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Bergamo in Comune | 14 Settembre 2026

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E SE STESSERO VINCENDO I PERSIANI?

E SE STESSERO VINCENDO I PERSIANI?

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La notizia di oggi è la cattura da parte degli Houthi dello strategico porto di Moka sul Mar Rosso, di fianco allo stretto di Bab El Mandeb.

Gli Houthi hanno così ottenuto un controllo quasi totale del versante yemenita di questo stretto.

La notizia di ieri (a parte un paio di missili tirati, ma che hanno padellato, sulla flotta USA e una mezza dozzina di petroliere civili colpite e qualcuna affondata) è stata la cattura di un sofisticato drone sottomarino USA da parte dei Persiani.

Ieri era il compleanno della Guida Suprema, ayatollah Sayed Mokhtaba Khamenei, e i Persiani si stanno scatenando nell’ironizzare sarcasticamente che questo drone è stato un bellissimo dono di compleanno da parte di Don Aldo…

Lasciamo perdere gli scherzi e le facili battute, queste due notizie confermano solo che questa “Quarta Guerra del Golfo” non sta affatto andando come la propaganda ufficiale del MinCulPop mediatico nostrano racconta.

D’altronde ce ne eravamo già accorti anche solo guardando il continuo aumento del costo dei prodotti petroliferi.

Gli Ayatollah stanno gongolando.

Sia perché guardano ai meriti propri, sia soprattutto perché guardano ai demeriti altrui.

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Se non fosse tragica, questa situazione sarebbe comica: la potenza dominante che non è più tanto potenza dominante e che sta trascinando il mondo occidentale nella sua crisi (il Sud-Est pensa alla propria liberazione ed alcuni, appunto, gongolano); uno staterello militarista guidato da fanatici millenaristi religiosi che è stato capace di infilarsi ovunque nella finanza internazionale occidentale e la controlla (è Israele); la culla della civiltà occidentale (l’Europa) nelle mani di personaggi non eletti che non rispondono ai suoi popoli, ma ad interessi bancari e finanziari esterni, e che vogliono a tutti i costi alimentare la guerra in Ucraina; etc.

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C’è davvero da preoccuparsi di brutto.

Per contrastare tutto questo la sola cosa che possiamo fare è un minimo di controinformazione, e allora la facciamo, pubblicando la traduzione di un articolo di Tehran Times sulla cattura del drone subacqueo USA.

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Milano, 09.IX.2026

Marco Brusa

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https://www.tehrantimes.com/news/529874/Moby-Dick-catch-in-Hormuz

