No Comments
TECNOFASCISMO
.
Pubblichiamo la traduzione di un articolo apparso su Tehran Times a settembre.
.
Come è a tutti ben noto, in Europa l’accelerazione attuale nello sviluppo della Intelligenza Artificiale suscita parecchie preoccupazioni.
Si pensi solo all’Enciclica “Magnifica Humanitas” scritta da Papa Leone XIV (laureato in matematica e che, quindi, si suppone abbia titolo per parlarne) che a proposito della “AI” ne evidenzia i rischi di dipendenza, di disallineamento dei suoi algoritmi rispetto agli obiettivi che l’Umanità può/deve avere e di concentrazione del potere tecnologico nelle mani di gruppi ristretti.
Questo lo dice solo il Papa e il sistema mediatico rimane molto più nel vago e ne parla in modo molto più “misterioso”, senza dare informazioni precise.
.
In altre regioni del mondo si è molto più espliciti.
Là i padroni non sono i nostri, ne esistono altri e per questo possono venire raccontati punti di vista diversi, magari pure molto espliciti.
Per noi è sicuramente molto importante ascoltarli tutti, nessuno di questi sarà un portatore sicuro di verità, ma tramite il procedimento iterativo dell’ascolto di più fonti è sicuramente possibile formarsi una opinione più motivata e, magari, più vicina al vero.
È questa la ragione per la quale ora vi proponiamo la traduzione di una intervista molto chiara diffusa dai Persiani.
L’intervistato non è un Iraniano, ma un Belga che vive e lavora a Vienna, Mark Coeckelbergh, ed è significativo che la stampa di Tehran pubblichi con risalto le riflessioni di un “Occidentale”, sia come interviste che come traduzione di libri, guardando alla sostanza del contenuto e non al passaporto.
Provate ad immaginarvi un organo del sistema mediatico nostrano che si mette a pubblicare le riflessioni di un economista dei BRICS, ad esempio di Isfahan o di Shiraz, circa la situazione economica globale…
Leggiamo sempre le pagine economiche del maggiore quotidiano nazionale, ma di roba del genere ne abbiamo trovata pochina, anzi per nulla.
Evidentemente i Persiani si sentono molto sicuri di sé e, forse, su certi argomenti da quelle parti esiste meno censura che non da noi.
Chissà?…
.

.
https://coeckelbergh.net/
.
Mark Coeckelbergh è cittadino belga ed è professore di “Filosofia dei Media e della Tecnologia” presso l’Università di Vienna.
È un esperto di etica dell’intelligenza artificiale ed è noto soprattutto per il suo lavoro in filosofia della tecnologia ed etica della robotica.
Ha inoltre pubblicato testi che trattano di filosofia, morale, ambientale e politica.
È membro di comitati internazionali quali lo “Independent International Scientific Panel on Artificial Intelligence” dell’ONU, organismo scientifico multilaterale istituito “per produrre valutazioni indipendenti e basate su evidenze sullo sviluppo, le opportunità, i rischi e gli impatti dell’Intelligenza Artificiale”.
.
Bergamo, 22.X.2026
Marco Brusa
.
.
https://www.tehrantimes.com/news/529911/Technofascism-is-already-here-Big-Tech-built-it
.
IL TECNOFASCISMO È GIÀ QUI!
LE GRANDI AZIENDE TECNOLOGICHE LO HANNO COSTRUITO.
Di Sahar Dadjoo – 11 settembre 2026
Il filosofo viennese Mark Coeckelbergh parla del manifesto con tendenza fascista della Palantir in un’intervista al Tehran Times.
.
TEHRAN – Mark Coeckelbergh, professore di “Filosofia dei Media e della Tecnologia” presso l’Università di Vienna e membro dello “Independent International Scientific Panel on Artificial Intelligence” delle Nazioni Unite, è diventato una delle voci più importanti nell’avvertimento contro l’alleanza tra Big Tech e politica autoritaria.
Il suo recente articolo “Technofascism: AI, Big Tech, and the New Authoritarianism” (AI & Society, 2026) esamina come personaggi tipo Peter Thiel e il CEO di Palantir Alex Karp stiano plasmando una visione post-democratica del mondo basata sulla sorveglianza, la militarizzazione e il dominio delle élite.
Coeckelbergh ha anche tracciato il cambiamento nel percorso intellettuale di Karp, passato da un interesse precoce per la Scuola di Francoforte (di orientamento neo-marxista – NdR) alla politica reazionaria ora associata a Palantir, e ha invocato la realizzazione di una “rivoluzione silenziosa” verso l’umanesimo digitale, fondata sull’istruzione e su una base di conoscenza democratica più solida.
Diversi libri di Coeckelbergh sono stati tradotti in persiano, tra cui “AI Ethics”, “The Political Philosophy of AI”, “Why AI Undermines Democracy and What To Do Again” e “Communicative AI”, co-firmato con David Gunkel.
