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Bergamo in Comune | Novembre 29, 2022

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MANIFESTAZIONI PER LA PACE E PER LA GUERRA

MANIFESTAZIONI PER LA PACE E PER LA GUERRA

Alcune considerazioni sulle due manifestazioni di Roma e di Milano di sabato 5 novembre.

Entrambe hanno avuto riscontro a livello nazionale e internazionale, in particolare in quei luoghi limitrofi alla cosiddetta “Ansa del Don” che tanti ricordi continua a suscitare da queste parti.

Non vogliamo fare analisi saccenti, ma la manifestazione di Roma (soprattutto se comparata a quell’aborto in odore di propaganda bellica pura e violenta svoltosi a Milano) ha inequivocabilmente dimostrato che in Italia il movimento per la Pace esiste, che ha realizzato come una ventina di anni fa la unione tra mondo religioso e mondo laico e che è maggioritario, alla faccia del sistema mediatico e dei vari MinCulPop che sbraiteranno il contrario.

Anche i fischi ai guerrafondai che cercavano goffamente di rifarsi una verginità dopo avere votato i crediti di guerra ci sono stati bene e siamo curiosi di leggere quali scempiaggini verranno dette per sostenere il contrario, magari ci sarà chi dirà che è antidemocratico essere contro la guerra (santa e umanitaria)…

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Ma andiamo con ordine: della manifestazione di Roma ci limitiamo a pubblicare una serie, senz’altro limitata, di foto; di quella di Milano siamo obbligati a spendere due parole in più a causa del suo pessimo svolgimento.

Come partecipazione popolare è stata un netto fallimento e un ”brillante” successo dal punto di vista mediatico, però in essa si è fatta propaganda alla guerra: “Serve la vittoria militare dell’Ucraina” (sic).

Inoltre, si è auspicato in chiaro che “la Russia va distrutta” (sic, di nuovo).

https://t.me/lantidiplomatico/21249

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Con tutta la simpatia e solidarietà che abbiamo per il popolo ucraino, indipendentemente da se si tratta di ucrainofoni o di russofoni, con l’orrore che abbiamo per il massacro in atto, con l’angoscia che le deportazioni (“evacuazioni” nel linguaggio ufficiale) creano indipendentemente dall’essere da Kiev o da Kerson e con lo schifo che abbiamo quando i produttori di armi parlano di attuale “ottimo momento commerciale”, siamo eticamente obbligati a constatare che manifestazioni all’insegna di “Slava Ukraini” (“Gloria all’Ucraina”, slogan di Stepan Bandera con tanto di saluto romano) e in cui si inneggia alla distruzione della Russia affermando che chi non è d’accordo “deve essere giudicato pesantemente (sic) dalla storia, insieme a chi non sostiene i giovani iraniani e a chi non prende le distanze dalla Cina” (sic – no comment sull’Iran, ma cosa c’entra la Cina?) non sono accettabili alla coscienza del popolo italiano.

Stessa constatazione per parole d’ordine come: “Sì alle sanzioni europee contro la Russia, unico modo per fermare la guerra!”.

Nonostante la ubicazione sotto l’Arco della Pace di Milano [ma la ubicazione migliore sarebbe stata in via della Moscova, a due passi, così chiamata da Napoleone in persona per ricordare la grande battaglia (massacro) alle porte di Mosca nel 1812 delle divisioni del Regno d’Italia e sappiamo tutti come è andata a finire] questa non può essere considerata una manifestazione per la Pace, ma la manifestazione di una delle due parti in guerra con codazzo di mediocri politici di professione che cercano visibilità mediatica e che alla guerra, quella vera, partiranno sempre con “il prossimo scaglione”…

https://www.youtube.com/watch?v=BG_KpVsadak

Semplicemente grottesco il mettersi a cantare “Bella Ciao” a queste iniziative è come se Radetzky si fosse messo a cantare la “Bella Gigogin”…

https://www.youtube.com/watch?v=Dbc-_qbL1n0

Ci permettiamo di suggerire la prossima volta di suonare il noto inno di Strauss padre scritto in occasione della repressione dei moti del 1848, è idoneo.

https://www.youtube.com/watch?v=q7DbMd92tI4

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Premesso quanto sopra, pubblichiamo una lettera aperta inviata ad una assessora della Giunta comunale di Bergamo il cui Sindaco si è permesso di intervenire con una connessione a distanza alla manifestazione milanese.

Al nostro signor Sindaco chiediamo di occuparsi un po’ di più del bilancio comunale, che abbiamo informazione essere in sofferenza, piuttosto che andare a cercare iniziative estemporanee altrove.

