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IPOCRISIE…
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La Global Sumud Flotilla e l’ipocrisia dell’occidente
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https://www.bergamonews.it/2026/05/22/caso-flotilla-giorgio-gori-lirrisione-dei-prigionieri-non-appartiene-alla-nostra-cultura/895728/
Caso Flotilla, Giorgio Gori: “L’irrisione dei prigionieri non appartiene alla nostra cultura”
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Che dire di questo commento?
Non pare neppure essere lo stesso ex-Sindaco che si è tenuto in maggioranza a Bergamo per dieci anni un noto pasdaran del sionismo e di Israele, che ha anche candidato ed eletto nella sua lista.
Che taceva quando membri della sua maggioranza aderivano alle manifestazioni di Italia/Israele di Bergamo contrapposte alle iniziative di Bergamo/Palestina.
Oppure lo stesso ex-Sindaco che ha impedito votando in Europa, con la maggioranza degli eurodeputati del PD, la condanna di Israele per il genocidio in corso a Gaza.
Che si è dichiarato contrario a cessare i rapporti commerciali con Israele.
E nemmeno quello che si definiva amico di Israele, di quella che definiva l’unica democrazia medio orientale.
Etc. Etc.
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Ma tant’è la cosa che più irrita è la presa di posizione sui maltrattamenti dei militanti della Global Sumud Flotilla diretti a Gaza.
L’ex-Sindaco afferma che è stato «veramente colpito moltissimo» e definisce l’irrisione dei prigionieri una cosa «raccapricciante».
Non si è però raccapricciato per le decine di migliaia di morti di Gaza, per i civili, le donne e i bambini palestinesi sterminati, ma ora si scopre «raccapricciato» (poverino) per il trattamento ricevuto dai militanti della Global Sumud Flotilla, che tra l’altro è andato ben oltre i maltrattamenti che ora lo stesso ex-Sindaco denuncia.
Un trattamento che i Palestinesi subiscono da decenni nell’indifferenza del mondo, e del nostro.
Sarà che per l’ex-Sindaco questo trattamento ricevuto da dei cittadini bianchi ed occidentali è evidentemente più grave dello stesso, e spesso peggiore, trattamento destinato dagli Israeliani ai Palestinesi.
Un atteggiamento che non solo svela un fondo di radicato razzismo e di inconscia superiorità occidentalista, ma peggio un’ipocrisia spaventosa.
Un’ipocrisia che a pare dare la vera dimensione di questi personaggi.
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Come una certa sinistra abbia potuto, e ancora può, sostenere un tale personaggio è un mistero degno della sfinge (costui sta in Europa al Parlamento formalmente nei banchi della sinistra…).
Costui ci azzecca con la sinistra e l’internazionalismo quanto i cavoli a merenda,,,
Che dire di questa sinistra senza idee né attributi che pur di vincere contro la destra politica (abbarbicandosi alle «ignobili» leggi elettorali) imbarca i peggiori soggetti della destra economica?
Forse sempre nel campo dell’ipocrisia va cercata la risposta, ma forse anche nel campo di coloro che la via l’hanno persa, per opportunismo, da un po’.
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I partecipanti della Global Sumud Flotilla di ritorno a Bilbao (Parsi Baschi) sono stati accolti così, a freddo, dalla “Ertzaintza”, polizia locale autonoma.
Le uniche considerazioni che vengono da fare sono che, al contrario di quanto avvenuto in Irlanda con lo ormai più che secolare Irish Republican Army, la Euskadi Ta Askatasuna non ha lasciato nulla nell’attuale governo autonomo dei Paesi Baschi.
Questo è evidentemente un reazionario del peggiore tipo se si comporta così, chiaramente anche per mandare un messaggio al governo spagnolo.
Sono i rischi dell’autonomia: magari si diventa servi dei poteri finanziari di cui i sionisti sono una componente.
https://t.me/globalsumudflotilla/2191
Diciamo che una roba del genere non se la aspettava nessuno.
Autonomia in Europa significa debolezza, maggiore di quella di uno Stato Unitario, ed essere sul menù dei poteri finanziari forti.
Adesso sappiamo che l’autonomia dei Paesi Baschi è controllata da Israele.
Pensa a cosa succederebbe se dichiarassero autonome tutte le regioni italiane, o la Scozia, o la Catalogna…
Minimo diventerebbero come gli staterelli baltici (come evidentemente i Paesi Baschi sono già diventati).
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https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-armi_a_israele_scoppia_il_caso_a_bruxelles_ecco_come_hanno_votato_i_politici_italiani/51621_67015/
Armi a Israele, scoppia il caso a Bruxelles: ecco come hanno votato i politici italiani.
“Gli europarlamentari del Partito Democratico Giorgio Gori, Irene Tinaglia e Camilla Laureti hanno adottato la decisione di astenersi, una forma di non-scelta che in un voto così importante per la difesa dei diritti umani fondamentali equivale chiaramente a un voto contrario”.
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A riprova che il nostro ex-Sindaco è un classico esponente dell’ipocrisia occidentale.
Il 20 maggio 2026 il Parlamento Europeo bocciava con un voto il giustissimo emendamento che chiedeva l’immediato embargo delle armi che transitano dagli Stati aderenti all’Unione Europea verso Israele.
Hanno votato contro, in modo chiaro ed esplicito, gli europarlamentari italiani di Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia.
La stessa destra che nelle ore precedenti aveva espresso “condanna” per le immagini degli attivisti della Flotilla umiliati, torturati, legati dalle forze illegali israeliane ha scelto, in sede di voto, di non sospendere nemmeno un singolo trasferimento di materiale bellico a chi illegalmente arresta, tortura, dileggia cittadini italiani.
Gli europarlamentari del Partito Democratico Giorgio Gori, Irene Tinaglia e Camilla Laureti hanno adottato la ipocrita decisione di astenersi.
In una votazione, come quella del Parlamento Europeo, binaria (sì o no, embargo o non embargo) l’astensione riduce il numero dei voti validi favorevoli senza ridurre quelli contrari.
Chi si astiene su un’iniziativa di pace o di tutela dei civili, in un’aula dove la maggioranza vota per la guerra o per il suo finanziamento, contribuisce oggettivamente a favorire quel risultato.
Il gravissimo atto contenuto nell’astensione non è una questione privata, ma una questione di grande rilevanza pubblica, nel senso intesi dal Filosofo Habermas: una mancanza esercitata nella sfera pubblica, con gravissime conseguenze pubbliche, da chi ha ricevuto un mandato politico pubblico, attraverso l’elezione a parlamentari europei.
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Bergamo, 24-05-2026
Francesco Samuele Macario, ex.Assessore all’Edilizia Privata nella Giunta Bruni
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