No Comments
IO C’ERO, C’ERAVAMO TUTTI/E, CI SIAMO E CI SAREMO ANCORA
Sulla repressione del movimento per la Palestina e sugli ultimi fatti di cronaca.
.
ASSEMBLEA PUBBLICA 6/11 – ore 18.30
per creare un “fronte di lotta contro la repressione”
C/o Circolino della Malpensata
.
PRESIDIO 21/11 – ore 15.00
P.le Marconi Stazione FFSS
Rafforzare le lotte, fermare la repressione
.

.
A seguito delle manifestazioni del 25 aprile, del 3 e 8 ottobre 2025, ventuno compagne/i saranno processati per aver preso parte a mobilitazioni che rivendicano la libertà della Palestina e il diritto del suo popolo alla Resistenza contestando la complicità politica, economica e militare con lo Stato sionista.
.
A distanza di un anno da quelle manifestazioni oceaniche di tutto il Mondo, prendendo spunto dai moti rivoltosi della Francia, della Spagna e insurrezionali algerini, tutt’oggi in Italia le mobilitazioni e gli scontri con il Potere sono diventati quotidianità.
Anche a Bergamo queste mobilitazioni hanno dato e stanno dando una prova di forza al Governo, creando un’unione tra studenti e lavoratori, stretti da carovita, precarietà, costi del riarmo ed un futuro nero di una guerra che nessuno vorrà combattere.
La risposta è la militarizzazione delle piazze, la repressione, le centinaia di perquisizioni e diversi arresti preventivi e mirati razzialmente, oltre a parecchie sanzioni amministrative (multe).
Tutto questo rappresenta un grave attacco a coloro che continuano a mobilitarsi, a organizzarsi e a rifiutare il silenzio di fronte ai crimini commessi contro il popolo palestinese, contro la guerra globale, e i costi della crisi del capitale che si riversa sulle classi meno abbienti.
La repressione è uno strumento politico: serve a intimidire, isolare, incarcerare e rendere più costosa (in tutti i sensi) la partecipazione alle lotte.
.
La nostra risposta è semplice e chiara: la solidarietà e l’azione saranno più forti della repressione dello Stato.
Per questo motivo è nata la “Cassa di Resistenza e Solidarietà” della Rete Bergamo per la Palestina, aperta al contributo di tutte e tutti, politico ed economico, per sostenere le spese processuali e i costi che ricadono sulle persone denunciate.
.


Submit a Comment