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LA VOCE DI HIND DOVEVA ESSERE ASCOLTATA
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Pubblichiamo un paio di notizie, la prima è la traduzione di una recensione israeliana ad un film tunisino sulla guerra a Gaza e la seconda è la dimostrazione che anche i re (sì, proprio i re, quelli che i socialisti e gli anarchici di oltre un secolo fa volevano impiccare con le budella dell’ultimo prete) a qualcosa servono e non stanno lì solo ad occupare una seggiola, per quanto maestosa o quasi ridicola sia.
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https://www.haaretz.com/life/film/2025-07-23/ty-article/.premium/film-about-5-year-old-killed-by-idf-tank-fire-in-gaza-to-premiere-at-venice-film-festival/00000198-3800-dce9-abfd-7ba60cfa0000?utm_source=App_Share&utm_medium=iOS_Native
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“La voce di Hind doveva essere ascoltata”.
Il film sulla bambina di 5 anni uccisa dal fuoco di un carro armato israeliano a Gaza sarà presentato in anteprima alla Mostra del Cinema di Venezia.
“La voce di Hind Rajab”, creato dalla regista tunisina Kaouther Ben Hania, racconta la storia della bambina diventata simbolo della sofferenza palestinese quando è stata uccisa dalle IDF lo scorso anno, dopo essere rimasta intrappolata in un’auto con i parenti morti per ore.
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L’ultimo lavoro della regista tunisina Kaouther Ben Hania, “The Voice of Hind Rajab”, sarà presentato in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia 2025.
Il film, che racconta la storia di Hind Rajab, una bambina di 5 anni uccisa a Gaza dal fuoco dei carri armati israeliani all’inizio dello scorso anno, è stato descritto dal direttore del festival Alberto Barbera come uno dei più toccanti del programma, prevedendo che lascerà un impatto duraturo sia sul pubblico che sulla critica.
Ben Hania, che in precedenza è stata candidata due volte all’Oscar, ha dichiarato di essersi sentita spinta a realizzare il film dopo aver sentito la straziante chiamata d’emergenza di 70 minuti fatta dalla bambina di 5 anni Rajab mentre aspettava aiuto a Gaza. “Ho avuto una reazione fisica, come se la terra mi fosse tremata sotto i piedi”, ha dichiarato la regista in una dichiarazione. “Non potevo continuare come previsto. Dovevo fare questo film”.
Il film è stato girato in un unico posto in Tunisia ed è costruito attorno alla registrazione audio autentica dell’ultima richiesta di aiuto di Hind.
Ben Hania ha scelto deliberatamente di evitare rappresentazioni grafiche di violenza, concentrandosi invece su “l’attesa, la paura, l’insopportabile suono del silenzio quando l’aiuto non arriva”.
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Il 29 gennaio 2024, Hind Rajab divenne il simbolo della sofferenza palestinese durante la campagna militare israeliana a Gaza, quando il veicolo della sua famiglia fu bombardato durante la fuga da Gaza City.
Intrappolata nell’auto, rimase bloccata tra cinque parenti morti e una cugina quindicenne.
La cugina chiamò la Mezzaluna Rossa Palestinese per chiedere aiuto prima di soccombere alle ferite; Rajab rimase in linea per tre ore. Due settimane dopo, Rajab e i suoi sei parenti furono trovati morti nell’auto, crivellata da 335 fori di proiettile, in seguito al ritiro israeliano dalla zona.
Anche l’ambulanza inviata a soccorrerla fu trovata crivellata dal fuoco dei carri armati, con due medici a bordo trovati morti.
Le indagini di Forensic Architecture e di diverse testate giornalistiche, tra cui il Washington Post, hanno concluso che il fuoco dei carri armati israeliani era responsabile di entrambi gli attacchi, affermazioni che Israele ha negato.
La madre di Hind, Wissam Hamadah, ha dichiarato a The National di essere grata che il film abbia portato la voce di sua figlia a un pubblico globale. “Nonostante il dolore e il peso del lutto, sentivo che la voce di Hind doveva essere ascoltata forte e chiara”, ha detto Hamadah. “Siamo commossi che questo film sarà presentato alla Mostra del Cinema di Venezia. Come madre, nulla potrà mai guarire la ferita della perdita di mia figlia. Ma sapere che la sua voce ora risuonerà in tutto il mondo mi dà forza”.
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Haaretz Cartoon 24luglio 2025 – Amos Biderman – Il programma più seguito della TV israeliana è un programma di ricette di cucina.
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Il re del Belgio Filippo ha condannato la guerra di Israele a Gaza definendola “una vergogna per tutta l’Umanità” e chiedendo la fine immediata della crisi.
“Persone innocenti muoiono di fame e vengono uccise dalle bombe… Questo va avanti da troppo tempo”, ha dichiarato in un discorso in occasione della festa nazionale belga.
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Precisiamo: re Filippo, figlio di re Alberto e di Paola Ruffo di Calabria, non è re del Belgio, ma re dei Belgi.
Intesi come Fiamminghi e Valloni, altrimenti il Belgio non riuscirebbe a stare insieme: si stanno antipaticissimi a vicenda, ma i Fiamminghi hanno ancora più antipatia per gli Olandesi (che li hanno invasi e massacrati più volte nei secoli che furono, basti dire che il loro “eroe-liberatore” è Alessandro Farnese, duca di Parma e Piacenza… Fa ridere ma è così) e i Valloni per i Francesi per motivi analoghi (tremenda la carestia dopo i saccheggi dell’esercito francese e le distruzioni dei campi pronti ad essere mietuti durante la campagna militare che finì a Waterloo).
La principessa Paola Ruffo di Calabria, e quindi re Filippo, sono discendenti diretti del fratello del cardinale Ruffo di Calabria, quello della “armata dei Lazzaroni” che distrusse la Repubblica Partenopea nel 1799.
Però lui i salvacondotti ai giacobini (perché prima partissero sani e salvi per l’esilio e poi, dopo un po’ di tempo, tornassero) li aveva rilasciati, poi la regina Maria Carolina (un’altra “Bloody Mary”, sorella di Maria Antonietta) e Nelson decisero di impiccarli tutti nella piazza del mercato con grazia della decapitazione per i nobili.
L’ultimo episodio di questa storiaccia è avvenuto nel 1980 ed è stata la riapertura in onore del Presidente Sandro Pertini del portone principale di Palazzo Serra di Cassano, chiuso dal duca nel 1799 in segno di lutto dopo la decapitazione del figlio giacobino.
Quando il corteo del Presidente Pertini stava passando lì davanti, il duca dell’epoca ha fatto riaprire il portone chiuso da quasi due secoli, è sceso in strada, ha fermato il corteo e ha chiesto “Signor Presidente, vuole prendere un caffè da noi”, Pertini ha accettato (era stato combinato tutto in anticipo, ovviamente) e il duca ha chiosato “Solo per lei e per quelli come lei questo portone può essere riaperto”.
Ora quel portone è di nuovo sprangato…
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