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Bergamo in Comune | 2 Novembre 2026

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IO C’ERO, C’ERAVAMO TUTTI/E, CI SIAMO E CI SAREMO ANCORA

IO C’ERO, C’ERAVAMO TUTTI/E, CI SIAMO E CI SAREMO ANCORA

Sulla repressione del movimento per la Palestina e sugli ultimi fatti di cronaca.

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ASSEMBLEA PUBBLICA 6/11 – ore 18.30

per creare un “fronte di lotta contro la repressione”

C/o Circolino della Malpensata

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PRESIDIO 21/11 – ore 15.00

P.le Marconi Stazione FFSS

Rafforzare le lotte, fermare la repressione

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A seguito delle manifestazioni del 25 aprile, del 3 e 8 ottobre 2025, ventuno compagne/i saranno processati per aver preso parte a mobilitazioni che rivendicano la libertà della Palestina e il diritto del suo popolo alla Resistenza contestando la complicità politica, economica e militare con lo Stato sionista.

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A distanza di un anno da quelle manifestazioni oceaniche di tutto il Mondo, prendendo spunto dai moti rivoltosi della Francia, della Spagna e insurrezionali algerini, tutt’oggi in Italia le mobilitazioni e gli scontri con il Potere sono diventati quotidianità.

Anche a Bergamo queste mobilitazioni hanno dato e stanno dando una prova di forza al Governo, creando un’unione tra studenti e lavoratori, stretti da carovita, precarietà, costi del riarmo ed un futuro nero di una guerra che nessuno vorrà combattere.

La risposta è la militarizzazione delle piazze, la repressione, le centinaia di perquisizioni e diversi arresti preventivi e mirati razzialmente, oltre a parecchie sanzioni amministrative (multe).

Tutto questo rappresenta un grave attacco a coloro che continuano a mobilitarsi, a organizzarsi e a rifiutare il silenzio di fronte ai crimini commessi contro il popolo palestinese, contro la guerra globale, e i costi della crisi del capitale che si riversa sulle classi meno abbienti.

La repressione è uno strumento politico: serve a intimidire, isolare, incarcerare e rendere più costosa (in tutti i sensi) la partecipazione alle lotte.

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La nostra risposta è semplice e chiara: la solidarietà e l’azione saranno più forti della repressione dello Stato.

Per questo motivo è nata la “Cassa di Resistenza e Solidarietà” della Rete Bergamo per la Palestina, aperta al contributo di tutte e tutti, politico ed economico, per sostenere le spese processuali e i costi che ricadono sulle persone denunciate.

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Da Avvenire, 28/10/2026

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Sappiamo bene che colpire 21 persone significa tentare di colpire un intero movimento. Ma sappiamo anche che ogni attacco può trasformarsi in un’occasione per rafforzare i nostri legami, allargare la solidarietà e rendere ancora più forte la mobilitazione.

Quindi Invitiamo tutte e tutti a sostenere economicamente la “Cassa di Resistenza e Solidarietà”, a diffonderla e a continuare a riempire le piazze.

Ogni contributo è un gesto di solidarietà concreta.

Ogni gesto rompe l’isolamento che la repressione vorrebbe imporre.

Noi c’eravamo, ci siamo e ci saremo!

Per continuare ad essere presenti nelle piazze, nelle scuole, nei quartieri e nei luoghi di lavoro.

Per combattere il genocidio a fianco della Resistenza del popolo palestinese, contro tutte le guerre imperialiste, contro lo stato di guerra permanente e per la diserzione.

Se toccano uno, rispondiamo tutte e tutti più forte.

La repressione va fermata.

La solidarietà è la nostra arma.

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Rete Bergamo per la Palestina

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Ce l’hanno fatta!

I/le compagni/e Yousef Jabareen, Faten Ghattas, Ofer Cassif (di origine ebraica), Youssef Adauna e Nihaya Washahi del partito Hadash sono stati eletti alla Knesset israeliana tra le file della Lista Unita (araba).

Hadash nasce dall’unione del Partito Comunista di Israele con altri gruppi di sinistra.

Questo partito si definisce “arabo-ebraico”: sebbene la maggioranza dei suoi leader ed elettori siano arabi israeliani e ha mantenuto una rappresentanza ebraica, ad es. Ofer Cassif, nelle liste elettorali.

Per dare una idea della qualità di questi neo-eletti diamo due informazioni su uno di loro:

Il dott. Faten Ghattas guida il comitato di supervisione del Partito Comunista Israeliano, è da tempo attivo in Hadash e, da un ufficio presso l’Ospedale Holy Family di Nazareth, è dirigente dell’Associazione Israeliana contro il Cancro.

Vive nel villaggio di Rameh, nella Galilea, e possiede un dottorato in scienze politiche presso l’Università di Sofia.

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Certo che, considerando anche che il presidente della Repubblica Islamica Iraniana, il dott. Masoud Pezeshkian, è un noto cardiochirurgo ed è stato rettore dell’Università di Scienze Mediche a Tabriz, a volte, quando ci si chiede da che parte stanno i “buoni”, la risposta viene immediata.

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