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“MOBY DICK” CATTURATA AD HORMUZ
9 settembre 2026
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TEHERAN — L’avvenuta cattura da parte dell’Iran di un veicolo sottomarino senza pilota statunitense altamente avanzato all’ingresso dello strategico Stretto di Hormuz rappresenta un colpo decisivo all’arroganza tecnologica di Washington, mettendo a nudo le profonde vulnerabilità dell’apparato bellico automatizzato delle forze armate USA.
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Ben oltre il semplice recupero, questa vittoria tattica evidenzia la capacità di Teheran di neutralizzare piattaforme “stealth” e a bassa osservabilità in molteplici domini, smantellando completamente la strategia di guerra ibrida multilivello di Washington nel Golfo Persico.
In una dichiarazione rilasciata martedì, la Marina del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) ha confermato che la cattura è stata effettuata nelle prime ore del mattino a seguito di una “complessa operazione di intelligence e azione operativa”, dimostrando l’assoluto controllo di Teheran su questa strategica via d’acqua regionale.
Il mezzo catturato è stato identificato come il Dive-LD, un veicolo sottomarino autonomo senza pilota (UUV) di ultima generazione sviluppato dall’azienda della difesa californiana Anduril Industries.
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Consegnato al Primo Gruppo -veicoli sottomarini senza equipaggio (UUV)- della Marina statunitense nel 2025, questo drone rappresenta l’apice della moderna guerra sottomarina americana.
Con una lunghezza di 5,8 metri, un diametro di 1,2 metri e un peso di circa 2,7 tonnellate, questa piattaforma modulare vanta una profondità operativa di 6.000 metri (19.700 piedi) e un’autonomia di 10 giorni.
Progettato per attività di intelligence, sorveglianza e ricognizione (ISR), mappatura dei fondali marini, contromisure antimina e monitoraggio di infrastrutture critiche, il sistema – dal costo di 2,5 milioni di dollari – è stato impiegato a supporto delle operazioni marittime americane nel contesto del conflitto in corso.
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Mentre l’Iran ha celebrato l’operazione come una colossale vittoria di “intelligence”, Washington ha prevedibilmente cercato di minimizzare l’umiliazione subita. Il Pentagono ha sostenuto che il sommergibile avesse semplicemente subito un “malfunzionamento il giorno precedente” durante un’attività di rilevamento di routine e che non contenesse sonar o radar classificati.
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I fabbricanti della Anduril hanno analogamente descritto il mezzo come una risorsa “sacrificabile” (o a basso costo di sostituzione), progettata per operare in zone ad alto rischio.
Tuttavia i media e gli analisti regionali hanno rapidamente smentito la narrazione statunitense, facendo notare che le operazioni di recupero ed esposizione di piattaforme all’avanguardia e praticamente intatte contraddicono palesemente le affermazioni secondo cui si sarebbe trattato di una semplice deriva meccanica.
Gli analisti della difesa hanno sottolineato che il Dive-LD è stato progettato specificamente per evitare il rilevamento, grazie a caratteristiche quali la bassa firma acustica e un “design stealth”; questo rende la sua cattura un successo operativo ancora più significativo per la Marina dell’IRGC.
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Secondo gli osservatori militari, la forte dipendenza di Washington dai sistemi senza equipaggio deriva da una vulnerabilità critica: le forze armate statunitensi non possono permettersi, in termini di vite umane o rischi operativi, di impiegare mezzi con equipaggio in uno scenario dominato dalle capacità iraniane di negazione dell’accesso e di controllo dell’area (A2/AD).
Poiché l’impiego di forze con equipaggio nella regione è stato di fatto scoraggiato, il Pentagono ha adottato una strategia basata su sistemi senza equipaggio operanti su tre livelli: droni aerei (UAV), imbarcazioni di superficie senza equipaggio (USV) e sommergibili autonomi (UUV).
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Le forze armate iraniane hanno ormai sistematicamente neutralizzato tutte e tre le componenti di questa dottrina ibrida.
Quando il Dive-LD ha perso il segnale, l’esercito statunitense ha mobilitato un drone MQ-9 Reaper per localizzare e recuperare il mezzo, ma i sistemi di difesa aerea iraniani hanno prontamente abbattuto il velivolo da ricognizione.
Intercettando imbarcazioni di superficie, neutralizzando la sorveglianza aerea e penetrando nell’architettura di comando informatica ed elettronica dello stesso Dive-LD (un mezzo “stealth”), le unità iraniane di guerra elettronica hanno aggirato la sicurezza di rete multilivello del sommergibile, ne hanno violato il sistema di navigazione e ne hanno assunto il controllo in sicurezza.
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Questa cattura si inserisce in una lunga serie di successi iraniani nel campo della guerra elettronica e dell'”intelligence”, richiamando alla mente la celebre cattura del drone stealth RQ-170 Sentinel, di vari MQ-9 Reaper e di diversi veicoli di superficie senza equipaggio.
I precedenti storici suggeriscono che gli ingegneri della difesa iraniani riusciranno a sottoporre a ingegneria inversa i sistemi modulari del Dive-LD, potenziando ulteriormente le capacità nazionali dell’Iran nel settore degli UUV e dei droni, un ambito in rapida espansione.
Si tratta di una tecnologia che Russia e Cina sono fortemente interessate ad acquisire.
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Questo colpo messo a segno dalla “intelligence” avviene sullo sfondo della devastante guerra regionale scatenata dall’aggressione congiunta USA-Israele alla fine di febbraio.
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Nonostante abbiano dovuto fronteggiare pesanti attacchi aerei, le azioni di rappresaglia iraniane contro le installazioni statunitensi — tra cui Al Udeid in Qatar, Ali Al Salem in Kuwait, Al Dhafra negli Emirati Arabi Uniti e la base navale della Quinta Flotta in Bahrein — hanno gravemente compromesso la presenza militare di Washington.
Il costo economico per gli aggressori è stato enorme, mentre Washington è alle prese con la progressiva riduzione delle scorte missilistiche.
Il massiccio impiego di intercettori Patriot, dal costo di 4 milioni di dollari l’uno, per contrastare gli economici droni iraniani Shahed (dal valore di 50.000 dollari) evidenzia un rapporto asimmetrico insostenibile, a vantaggio di Teheran.
Inoltre, gli attacchi iraniani alle strutture statunitensi nella regione hanno gettato nel caos i mercati globali.
Mentre il blocco navale statunitense tenta di ostacolare il traffico marittimo, il sequestro della nave Dive-LD da parte del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) conferma una realtà evidente: l’Iran mantiene il pieno controllo tattico dello Stretto di Hormuz, rendendo vana l’arroganza tecnologica americana di fronte alla determinazione iraniana.

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