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Siamo inoltre obbligati a segnalare come entrambe le manifestazioni di sabato abbiano avuto un notevole riscontro dalle parti dell’ansa del Don, di memoria molto nota da queste parti, e pubblichiamo integralmente un articolo apparso su Russia Today (censurata dalla UE ma che noi, come più volte ripetuto, riusciamo comunque a leggere).

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Da ultimo, “last but not least”, pubblichiamo un comunicato dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, quella vera non quelli di piazza Sempione / via Moscova, a proposito delle nuove norme di ordine pubblico varate dal nuovo governo.

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Bergamo, 07.XI.2022.

Marco Brusa

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Foto della manifestazione di Roma (e non solo):

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Lettera aperta all’Assessora Marzia Marchesi della Giunta comunale di Bergamo:

Scusa Marzia una domanda.

Ma c’è qualcuno/a di voi in giunta che critica le banalità di questo sindaco, “un sindaco piccolo piccolo”, che mette insieme l’Ucraina e l’Iran, cioè uno zoccolo con una scarpa?

Un sindaco che invitando a continuare a mandare armi non fa nient’altro che alimentare la guerra.

Un sindaco che pretende di parlare nome di tutti/e i/le bergamaschi/e e che aderisce ad iniziative discutibili come quella di quattro gatti di ieri a Milano dove dal palco un ragazzotto un po’ troppo esuberante chiedeva la distruzione della Russia e la messa al bando della Cina.

Dal palco non dal bar con un calice di bianco davanti e il naso rosso paonazzo.

Una manifestazione dove un altro ragazzotto alzava un cartello in cui invocava l’utilizzo di missili a lunga gittata.

Insomma, c’è qualcuno/a di voi in Giunta che esprime dissenso verso le parole del sindaco Gori?

Oppure tutto tace?

Marco Sironi

https://www.bergamonews.it/video/il-sindaco-giorgio-gori-per-la-pace-in-ucraina/

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L’articolo pubblicato da Russia Today a proposito delle due manifestazioni di sabato, senza commenti da parte nostra:

https://www.rt.com/news/566033-rome-peace-demo-ukraine-weapons/

Russia Today – 6 novembre 2022 12:55

I manifestanti italiani chiedono la fine delle forniture di armi all’Ucraina.

Decine di migliaia di Italiani hanno marciato per la pace a Roma.

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Un gran numero di persone si è riversato nelle strade di Roma sabato per chiedere la pace in Ucraina. I

I manifestanti hanno anche chiesto al governo italiano di smettere di fornire armi a Kiev e di impegnarsi invece diplomaticamente con la Russia.

La manifestazione ha visto la partecipazione di decine di migliaia di persone, inclusi membri di sindacati e associazioni cattoliche, studenti e una varietà di altri attivisti.

Portavano bandiere arcobaleno con le parole “pace” e “non violenza”. Altri slogan ascoltati e visti durante la manifestazione includevano “Abbassate le armi! Alzate i salari!”, “Basta armi all’Ucraina” e “Non vogliamo la guerra. Niente armi, niente sanzioni. Dov’è la diplomazia?”

L’ex primo ministro italiano e leader del Partito Cinque Stelle Giuseppe Conte, che ha partecipato alla manifestazione, ha messo in discussione l’approccio del nuovo governo alla risoluzione dei conflitti nel Paese dell’Europa orientale.

“Ora l’Ucraina è completamente armata: abbiamo bisogno di una svolta verso un cessate il fuoco e negoziati di pace”, ha affermato, aggiungendo che l’attuale “strategia sta portando solo a un’escalation”.

Un manifestante è stato intervistato dal Financial Times dicendo: “Sono assolutamente contrario all’invio di nuove armi in Ucraina. Oggi la gente vuole la pace con le armi. È inconcepibile. L’Ucraina ha il diritto di difendersi, ma abbiamo bisogno di una grande iniziativa delle Nazioni Unite per la pace”.

Un altro manifestante si è lamentato del fatto che “l’invio di armi non aiuta a fermare una guerra, le armi aiutano ad alimentare una guerra”.

Nel frattempo, nello stesso periodo, si è svolta nella città di Milano una contro-protesta, organizzata dal leader del partito centrista Azione, Carlo Calenda, con il sostegno della comunità ucraina italiana. Centinaia di attivisti hanno preso parte al raduno, chiedendosi se i manifestanti a Roma fossero davvero “pro-pace” o effettivamente “pro-Putin”. Hanno affermato che “coloro che chiedono la pace ma anche il disarmo dell’Ucraina chiedono la resa dell’Ucraina”.

Giorgia Meloni, che è diventata premier italiano alla fine del mese scorso, è conosciuta come una convinta sostenitrice di Kiev. Tuttavia, sta affrontando una crescente opposizione tra l’accelerazione dell’inflazione e altri problemi economici interni, che si ritiene derivino dal conflitto militare in corso.

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Comunicato dell’ANPI:

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