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GIORNO DELLA MEMORIA
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La neve e il gelo
Sono lo specchio del calore umano
Dei padroni abusivi che tengono le chiavi di questa cattedrale di morte
Metallico il rumore di cucchiai nelle gavette
Metallico lo sperone battuto cogli stivali
Metallico il binario
Che porta dentro i treni dell’addio
Metallica la voce dei capistazione cattivi
E loro sì sbagliati
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L’argento e il fango
L’acquamarina e la sabbia
L’ovatta caduta e il rubino colato
Danzano nel caleidoscopio del terrore
C’è posto per tutti in questa danza macabra
Senza tempo
Che ha eliminato il tempo
Niente più notte dei tempi
La notte è ora
Un buco nero che inghiotte
Niente più tempo in infinito di eternità
Esiste il tempo zero del niente
Deciso da diavoli vendicativi
Frustrati
Ignoranti
Deboli
Vigliacchi
Stupidi
Ridicoli
Perdenti
E ormai spacciati
L’alba viene
Il sole rosso
Contro il letame nero e marrone
Che non darà più frutti per generazioni
Grazie al dio
Che non è con loro
Ma soprattutto grazie
A uomini di ogni fede
di buona volontà
Dall’alto dei miei trentatré chili
Prometto che non mi vendico
Spero soltanto che mi credano
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(Specchi spaccati – 2026 – Daria Vanoglio Fratus)
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Per il Giorno della Memoria che va comunque celebrato.
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