Image Image Image Image Image Image Image Image Image Image

Bergamo in Comune | 14 Settembre 2026

Scroll to top

Top

No Comments

IL SUPERMERCATO LA SA LUNGA

IL SUPERMERCATO LA SA LUNGA

.

Carrelli della spesa

Segnali di resa

Transumanze su tratturi artificiali

Bottino in mano

All’oplita spartano

In sosta fra le offerte speciali

Carrozze in fila fuori ad aspettare

Il ritorno degli eroi reduci dal razziare

Castellani, sentinelle e doganieri alle casse

Pronti come mercenari a reggere l’assalto delle masse

Il sabato del villaggio

È un altro imballaggio

Stipato nel treno dei desideri

Che all’incontrario va

Nel gioco società

Di riempire in fretta e furia forzieri

Guardale quelle formiche bipedi così attratte dalle briciole

Cadute dalle tavole dei signori come manna dalle nuvole

Mostrano le loro credenziali fra bancali di cose

Per portarli alle loro regine come fossero rose

Da brave operaie

Seguono invisibili rotaie

Dell’ordine naturale della vita

C’è una pistola che aspetta

Ma nessuna ha fretta

Di farla veramente finita

Ciò che compri è urna cineraria promessa di morte futura

Frutta finta acerba che marcisce già nella spazzatura

Le confezioni sono bare in cerca di nuovi cimiteri

Dove dormire il giusto riposo dei guerrieri

.

.

Due per tre

Chi fa da sé fa per tre

Ma qui i conti non tornano mai

Prendi l’ascensore

E ti prende un malore

La nausea è già Padrona di ciò che ora hai

Bottiglie, tovaglie, paccottiglie, cianfrusaglie e frattaglie

Solo l’un per cento ti servirà il resto son memorabilie

Che rimarranno lì a ricordarti l’epica spedizione

In quella facile colonia di conquista a tua disposizione

Cani e gatti

Moderni monatti

Portano via la peste nei bidoni

Lebbrosi coi campanelli

Non fanno i caroselli

Dei nemici dei nemici dell’igiene

E volano giù con le tasche vuote proletarie dai balconi

Nuotando come salmoni

.

IL SUPERMERCATO LA SA LUNGA – 2026 – Daria Vanoglio Fratus

.

.

Oggi mi son tolta la voglia di fare la prima visita alla (omissis – il supermercato che la sa lunga.

Entro nel punto vendita di Nembro.

Niente di che alla fine.

Venti corridoi ma le cose son quelle di un banale supermercato.

Certo in confronto al “discount” lì a fianco non c’è paragone, ma quello è un posto tristissimo.

Alla fine spesi dodici euro tra i due posti.

Devo dire però che i supermercati hanno stufato e la mia collezione di lattine di birra è quasi completa.

Tutto gira in quei luoghi lì.

Tutto meccanico, banale, volgare.

Penso che comprerò ancora pochissimo.

.

.

Soldi a parte è insensato.

Diventa tutto imballaggio, ingombro, scarto e rifiuto a seconda dei casi.

Hai appena consumato denaro per comprare che ne devi spendere altro per smaltire.

E se cerchi qualche alternativa più ecologica e sostenibile dei bidoni vari ti arrivano i servizi sociali, specie se ti attenzionano già, a dirti che no, che non va bene, che devi partecipare alla giostra della spazzatura.

Io non ho voglia di partecipare, di buttare via tempo a gestire bidoni.

Per cui smetterò, o quasi, di comprare.

Formiche bipedi che fanno percorsi obbligati come le cavie di laboratorio.

Orribile il consumismo.

A nessuno che venga in mente che è semplicemente folle tutto ciò?

Sono un fattore di produzione e profitto come il salmone che galleggia negli allevamenti in alto mare nella sua merda e fra le frattaglie di pesci morti piene di medicine e agenti chimici.

Compagni di cella anche se lontani.

Depressione totale.

Come prospettiva serale cena con minestra in busta di un supermercato a caso e programmino nostalgico sugli anni ottanta e novanta con sigle di cartoni animati nella pausa fra una battuta di caccia e l’altra nella grande distribuzione.

Una persona saggia e coraggiosa dovrebbe farla finita all’istante.

Tranquilli, ci sarò anche domani.

Non sono abbastanza saggia e coraggiosa.

E poi prima di farla finita mi voglio degradare fumando la mia prima sigaretta.

Tentazione esotica e lontana come un giro al supermercato che la sa lunga.

Non fosse un periodo per me del cazzo avrei già trovato i versi per una poesia a tono, ma mi è restata solo la prosa.

Con i Clash in sottofondo.

.

.

Detto latino sotto il titolo:

Aedifica quasi semper victurus

Vivet qua si statim moriturus

Costruisci come se dovessi vivere per sempre

Vivi come se dovessi morire molto presto

Next Story

This is the most recent story.

Submit a Comment