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STORIA DELLA STUPIDITÂ MILITARE
Da Crasso al Vietnam
Di Charles Maitland Fair – Arnoldo Mondadori editore
Titolo originale: From the jaws of victory (letteralmente “dalle fauci della vittoria”)
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In un’era in cui è vero che Internet, se usato bene, può diventare una espansione del nostro sistema nervoso (mentre, se usato solo per scrivere e leggere scempiaggini sui cosiddetti “socials” e assorbire acriticamente dal sistema mediatico, serve solo a trasformare in “figoni blu” totalmente stupidi coloro che lo utilizzano), risulta interessante andare a cercare la vecchia e buona carta stampata che ci ricorda sia chi siamo sia, soprattutto, chi sono “loro”.
“Loro” che su internet e sul sistema mediatico cambiano in continuazione i resoconti in funzione di quanto gli fa comodo sul momento: provate a leggere sulla più nota enciclopedia “On Line” lo stesso argomento politico a distanza di tempo, non viene solo “aggiornato”, viene spesso completamente riscritto.
Si ottiene così una evanescenza diffusa, una mancanza di punti fissi e noti, che permette di controllare meglio il corpo sociale e di saturarlo di persone “eterodirette” più che convinte di essere “figone” perché scrivono e diffondono scempiaggini sui “socials”.
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Siamo andati a cercare un vecchio libro nella nostra disordinatissima libreria e lo abbiamo trovato: “Storia della stupidità militare – da Crasso al Vietnam” di Charles Maitland Fair.
Un vecchio libro che si adatta perfettamente alla situazione attuale e che riflette così bene lo “Spirito dei Tempi” di quegli anni da venire pubblicato non da una casa editrice militante, ma da una delle più conformiste, la Mondadori appunto.
Prima di procedere, però, divulghiamo l’indirizzo di un sito che permette di recuperare e, soprattutto, di leggere libri ormai “dimenticati”: dalla “Prima circumnavigazione di Magellano” di Antonio Pigafetta, alle “Navigazioni di Alvise da Ca’ da Mosto” del XV secolo, ai progetti originali delle “Navi costruite nell’Arsenale di Venezia dal 1664 al 1896”, etc.
https://www.forgottenbooks.com/it
https://www.forgottenbooks.com/en
Consultatelo e scaricate/comperate qualcosa che vi edulcori.
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Charles Maitland Fair (1916 – 2014) è stato un ricercatore di neuroscienze e uno scrittore americano; ha frequentato l’Università di Yale ma, come capita molto frequentemente in quella università di “elite” dalle regole ferree anche se mutevoli con il “politicamente corretto”, gli è stato chiesto di andarsene prima della laurea.
Ha iniziato a studiare il sistema nervoso alla fine degli anni ’50 per la sua convinzione che le teorie psichiatriche della mente umana avessero fallito e, nonostante la mancanza di una laurea, Fair si è distinto come studioso indipendente ricoprendo diverse posizioni prestigiose e scrivendo libri sulle neuroscienze.
È stato Guggenheim Fellow presso il Brain Research Institute dell’University of California-Los Angeles (UCLA) e ha lavorato come scienziato per il Neuroscience Research Program del Massachusetts Institute of Technology e per il Massachusetts General Hospital; ha pubblicato diversi articoli tecnici su riviste accademiche come “Science” e “Nature”.
Ha pubblicato testi anche su pubblicazioni più popolari come “Punch”, “The New Yorker”, “Providence Journal”, “Washington Post”, “American Poetry Review”, etc.
Ha collaborato alla realizzazione del “Museo delle Streghe” a Salem, Massachusetts, dedicato a quel fenomeno di follia collettiva che si era verificato nei primi tempi della colonia.
Ha scritto tre libri non tecnici sul tema della storia della guerra (“Storia della stupidità militare – From the Jaws of Victory”) e di critica culturale (“The Dying Self” “The New Nonsense: The End of the Rational Consensus”).
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In quest’ultimo testo ha analizzato come nella società sia comune il fare proprie idee o credenze non razionali insufficientemente e contraddittoriamente pseudo-dimostrate e come questo sia presagio di collasso sociale.
Questo scritto, a dir poco premonitore, è del 1974, epoca in cui esistevano solo la radio e la televisione, e costituisce un qualcosa di molto adatto alla attuale “sottocultura dei social di internet”.
Fair mette in evidenza le idiozie e le contraddizioni che caratterizzano le teorie di coloro che definisce i “Terribili Semplificatori” (i “Grandi Comunicatori”, Reagan, il Berlusca e simili erano ancora di là da venire, ma nel 1974 se ne sentiva l’incombere) grazie all’opera dei quali la generica “rabbia di vivere”, frutto di situazioni materiali, diventa una “rabbia in cui credere”, ciecamente e completamente indotta ed eterodiretta.
Questi “Terribili Semplificatori” sarebbero tutti solo dei comici se non fossero tremendamente pericolosi e alla fine, sostiene Fair, potrebbero benissimo farci diventare tutti un “confuso foraggio” per alimentare un regime totalitario.
Diciamo che Charles Fair in questo caso ha davvero avuto capacità profetiche: la prima volta con il Berlusca e con Casaleggio/Grillo in Italia è stata farsa, la seconda con Kolomosky/Zelensky in Ucraina è tragedia.
E con il Ghetto di Varsavia/Gaza… Oh! Poveri tutti noi!…
https://www.goodreads.com/author/show/183439.Charles_M_Fair


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