scadenze temporali fisse e più o meno urgentissime, ma ad un percorso partecipativo esteso alla intera cittadinanza e non solo. Questo percorso riteniamo possa essere considerato valido solo se considererà l’opera in tutto il suo insieme ed in tutti i suoi aspetti: dalla verifica della necessità effettiva, alla disponibilità dei finanziamenti, al progetto tecnico propriamente detto, all’impatto e alle mitigazioni ambientali, etc.

E chi più ne ha più ne metta: chiamasi “percorso partecipativo aperto”, o no?

Un paio di note tecniche e finanziarie:

  • Le affermazioni dell’assessore Terzi che la presenza di falde freatiche impedirebbe la realizzazione in galleria sono rilevatrici solo di scarsa competenza tecnica: applicando le normative del caso si può tranquillamente costruire “ovunque e qualunque”. La Linea 3 della Metropolitana Milanese funziona solo grazie ad idrovore che, da opportuni pozzetti, pompano via in continuazione la risalita dell’acqua di falda. Non parliamo poi dell’ospedale Giovanni XXIII di BG che dovrebbe essere classificato in classe energetica Z a causa del consumo delle pompe che, anche lì, asportano le acque di falda.

  • Il problema è che qui ci sono dei finanziamenti ed una scadenza (le Olimpiadi) che contano, la popolazione bergamasca è un “popolo inutile” che deve istupidirsi guardando lo sport-spettacolo e non deve rompere…

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2. Parcheggio della Rocca

Negli ultimi tempi questo ambito sembra essere passato un po’ di moda a causa della situazione di stallo che l’uscita di scena (con tanto di richiesta di extra-costi milionari) della società appaltata ha creato.

Non riteniamo di aggiungere ulteriori considerazioni politiche a quanto già sostenuto nei decenni passati, però siamo venuti a conoscenza di una serie di notizie piuttosto preoccupanti. Si tratta di notizie attualmente non verificate di cui richiediamo, in uno spirito di partecipazione e con una serie di domande, conferma alla Amministrazione Comunale, possibilmente con anche la divulgazione della relativa documentazione tecnica.

  • Corrisponde al vero che il progetto del muro di contenimento del terreno della Rocca sia stato effettuato con i “software 3D” di calcolo più avanzati, ma che il progettista nell’inserire le condizioni esterne di progetto abbia considerato costante la pressione del terreno sul muro in funzione dell’altezza verticale?

Qualora la risposta sia positiva, si tratterebbe di un errore di fondo madornale perché, nel caso di uno scavo in un terreno pluristrato imbevuto di acqua, la pressione verso l’esterno in funzione all’altezza verticale presenta un andamento sostanzialmente analogo a quello presente in un serbatoio di acqua: la pressione aumenta con la profondità.

  • Per resistere a questo aumento di pressione nel progetto di un serbatoio si incrementano i rinforzi in basso e questo non risulta essere stato fatto nel progetto del muro di contenimento della Rocca.

Corrisponde al vero che il progetto originale abbia previsto rinforzi posizionati solo a pari distanza verticale proprio perché l’incremento differenziale di pressione orizzontale inversamente proporzionale all’altezza non è stato considerato come dato di progetto?

  • Corrisponde al vero che, quando ci si è resi conto che la parete in costruzione non poteva reggere al carico orizzontale del terreno retrostante, per sostenere la pressione del terreno che cresce con la profondità siano stati inseriti in basso vari rinforzi orizzontali, inchiodati al terreno e non inglobati in una costruzione unica nel muro?

  • Corrisponde al vero che l’installazione di questi rinforzi sia stata una soluzione “di cantiere”, vale a dire raffazzonata, perché contabilmente non era possibile permettersi un nuovo rifacimento del progetto con conseguente interruzione dei lavori?

  • Corrisponde al vero che sia stato questo timore sulla stabilità strutturale del muro di contenimento della Rocca che ha fatto preferire alla società appaltata il ritirarsi aprendo un contenzioso legale sugli extra-costi?

Un discorso a parte meritano i “rabberci” fissati con pali per supportare il muro nella parte inferiore dove la pressione del terreno è maggiore.

Premesso che, quando i dati di progetto sono corretti e le condizioni al contorno idoneamente definite, si può progettare e costruire di tutto (anche un buon muro di contenimento come quello della Rocca avrebbe dovuto essere), a proposito di questi “rabberci” si deve formulare tutta una serie di ulteriori domande:

  • Corrisponde al vero che questi “rabberci” non siano parte integrante e solidale al muro, ma elementi esterni, fissati “in un qualche modo”?

