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UCRAINA, UNA CONSTATAZIONE DA HONG KONG
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Avrete già capito che Asia Times di Hong Kong è una delle nostre letture preferite dal momento che, oltre ad essere un interessante connubio tra finanziarie di Wall Street ed economia pianificata cinese, ha la caratteristica di prenderci con precisione quasi sempre nelle previsioni che pubblica.
Questo articolo riguarda la guerra in Ucraina e, oltre ad essere molto razionale, espone una constatazione evidente che da noi è poco visibile perché sepolta sotto una montagna di propaganda che, in effetti già da un po’, sembra originarsi più dalla BCE – Banca Centrale Europea che non dalla NATO stessa.
La constatazione consiste nel rimarcare come la classe politica dominante in Europa sia arrivata ad uno scollamento tale dalla realtà da rendere “necessario” il proprio lento “autosuicidio”, visto che i suoi padroni non possono rinunciare alla spaccatura imposta dall’Ucraina al Baltico, altrimenti esisterebbe davvero il rischio di una nuova potenza economica autonoma qualora i paesi dell’Europa Occidentale dovessero riprendere a fare accordi commerciali con la Russia.
Quindi: guerra ad ogni costo! Whatever it takes!
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IL SOSTEGNO ALLA LINEA DURA DI ZELENSKY SIGNIFICA AFFOSSARE LA NATO
Grazie a Starmer, Macron e Merz, la NATO è in crisi.
di Stephen Bryen – 10 dicembre 2025
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https://asiatimes.com/2025/12/all-out-support-for-zelenskys-hard-line-means-sinking-nato/
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Lunedì 8 dicembre, quando il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha incontrato Keir Starmer, primo ministro del Regno Unito, Emmanuel Macron, presidente della Francia e Friedrich Merz, cancelliere della Germania, sono accadute due cose:
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Zelensky ha chiarito (e ha approfondito l’argomento durante il suo viaggio verso Bruxelles dopo l’incontro) che l’Ucraina non avrebbe ceduto alcun territorio alla Russia.
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Allo stesso tempo, i tre leader hanno fortemente sostenuto l’utilizzo dei beni russi sequestrati (245 miliardi di dollari) per finanziare la guerra in Ucraina. Keir Starmer ha affermato che nell’incontro con Zelensky hanno “discusso i progressi positivi compiuti nell’utilizzo dei beni sovrani russi immobilizzati per sostenere la ricostruzione dell’Ucraina”.
Per quanto riguarda l’uso delle risorse russe, in realtà c’è una forte opposizione guidata da Belgio, Italia (ma guarda un po’… – NdR), Ungheria e Slovacchia. E ci sono seri dubbi espressi da Francia e Germania, nonostante l’apparente adesione dei loro leader a Starmer. Il governo degli Stati Uniti è fermamente contrario.
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I tre leader europei, tutti profondamente impopolari e con un elettorato ostile, sembrerebbero stare pensando di potere salvare Zelensky da un Putin predatore e da Donald Trump, l’odiato presidente americano, ma in realtà hanno liberato l’amministrazione Trump da qualsiasi necessità di raggiungere un compromesso sull’Ucraina.
Con il loro sostegno a Zelensky e l’indebolimento degli sforzi di Trump, quest’ultimo può ora concentrarsi sulle priorità geopolitiche statunitensi.
Insieme alla Cina, la Russia è fondamentale per la politica americana.
La Strategia per la Sicurezza Nazionale del 2025 chiarisce che gli Stati Uniti vogliono “ristabilire la stabilità strategica con la Russia”.
Cosa significa “stabilità strategica con la Russia”?
Significa il ritorno a un rapporto più equilibrato tra le due superpotenze.
Parte del ripristino implica ovviamente la fine dell’espansione della NATO e l’esclusione dell’Ucraina dalla NATO.
La nuova Strategia per la Sicurezza Nazionale segue questo approccio e implica un profondo ripensamento dell’alleanza NATO.
La NATO non può opporsi alla leadership geopolitica degli Stati Uniti e grazie a Starmer, Macron e Merz, la NATO è in difficoltà.
La Strategia USA di sicurezza nazionale per il 2025 esprime apertamente preoccupazione per il declino industriale, sociale e politico dell’Europa e per la perdita di libertà non solo nella periferia (ad esempio, la Romania) ma anche nel cuore di Francia, Germania e Regno Unito (dove persino alcune elezioni locali sono state rinviate almeno per i prossimi due anni e dove il governo del Regno Unito ha cercato di intimidire e reprimere l’opposizione).
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In una sorprendente dichiarazione sull’Europa, la Strategia per la Sicurezza Nazionale dichiara: “Se le tendenze attuali continueranno, il continente sarà irriconoscibile tra 20 anni o meno. Pertanto, è tutt’altro che scontato se alcuni paesi europei avranno economie e forze armate sufficientemente forti da rimanere alleati affidabili”.
Gli Stati Uniti non romperanno apertamente con la NATO, ma stanno scaricando l’onere della responsabilità sull’Europa, dichiarando che non continueranno a pagare “ingiustamente” per la sicurezza europea.
Mentre gli Europei stanno ora cercando di aumentare i loro investimenti nella difesa (fino al 5% del PIL), ci vorranno anni prima che si verifichi un vero cambiamento nelle forze armate europee.
In generale, i giovani in Europa non vogliono prestare servizio nell’esercito e l’allarme è così forte che la Francia sta avviando una forma limitata di servizio militare e i Tedeschi stanno istituendo una sorta di sistema di lotteria volontaria, visto come un primo passo verso la coscrizione obbligatoria.
L’esercito britannico è allo sfascio e trovare reclute è difficile, poiché le forze armate continuano a ridursi.
La mancanza di fondi nel Regno Unito rende la ricostituzione quasi impossibile.
Altrove, in Polonia, il Primo Ministro Donald Tusk ha annunciato un piano per sottoporre tutti gli uomini polacchi all’addestramento militare obbligatorio.
Esiste quindi un divario enorme tra intenzioni e realtà quando si tratta di riarmo europeo o di qualsiasi capacità di sostituire gli Stati Uniti per garantire la stabilità in Europa.
In queste circostanze, la decisione dei “tre grandi” (sic) più Zelensky di indebolire le iniziative statunitensi su Ucraina e Russia appare suicida, e lo è.
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Potrebbe darsi che qualche tipo di negoziato sull’Ucraina vada avanti a tentoni, ma a meno che il governo di Kiev non cambi mano (Trump sta chiedendo elezioni) e modifichi la sua politica, le possibilità di qualsiasi negoziato sono scarse o nulle.
L’amministrazione USA cercherà di migliorare i legami con la Russia, nonostante gli Europei, e cercherà di abbassare la soglia nucleare con accordi sugli armamenti, se possibile e se i Russi saranno disposti.
Parallelamente, Washington potrebbe iniziare a revocare le sanzioni o accettare deroghe ad alcune sanzioni, consentendo accordi commerciali e investimenti statunitensi in Russia. Un’azione di questo tipo genererebbe un proprio slancio e porterebbe a cambiamenti nel panorama geopolitico, poiché Washington si concentrerebbe nuovamente sui suoi interessi principali.
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