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Bergamo in Comune | Novembre 27, 2022

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ACCADEMIA CARRARA – LETTERA APERTA AL COMUNE

ACCADEMIA CARRARA – LETTERA APERTA AL COMUNE

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Riceviamo dalla signora Donatella Esposti, pubblichiamo e diamo l’adesione come BergamoinComune a questa lettera aperta.

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Siamo un gruppo di cittadini bergamaschi molto preoccupati dalla prospettiva della terza ristrutturazione dell’Accademia Carrara nel giro di soli 6 anni, incluso il periodo di chiusura per Covid.

I fatti: nel giugno del 2008 la Carrara viene chiusa e iniziano I lavori di ristrutturazione, dopo 7 anni di tormentatissimo cantiere, la Pinacoteca viene riaperta il 23 aprile 2015 (con lo slogan: 100 opere in più!), per essere poi in tempi recenti ulteriormente risistemata e anche spogliata di 54 quadri mandati a Shangai con un compenso piuttosto modesto.

Nel 2021 viene deliberato un ulteriore progetto di ristrutturazione dopo aver constatata l’impossibilità di reggere I costi di gestione (!), viene prevista una spesa di 700.000 euro per il riallestimento interno, +1.5 milioni di euro per la ristrutturazione esterna, + 590.000 per il giardino (2.790.000 euro!). Il Progetto riduce gli spazi dell’esposizione museale al solo secondo piano, con 250 opere esposte invece delle attuali 500, lasciando il primo piano per esposizione a rotazione delle altre opere o eventuali mostre temporanee (o… altro, come sta avvenendo in altri musei storici italiani?).

Cobe Direzione SpA è la partecipata che ha gestito la chiusura dell’Accademia dal 2008 al 2015 con prestito di opere per una cinquantina di mostre nel mondo. I prestiti sono poi continuati sino a quello di Shangai. Per ‘far fruttare il patrimonio artistico’ e valorizzare la Pinacoteca in Italia e all’estero, si dice. La riduzione stessa delle opere esposte sarebbe funzionale a una logica di ‘risparmio’.

A noi sembra piuttosto una logica da supermarket (dal ricavato scarso per di più) in cui si è persa la funzione precipua della Pinacoteca, cioè l’esposizione stabile e il più possibile completa delle opere come di un insieme che ha senso proprio nella sua complessità e non solo nella specificità della singola opera. L’istituzione artistico-culturale più importante della città, di rinomanza internazionale, di enorme valore educativo, scientifico, didattico e anche turistico, viene del tutto stravolta.

La Carrara è amministrata da una Fondazione di diritto privato presieduta dal Sindaco, con un Cda formato quasi tutto da privati (un unicum in Italia), che evidentemente se ne preoccupa solo in chiave di redditività, ignorando totalmente la funzione educativa che il suo fondatore e i successivi donatori hanno attribuito all’istituzione. D’altra parte la ridda di sistemazioni e risistemazioni in tempi così brevi fa pensare che chi guida l’istituzione (in particolare il Comune e il Cda della Carrara) non abbia idee troppo chiare sulla gestione culturale della città: basti pensare che, senza colpo ferire, è appena stato chiuso il Museo Bernareggi, mentre, in un’area piuttosto ristretta, l’insieme delle chiese (S. Bartolomeo, S. Spirito, S. Bernardino, S. Lupo, S. Alessandro in Croce) e dei Musei (Bernareggi, Carrara, GAMeC) in un Borgo come Pignolo, ricco di emergenze architettoniche, se reso coordinato e funzionale, avrebbe potuto fare sistema ed essere straordinariamente ricco di opportunità, vista la ricchezza e la qualità delle proposte fattibili.

Come dichiarato l’attuale progetto di risistemazione della Pinacoteca ne prevede più o meno un dimezzamento: il fior fiore in mostra e il tessuto connettivo come pura casualità. (logica che viene paradossalmente ribaltata quando vengono invece allestite mostre estemporanee: in quel caso si fa leva su un’unica opera di qualche rilevanza e le si ‘cuce’ intorno una mostra spesso costosa e che spesso delude, fallisce e va in ‘perdita’).

È persino, tristemente, divertente leggere tutto ciò che i responsabili della Carrara hanno scritto in occasione della riapertura su “La Rivista di Bergamo” n° 82 aprile/maggio/giugno 2015: ‘Riveder le stelle’ (Angelo Piazzoli), ‘Orgoglio ritrovato e senso di appartenenza’ (Nadia Ghisalberti), ‘Organizzazione e creatività (Giampietro Bonaldi: “Riaprire un Museo di questa raffinatezza e rilevanza presuppone un’organizzazione attenta ai particolari. Ogni dettaglio può fare la differenza”), ‘Come un’esperienza può contribuire a far grande una città’ e ‘La passione per l’arte e il bene della città’ (M. Cristina Rodeschini).

Sinceramente a noi pare che in questa materia il Comune prediliga opere di puro mercantilismo e di pura cosmesi (vedi il continuo rifacimento di piazze con risultati spesso non proprio brillanti, ma utili a ospitare mercatini, che sono ormai un avvilente décor degli spazi urbani, spettacoli vari e luna-park).

Ci sembra orribile (oltre che ingiusto) un mondo in cui tutto si misura sul valore del denaro e del mercato, ma ci sembra anche privo di visione e di idee, perché cultura ed educazione sono di per sé investimenti per il futuro (e si vedono sempre più gli effetti della loro mancanza); per di più sarebbe possibile far fronte alle spese attraverso una valorizzazione vera – e non mercantilistica – del nostro ricco patrimonio artistico. Ci vorrebbe uno sguardo più profondo.

Diego Bonifaccio, Donatella Esposti

Giuseppe Aliseo, Ivan Bastianelli, Francesca Benvenuto, Cecilia Brambilla, Letizia Cervo, Rosa Chiumeo, Donatella Cipolletta, Bruna Comuzio, Cecilia Comuzio, Cristina Dalla Costa, Daniela De Mitri, Mariangiola Fico, Mimma Forlani, Dario Franchi, Marco Frigerio, Andrea Galante, Nicola Galante, Silvia Galante, Nino Gandini, Giovanna Ghislandi, Ivo Ghislandi, Simone Ghislandi, Giovanni Ginoulhiac, Donatella Guzzoni, Anna Induni, Irmgard Lindemann, Emilia Magni, Maura Mandelli, Lina Martinelli, Riccardo Mazza de’ Piccioli, Enrica Mazzoleni, Aldo Metti, Maria Metti, Maryline Milesi, Angiola Minotti, Luciano Ongaro, Rossana Paradiso, Francesco Parisini, Irene Parisini, Marcello Parisini, Angela Perazzani, Biagina Perazzani, Pierluigi Piantanida, Wilma Pisoni, Attilio Pizzigoni, Ambrogio Previtali, Piera Principe, Edmondo Raffaelli, Marcello Ragazzi, Paolo Salvaneschi, Carlo Simoncini, Ines Soncini, Luca Sonzogni, Maurizio Tabani, Mario Taricco, Maria Testa, Barbara Vitali

con la condivisione di Tomaso Montanari

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