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Bergamo in Comune | Novembre 29, 2022

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GIÙ LE MANI DA “BELLA CIAO”!

GIÙ LE MANI DA “BELLA CIAO”!

PER CHI ESALTA LO SQUALLIDO STRAVOLGIMENTO IN UCRAINO DI “BELLA CIAO”

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La canzone più conosciuta della Resistenza italiana “Bella ciao” è stata completamente stravolta da una cantante ucraina nella sua lingua, fin dal titolo: “la rabbia ucraina”.

Tenterò di fare un’esegesi delle parole citando le principali strofe dello stravolgimento in ucraino.

Ecco le strofe: ” i nemici maledetti senza pietà li distruggiamo” e “le nostre difese hanno i migliori ragazzi. Solo veri eroi combattono nell’esercito ucraino.

E i lanciarazzi anticarro e i droni militari combattono per l’Ucraina e UCCIDONO I RUSSI (ripetuto due volte)”.

Più avanti: “il nostro potente popolo ha già unito il mondo intero contro i Russi”; e più avanti ancora: “presto li distruggeremo”.

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Prima di tutto risulta evidente il nazionalismo più spinto e becero che nulla c’entra con “Bella ciao” e i canti della Resistenza che sognavano la “rossa primavera e il sol dell’avvenir” e non la potenza di una nazione.

Poi l’esaltazione delle armi e dell’esercito ucraino, frutto di un militarismo incompatibile con la condanna della guerra del movimento partigiano – il “ripudio della guerra” della nostra Costituzione deriva da lì, dalla necessità di costruire un’umanità libera dalla guerra.

La versione ucraina invece osanna il militarismo e la guerra, di fatto esaltati da “i migliori ragazzi” dell’esercito ucraino.

Esercito ucraino composto, si ricorda per gli smemorati, anche dai nazisti del “battaglione Azov”.

Il canto inoltre sprizza odio da tutti i pori per i russi come popolo, non tanto per Putin e per il suo governo – che proprio nulla c’entra con l’umanesimo e l’internazionalismo delle canzoni resistenziali italiane.

In quei “maledetti senza pietà li distruggiamo” c’è il disprezzo verso un intero popolo che nulla ha a che fare con il travaglio che i Partigiani conoscevano quando dovevano ammazzare un tedesco o un fascista.

Un travaglio dettato dal fatto che pur dovendo fare quell’atto di guerra partigiana e di liberazione, uccidere un uomo, anche il più fetente della terra, è sempre un atto tremendo, difficile da fare e che lascia segni indelebili – come testimoniato in tante memorie resistenziali.

Travaglio che invece non esiste nelle truci parole “russofobe” con cui la cantante ucraina ha stravolto “Bella ciao”, in cui peraltro non vi è alcun incitamento a fare strage dei nemici ma, sostanzialmente, al ricordo di chi muore per la libertà.

Concludendo, viene naturale gridare “GIÙ LE MANI DA BELLA CIAO”!

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Seriate, 21 aprile 2022

Marco Sironi

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