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Bergamo in Comune | Novembre 29, 2022

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(13.03.20) La sanità è del popolo non del capitale

(13.03.20) La sanità è del popolo non del capitale

Da Monti a Legarde: non sono idonei

di Marco Brusa

Mario Monti dalle pagine del Corriere lancia oggi un appello per la realizzazione di “Buoni per la Salute Pubblica” da lanciare sotto forma di un prestito alla Repubblica Italiana “a tasso di interesse fisso e molto basso” (sic) non determinato dal cosiddetto Libero Mercato.
Non è che il nostro si sia improvvisamente trasformato in Robespierre, molto più semplicemente prende atto a modo suo del fallimento totale al primo scossone serio (la attuale pandemia) dell’economia cosiddetta neoliberista e propone ai suoi “investitori meno miopi” (sic) una possibile via per tentare di salvarsi in corner.
Peccato che quanto proposto dal nostro, al di là della nuova terminologia a dir poco “roberspierriana”, altro non sia che la serena emissione dei Buoni e dei Certificati di Credito del Tesoro delle epoche anteriori ad Andreatta e Ciampi, quando l’Italia era in regime di economia espansiva e non certo in stagnazione recessiva come ora.
Oltre a questo all’epoca la svalutazione continua della valuta rendeva molto fluida la circolazione del denaro, migliorando l’economia reale, e ne impediva la “tesaurizzazione” che crea stagnazione nell’economia reale e di cui i Bonds ad interesse negativo di alcuni paesi del Nord-Europa sono un attuale pessimo esempio.
Ovviamente Monti di questo dice poco, si limita a notare come per i suoi proposti Buoni di Salute Pubblica “oggi anche un tasso zero potrebbe essere interessante” (sic).


Ma ora vediamo di esaminare le ultime dichiarazioni di colei che dovrebbe essere una delle massime dirigenti di un apparato dell’Unione Europea e che, pur essendo considerata una economista coi fiocchi, è riuscita a ratificare con due parole il crollo dell’economia neo-liberista in Europa.
Questo non vuole assolutamente dire che il neo-liberismo è finito; molto semplicemente significa che sarà sempre più obbligato ad utilizzare metodi sempre più coercitivi (in stile Grecia 2015) e sempre meno basati sul “consenso” per affermare il proprio dominio.
“Consenso” tra virgolette perché basato sulle induzioni emotive del sistema mediatico, sistema che ha dei padroni che coincidono con le finanziarie e con gli altri usurai internazionali.