  • Fossero parte integrante darebbero una solidità alla struttura tale da non suscitare troppi dubbi e quindi si pone la successiva domanda: corrisponde al vero che, qualora si tratti effettivamente di “rabberci strutturali” esterni, non siano solidali con il muro, ma siano fissati al terreno retrostante e quindi tendano a seguirne i movimenti, impedendoli in maniera ridotta rispetto a quanto possa fare un muro di contenimento solido e rinforzato da elementi strutturali solidali?

  • Corrisponde al vero che questi “rabberci” siano fissati in orizzontale direttamente al terreno con pali ad espansione che lavorano in trazione?

  • In “trazione” significa che le sollecitazioni a cui sono sottoposti tendono a svellerli dalla loro posizione e che devono essere messi in atto opportuno accorgimenti (quali il sovradimensionamento, l’espansione, e simili) per mantenerli sempre in posizione corretta. E’ possibile avere informazioni tecniche circa il “sovradimensionamento” delle palificazioni orizzontali realizzate per il muro di contenimento della Rocca?

  • Nel caso di sollecitazioni in trazione i controlli e la manutenzione nel tempo devono essere continui perché non si può mai sapere come deperiranno i materiali e quali cedimenti si svilupperanno. Quali sono le modalità di verifica tecnica previste per i decenni a venire su questi pali ad espansione?

In una parola quanto stiamo chiedendo, sempre in una ottica di partecipazione e ribadendo comunque la nostra totale opposizione al progetto, al Comune di Bergamo è la certezza documentata che il parcheggio della Rocca non sia destinato a diventare un altro Ponte Morandi.

La nostra ultima domanda su questo argomento non può essere altro che:

Non è meglio lasciare perdere?

Chiudere il buco geologico con materiali di risulta idonei e chiudere il corrispondente buco di bilancio allocandolo per due terzi al privato e per un terzo al Comune con mutui pluridecennali?

Piuttosto che andare a fare disastri maggiori…

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3. Ambito Territoriale 20 – Parco Ovest2

.Sulle aree del progetto edificatorio delle aree ex-BAS e di quelle limitrofe a sud il PGT vigente prevede l’Ambito di trasformazione AT 20 – Parco Ovest 2 – e tale area è definita come area destinata al completamento del Parco Ovest, alla realizzazione di connessioni ambientali con il Parco Agricolo Ecologico e la Stanza Verde SV-01 – Parco della Trucca – e alla Cintura Verde della città di Bergamo.

Un intervento sulla destinazione dell’area, e magari anche sul volume edificabile, rispetto a quanto previsto dal PGT vigente è possibile sia dovuto solo a due cause ben precise:

  • Applicazione e realizzazione di quanto già previsto senza modificazioni sostanziali ma con preparazione di un piano attuativo.

  • Cancellazione o completo travisamento per altra causa che nulla ha a che fare con l’Ambito Territoriale 20, ma che viene considerata talmente importante da poterlo portare alla cancellazione senza riguardo verso le sue ragioni di essere. Ragioni che il PGT vigente assegna a rivitalizzazione sia per i residenti locali che per tutti gli altri di Bergamo città e provincia.

Questa altra causa, ad esempio, potrebbe essere una necessità per le finanze comunali di acquisire oneri di urbanizzazione, necessità talmente impellente da arrivare a far cancellare per acquisire liquidità un ambito quale il Parco Ovest.

Ad una prima stima approssimata gli oneri di urbanizzazione del progetto sulle aree del Parco Ovest di cui si ha avuto notizia dagli organi di stampa hanno un importo ben superiore alle spese per la ristrutturazione del sistema di edifici in Borgo Pignolo (Principe di Napoli), di cui si è avuta notizia sempre dalla stampa, che verrebbe così a ricoprire solo un tipico esempio di “grimaldello politicamente corretto”.

Si rimarca inoltre che l’importanza dell’area a sud della ex-BAS fino ad ora destinata a Parco Ovest non è solo nella presenza di vegetazione e di fauna particolari, ma è principalmente nel suo “essere lì” in quanto tale. Vale a dire nell’essere una preziosa area di campagna residua all’interno di un territorio fortemente antropizzato che solo se conservata e migliorata può assegnare il titolo di “buona amministrazione” all’ente pubblico che la amministra.