Tehran Times ha parlato con il professor Coeckelbergh del tecnofascismo, dell’ideologia di Palantir e delle prospettive per un uso più democratico e umano dell’intelligenza artificiale.
.
Di seguito il testo completo dell’intervista:
.
Per un pubblico che ascolta per la prima volta il termine “tecnofascismo”, come lo spiegheresti in termini semplici e in cosa si differenzia dall’autoritarismo ordinario?
.
A volte la parola “fascismo” viene usata in modo molto ampio, solo per dire che certe opinioni sono indesiderabili.
Ma io lo uso in un senso accademico molto specifico, per descrivere come le tecnologie attuali stiano conducendo a una nuova forma di autoritarismo.
I vecchi tipi di autoritarismo che abbiamo visto storicamente — fascismo, nazismo — avevano certe caratteristiche, e oggi ne vediamo alcune tornare.
Ma ora, con l’IA e le tecnologie digitali, esiste una nuova possibilità di sorveglianza totale ed è quella che viene chiamata “governabilità algoritmica”, dove i cittadini comuni potrebbero non sapere nemmeno di essere sotto sorveglianza, e dove i governi autoritari hanno a disposizione nuovi strumenti per reprimere i propri cittadini.
Si è data origine anche a nuovi miti.
In passato i nazisti avevano i loro miti e ora i tecnici ne inventano di nuovi.
Oggi spesso si basano su un tipo molto specifico di pensiero cristiano — Peter Thiel, per esempio, parla dell’Anticristo, di un’apocalisse imminente, come fanno molte figure tecnologiche.
È un uso molto particolare delle narrazioni religiose per sostenere le proprie opinioni.
Attualmente nella Silicon Valley vediamo anche una corrente di pensiero fortemente antidemocratica.
Ho menzionato Peter Thiel: il manifesto di Palantir, per esempio, mostra chiare tendenze antidemocratiche.
Thiel non crede nella democrazia.
C’è anche una glorificazione della guerra, tipicamente fascista, e figure come Curtis Yarvin, che si oppongono alla democrazia e hanno legami con persone come Thiel.
.
Quindi, penso che si stia formando un qualcosa in cui le grandi aziende tecnologiche hanno acquisito molto più potere, unite a queste nuove narrazioni e miti.
Il fascismo classico aveva anche una forma di corporativismo — un legame stretto tra grandi corporation e lo Stato — e lo vediamo ancora oggi.
Queste grandi aziende tecnologiche desiderano essenzialmente un modello post-democratico e post-liberale in cui CEO e altre élite tecnologiche decidano cosa succede — prendendo di fatto il controllo dello Stato.
Prima di questa presa di controllo totale, c’è la stretta collaborazione che già vediamo negli Stati Uniti tra le Big Tech e l’attuale amministrazione, l’amministrazione Trump.
.
Hai menzionato Peter Thiel.
Ho letto il tuo articolo su Medium che critica il manifesto di Palantir e le opinioni di Alex Karp e Peter Thiel.
Se Palantir, come sostieni tu, fa parte della risposta di Thiel alla violenza e al disordine, che tipo di società sta cercando di costruire attraverso la tecnologia?
.
Sta cercando di costruire una società autoritaria guidata da una piccola élite — un’élite tecnologica che guida l’umanità in una nuova fase di sviluppo tecnologico, in cui persone come te e me non hanno voce in capitolo.
Per lui, la democrazia è un problema — è un “bug” — che deve essere risolto con mezzi autoritari.
Sono sinceramente preoccupato che persone come Thiel abbiano attualmente una grande influenza, non solo sul governo americano ma sempre più anche su quelli europei.
Stiamo vedendo una tendenza verso un uso più autoritario della tecnologia, verso la militarizzazione e verso una politica più generalmente aggressiva che si adatta a questo quadro.
.
Parliamo di Alex Karp, CEO di Palantir.
Karp venne a Francoforte con l’intenzione di studiare con Jürgen Habermas e fu influenzato da quell’ambiente intellettuale.
Vedi un legame tra quella scuola e il pensatore che è diventato?
.
Penso che Karp abbia mantenuto un vivo interesse per la teoria sociale e politica, ma si sia davvero spostato da un ambiente più liberale e orientato a sinistra verso un’ideologia chiaramente di destra, reazionaria e potenzialmente fascista.
Ha cambiato direzione lì.
Penso che la cosa pericolosa sia che questa ideologia, come espressa, ad esempio, nel manifesto di Palantir, ha molta influenza perché Palantir vende i suoi prodotti a molti governi occidentali.
In questo modo, sia le idee che la tendenza sottostante alla sorveglianza di massa e all’oppressione delle persone possono diffondersi.
Questo rappresenta un rischio reale per molti paesi nel mondo, compresi quelli occidentali.
.
.
Palantir si presenta come un’azienda al servizio delle persone comuni — il saldatore, il camionista, il soldato…
Cosa pensi voglia sottolineare questa immagine?
.
