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Bergamo in Comune | Aprile 22, 2024

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2 Comments

LA SOLITA PULIZIA ETNICA…

LA SOLITA PULIZIA ETNICA…

Pubblichiamo un articolo di Russia Today relativo alla situazione attuale in Armenia.

Secondo il governo armeno circa 28.000 persone sono fuggite dal Nagorno-Karabakh per rifugiarsi in Armenia dopo che l’Azerbaijan ha lanciato quelle che ha definito essere “attività antiterrorismo a livello locale” nella regione.

Si prevede che in totale i profughi potranno arrivare ad essere circa 150.000.

Si tenga pure presente che l’accordo di cessate il fuoco del Nagorno-Karabakh del 2020 afferma che “tutti i collegamenti economici e di trasporto nella provincia di Syunik (l’estremo peduncolo territoriale a sud-est della Armenia che separa l’Azerbaigian propriamente detto dalla sua regione autonoma del Nakhchevan) devono essere aperti. La Repubblica di Armenia deve garantire la sicurezza dei collegamenti tra la Repubblica dell’Azerbaigian e la Repubblica autonoma di Nakhchevan al fine di permettere la libera circolazione delle persone, dei veicoli e delle merci in entrambe le direzioni”.

L’Azerbaigian sostiene che questo significa che l’Armenia è obbligata a fornire un “corridoio” all’Azerbaigian attraverso Syunik e ha minacciato di realizzare questo “corridoio” con la forza se l’Armenia non lo realizza.

Da questa situazione foriera di una prossima guerra (di deportazione, se non di sterminio) l’Armenia è stata per ora “salvata” nientepopodimeno che dalla Repubblica Islamica dell’Iran (protettrice della propria minoranza armena cristiana, abbondantemente presente in posizioni governative) la quale ha “gentilmente” comunicato a Baku che una tale azione avrebbe reso inevitabile l’intervento militare della Persia a fianco dell’Armenia.

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La foto di copertina rappresenta una immagine satellitare di ieri di un passo tra Nagorno Karabakh e Armenia, nei tornanti si vede una colonna ininterrotta di automobili di Armeni diventati profughi.

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Qui di seguito la traduzione dell’articolo di Russia Today, se volete leggere l’originale fatevi la connessione VPN e collegatevi con un server a Singapore, o a Istanbul, o a Città del Messico, o a… In Unione Europea la censura esiste.

https://www.rt.com/news/583589-armenia-prime-minister-usaid/

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Washington usa il primo ministro armeno “traditore” per colpire Mosca – analisi

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Nikol Pashinyan gode del sostegno americano perché è disposto a danneggiare il suo stesso popolo per servire gli interessi degli Stati Uniti, ha detto a RT Kevork Almassian.

Gli USA hanno riversato denaro in Armenia per un decennio, sapendo che il primo ministro Nikol Pashinyan avrebbe eseguito gli ordini di Washington abbandonando il Nagorno-Karabakh e allineandosi con l’Occidente, ha detto martedì a Russia Today l’analista geopolitico Kevork Almassian.
L’amministratore dell’Agenzia statunitense per lo sviluppo internazionale (USAID), Samantha Power, è atterrata lunedì a Yerevan con la promessa di “sostegno alla sovranità dell’Armenia”.
La visita è avvenuta meno di una settimana dopo che la leadership armena nella provincia contesa del Nagorno-Karabakh ha accettato di deporre le armi e consentire l’annessione del territorio all’Azerbaigian, un risultato che Pashinyan sostiene contro la volontà della popolazione armena.

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“Questa delegazione degli USA ha preparato e aperto il terreno affinché Pashinyan salisse al potere”, ha detto Almassian a Russia Today, riferendosi al massiccio esborso di fondi che l’USAID, il Dipartimento di Stato americano e il Pentagono hanno incanalato in Armenia negli ultimi anni, in particolare verso progetti mediatici filo-Pashinyan e filo-occidentali.

Gli USA hanno sostenuto Pashinyan per tre ragioni, ha spiegato Almassian.
“Uno, perché è incompetente e completamente ignorante in materia di geopolitica. In secondo luogo, perché è anti-russo, e in terzo luogo perché lo stesso Pashinyan ha sostenuto più volte prima di salire al potere che avrebbe rinunciato all’Artsakh [Nagorno-Karabakh] in cambio dell’adesione alla cosiddetta comunità internazionale”.
A quanto pare Pashinyan ha adempiuto alla sua parte di questo patto implicito, nonostante l’Armenia sia un’ex repubblica sovietica e membro dell’Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva guidata dalla Russia.
Il primo ministro ha recentemente tenuto esercitazioni militari con le forze americane, ha inviato aiuti in denaro all’Ucraina e ha iniziato a ratificare lo Statuto di Roma della Corte Penale Internazionale, il che imporrebbe al Paese l’obbligo di arrestare il presidente russo Vladimir Putin se dovesse recarsi lì.

