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Bergamo in Comune | 24 Gennaio 2026

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UNA STRANA BANCAROTTA FINANZIARIA

UNA STRANA BANCAROTTA FINANZIARIA

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La foto di copertina è la prima pagina del maggiore quotidiano locale del 30 luglio 2025.

Al centro noterete una notizia con un titolo curioso: “Bancarotta, due imprenditori indagati”.

Il rimando è poi a un articolo a pagina 17, dove il titolo è simile.

Si dà il caso che gli imprenditori siano i fratelli Cristian e Massimo Vitali, attivi nel settore delle infrastrutture e dell’edilizia.

Proprietari della Vitali spa di Cisano Bergamasco.

Costoro hanno realizzato e stanno realizzando una montagna di lavori pubblici a Bergamo e provincia.

Dalla realizzazione della nuova linea “e-Brt” di bus elettrici tra Bergamo e Verdellino, alla realizzazione dell’autostrada Bergamo-Treviglio, all’interporto di Cortenuova/Acciaierie e si sono anche aggiudicati l’appalto per l’ambizioso progetto di Porta Sud (un miliardo di Euro di investimenti previsti).

Insomma gente non anonima e certo non proprio secondaria in città.

Ora questi imprenditori sono finiti nel mirino della Guardia di Finanza e dei pubblici ministeri Maria Cristina Rota e Guido Schininà con l’accusa di bancarotta fraudolenta.

Al centro dell’indagine c’è il fallimento della Vita srl, secondo l’ipotesi degli investigatori deliberatamente svuotata dai Vitali degli asset di valore attraverso un’operazione di scissione societaria datata marzo 2022.

In questo modo, spiega la Guardia di Finanza, la maggior parte dell’attivo, pari a trentuno milioni di euro, sarebbe stato trasferito a una società neo costituita, lasciando la società in crisi in una precaria situazione finanziaria.

Così precaria da causare la liquidazione giudiziale.

Ovviamente la società in dissesto oggi risulta intestata a un prestanome ultra ottantenne malato di Alzheimer.

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In ogni caso cautelativamente la magistratura ha disposto il sequestro di quote societarie, alla Vitali Spa e in parte della Expand Srl, per un valore complessivo di circa cinquanta milioni di euro; quote che saranno affidate a un amministratore giudiziario nominato dal tribunale.

Sarebbero inoltre anche emerse distrazioni di denaro per pagare ristoranti, strutture balneari, spese mediche, un commercialista e una BMW per un creditore.

Cristian Vitali, 50 anni, è indagato in quanto socio unico della Vita Srl.

Massimo Vitali, che di anni ne ha 56, è indagato in qualità di presidente del Consiglio di amministrazione della Vitali Spa.

Secondo gli inquirenti, quest’ultimo era gestore di fatto della Vita.

Insomma una bruttissima storia.

Ora ricordiamo che l’operazione più consistente di cui si dovrebbe occupare la Vitali srl, Porta Sud, cioè la riqualificazione dello scalo e stazione ferroviaria di Bergamo, è stata affidata a loro in tutti i suoi aspetti (economici/finanziari, progettuali e realizzativi) dal sindaco Gori, che a sua volta si era fatto cedere con apposita votazione i pieni poteri dal consiglio comunale di Bergamo.

Questa scelta ha di fatto, con una procedura inusuale, esautorato dei suoi poteri il Consiglio Comunale e i rappresentanti eletti dai cittadini riconoscendoli al sindaco.

Non è ancora chiaro cosa succede, ma certo se i fatti risultassero confermati, i fratelli Vitali avrebbero agito pensando di avere l’impunità garantita.

Ma dopo lo scandalo dell’urbanistica allegra a Milano il sistema scricchiola e i nodi forse stanno venendo al pettine anche a Bergamo.

Certo la titolazione del massimo quotidiano locale, che non cita nel titolo chi siano gli imprenditori indagati, fa ben cogliere di quali coperture, anche mediatiche, costoro, e forse anche qualche amministratore, hanno goduto.

Forse per questo probabilmente pensavano di essere intoccabili.

Visto che l’altarino è stato illuminato comunque dai riflettori i loro protettori politici potranno comunque dormire sonni tranquilli?

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Bergamo, 30-07-2025

Francesco Macario

Ex-assessore all’Edilizia Privata nella Giunta Bruni

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