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USA, VENEZUELA E CINA
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Forniamo la traduzione di un articolo pubblicato da un giornale di Hong Kong di cui ci siamo già occupati più volte e che, oltre ad essere un interessante connubio tra finanziarie di Wall Street ed economia pianificata cinese, ha la caratteristica di prenderci quasi sempre nelle previsioni che pubblica.
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https://asiatimes.com/2025/11/trumps-venezuela-war-threat-a-gift-to-china/
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LE MINACCE DI TRUMP DI GUERRA AL VENEZUELA SONO UN REGALO PER LA CINA
Gli attacchi ai barconi di Trump rischiano di degenerare in una nuova guerra eterna e potrebbero trasformarsi in un invito per una presenza militare cinese in America Latina.
di Lyle Goldstein – Novembre 14, 2025
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Dopo aver promesso una volta di fermare le “guerre senza fine” dell’America, Donald Trump si trova ora a decidere se iniziarne un’altra in Venezuela.
A sostegno di questo potenziale intervento militare sono state addotte diverse motivazioni, tra cui la fine del “narco-terrorismo” e la diffusione della democrazia.
Un’altra giustificazione correlata è che la “competizione tra grandi potenze” significa che gli Stati Uniti devono essere più aggressivi nel limitare la rapida crescita dell’influenza della Cina in America Latina.
È vero che i legami di Pechino con le nazioni latinoamericane si sono ampliati, ma un intervento militare degli Stati Uniti contro il Venezuela probabilmente si ritorcerebbe loro contro, potenziando la crescente influenza della Cina in questa area geografica.
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Una inchiesta del 2024 dell’Economist ha evidenziato i forti cambiamenti in corso nel cortile di casa degli USA grazie all’abilità commerciale di Pechino e alle sempre più fiorenti relazioni commerciali.
L’Economist ha osservato che il commercio tra Cina e America Latina è aumentato in modo spettacolare, passando da 18 miliardi di dollari nel 2002 a 450 miliardi di dollari nel 2022.
Il rapporto menziona anche che gli ambasciatori cinesi in America Latina parlano bene lo spagnolo e il portoghese e hanno ampliato il loro staff diplomatico.
L’articolo cita l’allora senatore Marco Rubio (ora Segretario di Stato) che si era lamentato del fatto che gli Stati Uniti “non possono permettersi di lasciare che il Partito Comunista Cinese espanda la sua influenza e assorba l’America Latina e i Caraibi nel suo blocco politico-economico privato”, pur osservando che la risposta regionale è stata “generalmente un’alzata di spalle”.
Ora in qualità di Segretario di Stato e consigliere per la sicurezza nazionale, Rubio sembra intenzionato a contrastare gli sforzi della Cina, forse a partire dal Venezuela.
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