Penso che voglia vendere la tecnologia di sicurezza in senso ampio, e la tecnologia militare, e per farlo ha sviluppato un’ideologia che dice che serve più militarizzazione e più controllo per ottenere sicurezza.
Quindi, naturalmente, promuove questi valori — la sicurezza sopra tutto — per vendere i suoi prodotti ed esercitare influenza, sia negli Stati Uniti che altrove.
Questo può piacere a molte persone, ma dimenticano che la tecnologia verrà usata contro di loro fin dall’inizio.
.
Karp sostiene che i paesi democratici hanno bisogno della superiorità tecnologica per competere con i loro rivali.
Dove traccia il confine tra deterrenza e corsa agli armamenti dell’IA?
.
Il modo in cui la presenta — che dobbiamo essere meglio preparati e più duri militarmente — si basa su una visione del mondo che divide il mondo in amici e nemici, che è di per sé un modo di pensare tipicamente autoritario e fascista.
Vuole che le persone comprino questi prodotti per rendersi più forti contro i nemici, quindi per venderli dipinge un quadro di un mondo caotico dove i nemici possono attaccare in qualsiasi momento.
Il messaggio per un paese è: è meglio prepararsi e acquistare questo tipo di tecnologia di sicurezza e militare per rafforzarsi.
Una visione fascista del mondo include l’idea che si dovrebbe cercare di essere il più forte e sconfiggere i nemici, e penso che questa ideologia si manifesti qui.
La corsa agli armamenti dell’IA si inserisce in questo: per Karp e molti altri negli Stati Uniti, cinesi, russi e altre potenze sono visti come nemici o potenziali nemici in quella corsa, e chi vince ottiene il dominio.
Questo è il tipo di mondo — uno di amici e nemici chiari, dove bisogna stabilire il dominio — che lui vuole, ed è il punto di partenza del suo approccio per governi come quello degli Stati Uniti.
.
Ho letto alcuni dei tuoi altri lavori e, se non sbaglio, hai collegato alcune di queste idee a Platone e all’Impero Romano.
Cosa possono insegnarci quei vecchi esempi sull’IA di oggi?
.
Quello che si vede in passato è che la tecnologia è stata spesso usata per sostenere il potere centralizzato.
La tecnologia è stata spesso sviluppata anche grazie alla guerra e all’uso militare, e la tecnologia militare ha dato il via a molte innovazioni.
Ma questo significa anche che, con l’IA, c’è un grande rischio che, quando viene usata per scopi di sicurezza o militari, possa creare un mondo in cui non solo c’è più rischio di guerra, ma anche un rischio significativo di totalitarismo.
In un sistema del genere, come cittadino, sei sempre consapevole che il governo o le grandi aziende sanno tutto di te.
Fondamentalmente, questo porta a una situazione in cui la tua libertà può essere violata in qualsiasi momento, dove un paese potrebbe avere più sicurezza a scapito dei propri cittadini.
Sebbene questi sforzi di militarizzazione attualmente non portino a una migliore sicurezza complessiva nel mondo, anche se rafforzano la sicurezza dello Stato o dell’azienda, non rafforzano la sicurezza delle persone.
I singoli cittadini possono essere sottoposti a sorveglianza in modo tale da avere molta conoscenza su di loro e, di conseguenza, molto potere da parte di governi e grandi aziende.
Quindi, alla fine, non si tratta di portare alla sicurezza ma all’insicurezza: alla sensazione che in qualsiasi momento potresti essere arrestato o in difficoltà per quello che hai fatto, quello che hai detto, e così via.
Questo si adatta anche al punto di vista di alcune di queste persone fasciste e reazionarie.
Amano la libertà; amano il libertarismo negli Stati Uniti, ma lo vogliono solo per sé, per un’élite.
Il resto di noi, la maggior parte dei cittadini, deve affrontare il controllo, vivere sotto sorveglianza e fare ciò che dicono il governo o i CEO.
Vogliono quel tipo di leadership forte, e non vogliono la democrazia.
.
Come soluzione a questa situazione, hai invocato una “rivoluzione silenziosa” verso l’umanesimo digitale.
Come sarebbe effettivamente in pratica, e c’è qualche progetto o azienda di IA che pensi stia facendo questo in questo momento?
.
La soluzione che propongo riguarda davvero cambiare la società cambiando l’istruzione — assicurandosi che ci sia una solida base di conoscenza e una base culturale, in modo che abbia senso usare l’IA perché quella conoscenza esiste già e può guidare l’uso intelligente dell’IA, e affinché la democrazia possa funzionare, perché la democrazia ha bisogno anche di una base di conoscenza.
Questo è però un lavoro a lungo termine; Non si può fare in fretta.
Nel frattempo, penso che dobbiamo regolamentare queste grandi aziende.
Dobbiamo assicurarci che parte del loro potere venga restituito a istituzioni democraticamente legittime, alla società civile, alla democrazia.
Se ciò non accadrà, questa tendenza attuale crescerà solo in futuro.
.



Submit a Comment