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Bergamo in Comune | 21 Ottobre 2026

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BERGAMO COME PARIGI?

BERGAMO COME PARIGI?

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Di solito BergamoinComune non pubblica testi di forze politiche.

Questo per rispettare la propria “mission”: vale a dire essere una struttura “di movimento”, qualunque sia il movimento di liberazione (dal 1977 in poi, nel ’68 eravamo troppo giovani) attivo al momento.

I nostri compiti quindi sono principalmente, nel nostro piccolo, sia la controinformazione che il dare voce a chi altrimenti sarebbe isolato e silenziato.

Tuttavia, stante la situazione, in questo caso e per la seconda volta pubblichiamo un comunicato di PRC-BG.

Ci troviamo nella medesima condizione in cui Alessandro Manzoni descrive il gabelliere che cerca di fermare Renzo all’ingresso di Milano: «Colui, o che avesse già avuta la peste, o che la temesse meno di quel che amava i mezzi ducatoni, accennò a Renzo che glielo buttasse; e vistoselo volar subito a’ piedi, susurrò: “va’ innanzi presto”».

Temiamo i testi delle forze politiche meno di quanto non amiamo la controinformazione e, dal momento che il sistema mediatico nostrano sta suonando le sue trombe, noi dobbiamo suonare le nostre campane.

Ne consegue che, in questo caso, anche la campanella di PRC-BG può, anzi deve, essere pubblicata; in attesa che compaiano altri con una propria analisi credibile e diversa dallo strombazzamento mediatico.

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Hinterland Nord-Ovest di Milano, 20.X.2026

Marco Brusa

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Comunicato di PRC-BG:

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Nelle scorse giornate abbiamo assistito anche a Bergamo alle mobilitazioni di una nuova generazione, partendo dalla critica alle disfunzioni del sistema scolastico, in poco tempo i giovani hanno preso posizione anche su questioni generali importanti come la partecipazione, la guerra, a partire dal conflitto a Gaza, e il riarmo.

Sabato durante la mobilitazione politica a Bergamo vi sono stati episodi marginali di esasperazione.

Sono episodi che evidenziano un malessere assai profondo che attraversa la nostra città, una città in cui le diseguaglianze economiche e sociali si sono negli ultimi 15 anni allargate in forma estrema.

E che oggi sono vissute da molti sempre più come inique e inaccettabili.

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Ancora peggio è andata lunedì.

Bergamo, pur in assenza di ogni iniziativa da parte studentesca, è stata completamente occupata dalle forze dell’ordine.

Sono state condotte azioni di fermo e identificazione di massa, anche coinvolgendo pericolosissimi ragazzini di 12/13 anni, e pare eseguiti 30 fermi.

Una scena da sud America con presidi spropositati e azioni da stato di polizia, tanto che la questura per legittimarli si è dovuta inventare nella mattinata un corteo che nessuno ha organizzato e che non c’è stato.

L’unica iniziativa politica si è tenuta, senza particolari tensioni, ed è stato un presidio in Porta Nuova alle tre del pomeriggio.

Invece a Treviglio nella mattinata si è tenuto un corteo spontaneo di un migliaio di studenti, che ha colto di sorpresa le forze dell’ordine.

Anche qui a margine della manifestazione sono avvenuti piccoli incidenti.

Si tratta di manifestazioni che attraversano due campi: quello politico e quello più prettamente sociale.

Un fenomeno non solo Bergamasco, ma nazionale (Milano, Torino, Bologna, Roma, ec.) che internazionale (Francia, Germania, Spagna, Portogallo, Albania, Serbia, ec.).

È la conseguenza del fallimento delle politiche liberiste, della crisi che le attraversa, e del malessere che sta generando.

Un malessere generalizzato nella società come evidenziano i blocchi stradali nel meridione di agricoltori e camionisti, o le mobilitazioni operaie.

A partire da quelle degli operai dell’ex Italsider.

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Insomma grazie a questa crisi delle politiche liberiste sta sorgendo nel paese sia il suo nuovo antagonista politico che sociale.

Un movimento spontaneo e immaturo che sul terreno sociale spesso si esprime anche con un ribellismo e una radicalità estrema.

C‘è comunque un’ampia richiesta di cambiamento, e non sarà a colpi di manganello, candelotti lacrimogeni, leggi speciali e di fermi di massa che si potrà dare una risposta alle questioni che sono state poste sul tappeto.

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Ezio Locatelli – Segretario PRC federazione di Bergamo

Francesco Macario – Segretario del Circolo cittadino di Bergamo.

Aaron Cortiana – Coordinatore federale Giovani Comunisti/e di Bergamo

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