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Nel frattempo, il leader armeno ha accusato le forze di pace russe di non essere riuscite a difendere gli armeni nel Nagorno-Karabakh, nonostante il suo riconoscimento del territorio come appartenente all’Azerbaigian.
Queste decisioni si sono rivelate estremamente impopolari a Yerevan e tra gli Armeni che ora fuggono in massa dal Nagorno-Karabakh.

“Se non fosse stato per la reazione popolare a Yerevan e se non fosse stato per le decine di migliaia di persone che manifestavano, Pashinyan non avrebbe accettato i rifugiati del Nagorno-Karabakh, perché queste persone lo considerano un traditore”, ha spiegato Almassian, aggiungendo che ” questo aprirà la strada a una controrivoluzione contro di lui”.
Gli USA potrebbero aver previsto questo risultato, ha osservato Almassian, sottolineando che le recenti esercitazioni militari congiunte USA-Armenia si sono concentrate su operazioni di controprotesta e controllo della folla piuttosto che sulle tradizionali esercitazioni sul campo. “Gli americani vogliono mantenere Pashinyan al potere, nonostante il calo del sostegno del popolo armeno”, ha detto a Russia Today. “Vogliono tenere i Russi fuori dal Caucaso meridionale. Stanno usando Pashinyan, proprio come hanno usato Zelensky, come pedina contro la Russia. Questa è una partita geopolitica per Washington”.

Comments

  1. Marco Brusa

    Secondo siti russi che riprendono comunicati del governo armeno al momento attuale quasi cinquantaquattromila persone si sono già trasferite in Armenia dal Nagorno-Karabakh.
    Questa cifra è vicina alla metà della fu popolazione armena del Nagorno-Karabakh.

  2. https://transcaspianresources.us/
    https://transcaspianresources.us/
    https://transcaspianresources.us/
    Adesso si capisce bene perché il Nagorno-Karabakh armeno è terminato, nonostante le ripetute assicurazioni azere che non è in corso alcuna pulizia etnica e che gli Armeni possono restare come cittadini azeri.
    https://www.azernews.az/nation/215414.html
    https://asiatimes.com/2023/09/more-caspian-sea-gas-for-europe-back-in-the-cards/
    Il giornale di Hong Kong Asia Times racconta che sta prendendo sviluppo il vecchio progetto del Trans-Caspian Gas Pipeline, sotto il patrocinio dell’ex-ambasciatore degli Stati Uniti in Turkmenistan, Allan Mustard, che ha costituito la società privata con sede in Florida TransCaspian Resources Inc a tale scopo.
    Questo gasdotto dovrà collegarsi al già esistente (che passa per l’Iran) per arrivare in Puglia e in Austria.
    Nel luglio 2022 la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e il presidente azero Ilham Aliyev, hanno firmato a Baku una bozza d’intesa per una partnership strategica nel campo dell’energia.
    “L’Ue si sta rivolgendo a fornitori di energia più affidabili. Oggi sono in Azerbaigian per firmare un nuovo accordo. Il nostro obiettivo è raddoppiare la fornitura di gas dall’Azerbaigian all’Unione europea in pochi anni”. Aveva dichiarato la non eletta, ma nominata, presidentessa della Commissione Europea aggiungendo anche una menata sulla transizione ecologica
    La nuova bozza d’intesa firmata dai due presidenti prevede l’impegno a raddoppiare la capacità del Corridoio meridionale del gas, in modo da trasportare almeno 20 miliardi di metri cubi ogni anno alla Ue entro il 2027.
    https://asiatimes.com/2023/09/caucasus-crisis-could-destabilize-all-of-eurasia/
    In un tale scenario quindi l’Azerbaigian non ha ancora raggiunto tutti i suoi obiettivi e mira ad aprire un collegamento terrestre diretto con la sua enclave incorporata in Armenia, la Repubblica autonoma di Nakhichevan, questo darebbe anche all’Azerbaigian un accesso diretto alla Turchia senza dovere più passare attraverso l’Iran.
    Le proposte per il “corridoio Zangezur” sono aspramente contrastate dall’Armenia in quanto esso bloccherebbe il confine del paese con l’Iran.
    Ora questa intenzione è stata nuovamente sollevata dal presidente azero Ilham Aliyev in un incontro a Nakhichevan con il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan il 25 settembre e la situazione è resa più “calda” dal forte interesse dell’Unione Europea per il metano azero.
    È quindi possibile che la situazione a sud del Caucaso sia destinata a peggiorare: i primi a pagare le conseguenze della “transizione energetica” dell’Unione Europea sono stati gli Armeni del Nagorno-Karabakh.
    Chi saranno i prossimi?
    https://www.reuters.com/world/azerbaijani-turkish-leaders-hold-talks-eye-forging-land-corridor-via-armenia-2023-09-25/

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