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ENTUSIASMI FUORI LUOGO
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La vittoria relativa del “Nouveau Front Populaire” alle recenti elezioni francesi ha suscitato reazioni entusiastiche tra alcune delle “sinistre” italiane, ma tali entusiasmi appaiono essere solo parzialmente giustificati ed alcuni risultano essere sicuramente fuori luogo.
Intendiamoci, siamo i primi a plaudire a questa vittoria anche se, oggettivamente, è solo parziale.
Tuttavia riteniamo che debba essere considerata con realismo e non debba essere assolutamente venire “forzata” in interpretazioni retoriche, che magari possono portare alla conseguenza di utilizzarla per scopi affatto differenti rispetto alla sua reale natura.
Sul WEB abbiamo letto commenti del tipo: «È questa l’opera d’arte della gauche francese e in particolare di Melenchon, la capacità di unire tutta la sinistra su un programma di svolta ma nello stesso momento di mediazione: da Melenchon all’ex Presidente Hollande. Poi, da una posizione di forza, questa sinistra è stata in grado di realizzare una desistenza (sic) con i “Macroniani”… Proviamo a prenderne esempio anche noi in Italia».
A parte che in Francia le funzioni del maggiore partito del cosiddetto centro-sinistra italico sono svolte direttamente dall’alleanza macroniana “Ensemble-Reinassance-Horizons” e che quindi “prendere esempio” in questo caso significherebbe proporre non una semplice e, in ultima analisi, poco impegnativa “desistenza elettoralistica”, ma l’unione diretta con i “Macroniani” d’Italia (e chi sarebbero esattamente costoro? Gli ex-berlusconiani, per caso?); a parte che fare una alleanza del genere in Italia significa anche farla con coloro che stanno votando i crediti di guerra e a parte altre considerazioni analoghe; in tutta Europa stiamo assistendo ad una campagna di ricompattamento dei fronti interni per la guerra.
Si spiega così che il nuovo segretario della NATO sarà l’olandese Mark Rutte che ha gestito (benissimo tra l’altro, dal punto di vista delle finanziarie) per anni metà dei paradisi fiscali dell’Occidente, le Antille Olandesi, e che la “ministra degli esteri” della UE sarà la attuale “premier” iper-nazionalista dell’Estonia, Repubblica baltica più che mai decisa ad ottenere una “escalation” bellica contro la Russia, in Ucraina e non solo, e che (non dimentichiamolo a proposito dell’anti-sionismo che viene sempre etichettato come anti-semitismo dal MinCulPop nostrano) a fine del 1941 durante l’occupazione nazista si era autoproclamata “JudenFrei”, libera da Ebrei, e non ci vuole molto ad immaginare come…
Non vi è nulla di cui gioire anche per la vittoria dei Laburisti alle elezioni inglesi, dal momento che Keir Starmer risulta essere il figlioccio di Tony Blair, quello della Seconda Guerra del Golfo, e nulla ha a che fare con Jeremy Corbin, di cui è acerrimo avversario: nel suo primo discorso dopo essere diventato Primo Ministro costui ha promesso la propria piena fedeltà all’Ucraina e a Zelensky; mentre il neo Ministro della Difesa britannico, John Healey, era già andato a lavorare ad Odessa, letteralmente come un fulmine di guerra.






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