La signora Lagarde viene dal Fondo Monetario Internazionale e quando è stata nominata alla Banca Centrale Europea a molti sono venuti i sudori freddi.
Questo per il molto semplice motivo che FMI ha sempre tutelato i propri investitori/creditori/usurai ed è sempre stato indifferente ai popoli.
La popolazione è solo un concetto di matematica statistica per tutti coloro che escono dalle facoltà di economia e commercio e che hanno raggiunto il potere nell’attuale economia a guida oligarchica.
Federico il Grande di Prussia, che di buona amministrazione se ne intendeva, diceva: “se avessi una provincia da punire la farei governare dai filosofi”; al giorno d’oggi si può tranquillamente parafrasare tale frase inserendo le parole “economisti laureati nelle più prestigiose università” al posto di “filosofi”…
FMI è noto per essere stato buttato fuori in malo modo dall’Argentina del presidente Kirchner che in tale modo ottenne incrementi annuali del PIL a dir poco “cinesi” rispettando tutte le regole della democrazia elettiva.
È noto come questo avvenne: il governo argentino incoraggiò prestiti accessibili per le imprese locali e destinò una grande quantità di denaro ai servizi sociali controllando la spesa in altri campi.
Il risultato fu che le esportazioni ripartirono alla grande e si originò un grande avanzo commerciale che portò le riserve del Banco Naciònal ad arrivare a 28 miliardi di dollari nel 2004.
Cifra questa sufficiente a far fare al presidente Kirchner un giretto all’ONU a New York dalla cui tribuna disse peste e corna del FMI per avere imposto al proprio paese politiche “genocide” che avevano provocato “una delle peggiori catastrofi socio-economiche, quella esplosa alla fine del 2001 che è il prodotto di un modello politico-economico al servizio di interessi estranei al bene comune e che ha favorito la proliferazione di corrotti, genocidi e ladri” (sic).
Al ritorno da New York il rappresentante del FMI venne convocato alla Casa Rosada e gli fu chiesto a quanto sarebbe ammontata una ipotetica chiusura immediata del debito; questi abboccò e rispose una cifra spropositata, ma comunque inferiore si depositi del Banco Nacional de la Plata (ma lui non lo sapeva e quindi abboccò), e si vide consegnare seduta stante due pezzi di carta: il primo era un assegno per la cifra spropositata richiesta ed il secondo un biglietto aereo di sola andata da Buenos Ayres a dove voleva con la raccomandazione: “e non torni più!”.
Questo è stato un evento esiziale per gli investitori/creditori/usurai rappresentati da FMI: gli utili non li fanno vedendosi tornare il capitale con gli interessi (come insegnano gli economisti neo-liberisti), ma a tenere sotto debito da usura continuo uno Stato (e questo gli economisti neo-liberisti non lo insegnano e manco lo dicono).
Quindi non c’è nulla da stupirsi nelle ultime dichiarazioni della signora Lagarde.
In quegli apparati si fa carriera solo se completamente conformisti con l’ideologia dell’apparato medesimo e, da brava funzionaria FMI, la signora ha sviluppato un riflesso pavloviano per essere sempre a favore degli investitori/creditori/usurai.
È passata alla Banca Europea, ma ha una certa età e a quella età è difficile cambiare le abitudini…
Per cui non ha fatto altro che rispondere ad una domanda con un riflesso condizionato; si è semplicemente “dimenticata” di non essere più al FMI ma alla BCE e, ancor più semplicemente, non ha ancora ben realizzato che è in corso una pandemia (è un problema del popolo, quel popolaccio che fa sempre storie a farsi astrarre plusvalore, vero? Cosa c’entra con l’economia?).
Tutto qui.
Come i nobili del XVIII secolo invitavano il popolo senza pane a mangiare croissant, così i funzionari del capitale oligarchico in una pandemia non sono capaci di fare altro che ripetere a pappagallo le frasi fatte neo-liberistiche sulla tutela degli investitori/creditori usurai.
Il problema è che la pandemia è reale e che, per la prima volta dal 1945, in Europa la popolazione ha paura per la propria vita e non per un, anche se sostanzioso quanto si vuole, abbassamento delle proprie capacità di acquisto.
Il cambiamento è epocale e riguarda il popolo (o meglio: i popoli) prima dell’oligarchia.
Questo la signora Lagarde non lo ha capito, non lo può capire e non è capace di capirlo; è non adeguata come non sono adeguati per i popoli europei la BCE e l’intero assetto dell’Unione Europea, le cui principali istituzioni sono nominate e non elette.
Ora vedremo quali saranno le principali conseguenze della pandemia.
Sicuramente risulta lampante che avere sottoposto la Sanità e l’Istruzione alle “ragioni di bilancio” è una strategia non si capisce se più criminale che idiota o se entrambe le cose (se ne è accorto persino Mario Monti che ha introdotto il pareggio di bilancio nella Costituzione e che ora cerca di salvarsi in corner con la proposta dei Buoni di Salute Pubblica…).
Risulta pure lampante come buona parte del Capitale odierno sia costituito da strutture parassitarie che vivono di rendita, che non hanno alcun ruolo economico se non quello di usurai e che difenderanno (come fece la nobiltà ai tempi della Rivoluzione Francese) con tutti i mezzi i propri privilegi e le proprie rendite.
Per il momento ci fermiamo qui: il futuro non è ancora scritto e questo breve testo vuole solo essere una descrizione della situazione finì ad ora, non una indicazione politica o una previsione per il futuro. (13.03.20 – Marco Brusa “Bergamo in comune”)

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