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NUOVO IMPIANTO INQUINANTE IN VAL CAVALLINA
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La questione non riguarda solo le modalità di autorizzazione per un impianto industriale potenzialmente inquinante, o la pessima abitudine neoliberista di concentrare i profitti e di socializzare i danni e le perdite.
Riguarda soprattutto la domanda: per chi lavorano le Istituzioni della cosiddetta “Cosa Pubblica”?
Solo per l’oligarchia di “coloro che investono e che ci mettono i soldi”?
O per l’intera cittadinanza?
Si tratta di una domanda che, nell’Unione Europea di oggi, può solo essere amara: troppe Istituzioni con potere decisionale non sono più elette dalla cittadinanza, ma vengono “nominate” con metodi che definire “indiretti” e “non democratici” è dire poco: la Commissione e il Consiglio UE, le Province, etc.
Naturalmente, invece, il sistema mediatico strombazza la parola “democrazia” a tutto spiano, ma sta diventando sempre più un fare proclami e grida senza contenuto effettivo.
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La promessa di energia a prezzo scontato ai Comuni non risolve la questione principale.
Il vero tema è l’impatto che un inceneritore di queste dimensioni potrebbe avere sulla salute dei cittadini e sull’ambiente.
La salute pubblica non può essere compensata con incentivi economici o sconti sull’energia.
I cittadini hanno il diritto di chiedere garanzie, studi indipendenti e la massima trasparenza sugli effetti dell’impianto nel lungo periodo.
Se davvero l’obiettivo è il bene del territorio, la priorità deve essere la tutela della salute e della qualità dell’aria.
La salute non ha prezzo e non può essere oggetto di una trattativa economica.
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L’azienda che vuole costruirlo afferma che il termovalorizzatore servirà principalmente a trasformare in energia i propri rifiuti non riciclabili e che oltre il 70% dell’energia prodotta sarà destinata all’autoconsumo, riducendo il consumo di metano.
Allora sorge una domanda semplice: come può, allo stesso tempo, sostenere che l’energia sarà destinata ai Comuni?
Le due affermazioni sembrano difficili da conciliare.
Se l’energia fosse destinata in larga parte all’autoconsumo, quale quota sarebbe realmente disponibile per il territorio?
E con quali modalità?
Inoltre, leggendo il progetto depositato in Provincia emergono contenuti che sembrano diversi rispetto ai messaggi diffusi pubblicamente.
Per questo è necessario che venga fatta piena chiarezza, sulla base dei documenti ufficiali e non degli slogan.
I cittadini hanno il diritto di conoscere esattamente cosa prevede il progetto e di ricevere risposte precise, documentate e verificabili.
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