Il recente episodio del Comune che si permette di “bannare” ed escludere cittadini, iscritti all’Anagrafe di Bergamo ed interessati a partecipare, da un recente dibattito sul Parco Ovest costituisce un precedente semplicemente pessimo e tale da suscitare seri dubbi sulla effettiva volontà della attuale Amministrazione non solo di voler realizzare la Cintura Verde, ma anche di voler realizzare una “Partecipazione della cittadinanza” che non sia che un vuoto simulacro al solo scopo di sostenere sul sistema mediatico che questa partecipazione viene svolta.

L’impressione è che l’Amministrazione dia implicitamente per scontato che il Parco Ovest non si farà più, che sia in attesa del piano attuativo presentato dall’operatore privato e che solo dopo darà attuazione alla cosiddetta “partecipazione”. Vale a dire: prima si decidono le cose importanti, poi si chiede l’opinione (magari pilotandola con giochetti d’assemblea e “bannando” e censurando le persone non gradite) solo sui dettagli marginali non a tutti i residenti, ma a un gruppo ristretto in base a criteri autoritari e per nulla partecipativi.

Possiamo solo confermare che agiremo con forza in tutte le situazioni a noi accessibili per ottenere la realizzazione pratica, del Parco Ovest, del Parco Agricolo Ecologica, della Cintura Verde e delle relative connessioni con le altre aree verdi della Provincia.

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4. Ulteriori domande

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Oltre a quanto scritto sopra rimangono attuali altre domande di cui si forniscono solo alcuni esempi:

  • Come sta procedendo l’integrazione del Parco Agricolo-Ecologico all’interno del Parco dei Colli di Bergamo?

E’ da oltre un mandato comunale che se ne parla, ma non risulta essere stato realizzato alcun atto amministrativo definitivo per l’attuazione di questa integrazione.

Qualora le pratiche siano ferme presso un altro Ente Pubblico (ad esempio la Regione Lombardia), allora è da chiedere al Comune di Bergamo chiediamo quali sono le azioni che sono in atto per sollecitare tale altro Ente Pubblico e per ottenere questo ampliamento del Parco dei Colli che può essere solo un grande bene per la città di Bergamo considerata nel suo insieme.

  • Dove si può trovare, sia nella VAS che nel PGT, una chiara istituzione programmatica di quanto recentemente affermato dal signor Sindaco Giorgio Gori a proposito di un possibile futuro ampliamento della contestata proposta di autostrada Bergamo-Treviglio fino all’Asse Interurbano?

Tale ampliamento distruggerebbe il Parco Agricolo Ecologico e non si può che condividere l’affermazione rilasciata alla stampa dal signor Sindaco: “La tangenzialina che dal casello di Dalmine arriverebbe all’asse interurbano non serve”.

Questa affermazione chiediamo venga inserita chiaramente ed organicamente sia nella VAS che nel PGT in fase di rinnovo.

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(Bergamo, 26 gennaio 2021, Ing. Marco Brusa – “Bergamo in Comune”)

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Link relativi al treno per Orio e al Parco Ovest:

https://va.minambiente.it/it-IT/Oggetti/Info/7610

https://www.ferrovie.info/index.php/it/13-treni-reali/16412-ferrovie-il-treno-per-l-aeroporto-di-orio-e-realta-ecco-i-dati-del-progetto

https://www.milanocittastato.it/featured/al-via-i-lavori-per-il-treno-da-milano-al-suo-terzo-aeroporto-orio-al-serio/

https://www.rfi.it/it/news-e-media/comunicati-stampa-e-news/2016/12/22/firmata-intesa-regione-lombardia-e-rfi-per-dare-attuazione-a-int.html

https://www.regione.lombardia.it/wps/portal/istituzionale/HP/istituzione/Agenda/DettaglioEvento/Istituzione/attivita-istituzionali/piano-lombardia-tappa-bergamo/piano-lombardia-tappa-bergamo

http://www.italferr.it/content/dam/italferr/gare-ed-espropri/espropri/avviso_orioALserio.pdf

http://www.imprese-lavoro.com/2020/07/16/lombardia-treno-per-aeroporto-orio-tra-opere-olimpiche/

https://www.logosnews.it/node/57574

https://www.comune.bergamo.it/sites/default/files/2019-01/DP1_0.pdf

https://www.comune.bergamo.it/sites/default/files/2019-08/DP2.pdf

https://www.comune.bergamo.it/sites/default/files/2019-08/DP3_10.pdf

https://www.comune.bergamo.it/sites/default/files/2020-10/ALLEGATO2_SCHEDE_PROGETTO_AT_0.pdf

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