Image Image Image Image Image Image Image Image Image Image

Bergamo in Comune | 20 Gennaio 2026

Scroll to top

Top

2 Comments

FREEDOM FLOTILLA – APPELLO

FREEDOM FLOTILLA – APPELLO

.

Oggetto: Richiesta urgente di intervento politico e legale per l’assalto all’imbarcazione Handala –

Violazione del diritto internazionale e tutela dei cittadini italiani

Alla cortese attenzione di: Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella

Presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni

Ministro degli Affari Esteri, Antonio Tajani

Presidenze della Camera dei Deputati

Presidenza del Senato della Repubblica

Presidente della Regione Puglia

Presidente della Regione Siciliana

Egregi Presidenti, Onorevoli Ministri e Autorità dello Stato,

facendo seguito alla nostra precedente comunicazione rivolta al Presidente della Repubblica e al Presidente del Consiglio dei Ministri in merito alla missione umanitaria dell’imbarcazione Handala, promossa dalla Freedom Flotilla, ci rivolgiamo ora a tutte le istituzioni della Repubblica per

denunciare con fermezza il gravissimo e illegittimo atto compiuto dalle autorità israeliane contro la nostra imbarcazione, avvenuto in acque internazionali. Chiediamo un immediato e deciso intervento politico e legale da parte dello Stato italiano.

.

Il fermo violento e l’assalto all’imbarcazione Handala, che trasportava attivisti internazionali nonviolenti – tra cui cittadini italiani partiti da porti italiani – costituisce una chiara violazione del diritto internazionale e, per modalità e contesto, può essere qualificato come un atto di pirateria.

L’attacco ha non solo impedito lo svolgimento pacifico di una missione umanitaria legittima, ma ha anche messo in pericolo l’incolumità e la libertà personale dei cittadini italiani a bordo, violando i principi fondamentali della Costituzione della Repubblica Italiana e del diritto marittimo internazionale.

.

Alla luce di quanto accaduto, chiediamo che le autorità italiane:

Avviino con urgenza azioni diplomatiche e legali nei confronti dello Stato di Israele, richiedendo spiegazioni formali, scuse ufficiali e garanzie per il futuro rispetto del diritto internazionale;

Promuovano l’apertura di un’indagine internazionale, tramite le Nazioni Unite o altri organismi competenti, per fare piena luce su quanto avvenuto;

Assicurino protezione giuridica e consolare ai cittadini italiani coinvolti, garantendo assistenza legale e ogni forma di tutela necessaria;Informino tempestivamente il Parlamento e l’opinione pubblica italiana, con la massima trasparenza, sugli sviluppi dell’accaduto, sulle sue implicazioni politiche e giuridiche e sulle misure che il Governo intende intraprendere.

.

Chiediamo inoltre ai Presidenti delle Regioni Puglia e Sicilia – dalle quali sono partiti cittadini coinvolti nella missione – di farsi interpreti delle istanze delle loro comunità, intervenendo pubblicamente e istituzionalmente per tutelare i propri concittadini.

Quanto accaduto non può e non deve rimanere privo di risposta.

È in gioco non solo la sicurezza dei nostri cittadini, ma anche la credibilità della Repubblica Italiana nel difendere i diritti fondamentali, il rispetto delle convenzioni internazionali e i valori di giustizia e solidarietà che animano la nostra democrazia.

.

In attesa di un riscontro urgente, porgiamo i nostri più cordiali saluti.

.

Freedom Flotilla Italia

Il Coordinatore

Z. Darwish

3401723999

.

Foto di copertina: una parte del memoriale di Podhum in Croazia, eccidio commesso nel 1942 dall’XI Corpo d’Armata del Regio Esercito.

Comments

  1. Marco Brusa, messaggio di Rete Bergamo Palestina

    *Aggiornamento da Adalah | 28 luglio 2025, ore 9:30 – Ora di Gerusalemme*

    Questa mattina, lunedì 28 luglio 2025, si terranno presso il Tribunale per la Revisione della Detenzione (Detention Review Tribunal) le udienze relative alla detenzione prolungata di diversi attivisti internazionali che si trovavano a bordo della nave della Freedom Flotilla Coalition, la *Handala*, in attesa della loro deportazione. Le udienze si svolgeranno presso la prigione di Givon a Ramleh.

    Israele sta trattando la custodia dei volontari come se fossero entrati illegalmente nel Paese, nonostante siano stati sequestrati in acque internazionali e portati con la forza in Israele contro la loro volontà. Le udienze di detenzione presso la struttura di Givon concedono regolarmente alle autorità israeliane un’ampia discrezionalità per continuare a trattenere gli attivisti — anche in assenza di fondamenti legali chiari — fino alla loro deportazione. Nel giugno 2025, il tribunale ha confermato gli ordini di custodia per otto attivisti della precedente imbarcazione della flottiglia, la *Madleen*, respingendo gli argomenti legali secondo cui la loro detenzione sarebbe priva di giurisdizione, poiché erano stati catturati in acque internazionali e in violazione del diritto internazionale.

    Per una spiegazione completa del processo legale e della posizione giuridica di Adalah, consultare il nostro Q\&A dettagliato (in inglese):
    [https://www.adalah.org/uploads/uploads/Q\_&\_A\_Freedom\_Flotilla\_July\_2025.pdf](https://www.adalah.org/uploads/uploads/Q_&_A_Freedom_Flotilla_July_2025.pdf)

    Gli attivisti previsti oggi davanti al tribunale sono:

    * Braedon Peluso (Stati Uniti)
    * Robert Martin (Australia)
    * Tania (Tan) Safi (“Australia”)
    * Justine Kempf (Francia)
    * Emma Fourreau (Francia – Svezia)
    * Antonio La Picirella (Italia)
    * Christian Smalls (Stati Uniti)
    * Chloé Fiona Ludden (Regno Unito – Francia)
    * Sergio Toribio Sanchez (Spagna)
    * Vigdis Bjorvand (Norvegia)
    * Hatem Aouini (Tunisia)
    * Santiago González Vallejo (Spagna)

    La maggior parte di loro prosegue uno sciopero della fame a oltranza per protestare contro la detenzione forzata.

    Adalah sottolinea che la detenzione continua di questi attivisti civili, sequestrati in acque internazionali, costituisce una grave violazione del diritto internazionale. Oggi Adalah chiederà formalmente al tribunale il loro rilascio immediato.

    Gli attivisti già deportati o la cui deportazione è prevista nelle prossime ore sono:

    * Antonio Mazzeo (Italia)
    * Gabriel Cathala (Francia)
    * Jacob Berger (Stati Uniti)
    * Waad Al Musa (Stati Uniti – Iraq)
    * Mohamed El Bakkali (Marocco)

    Resta ancora incerto se Ange Sahuquet (Francia) e il Dott. Frank Romano (Stati Uniti – Francia) verranno deportati a breve o se compariranno davanti al tribunale. Gli avvocati di Adalah sono in programma per incontrarli a breve.

  2. Marco Brusa, messaggio di Francesco Macario, ex assessore all’Edilizia Privata della giunta Bruni

    Dopo non aver mai partecipato ne come amministrazione ne come PD (ma neanche come AVS) a nessuna manifestazione delle decine di manifestazioni pro PAL tenutasi a Bergamo, ora si scoprono indignati per ciò che avviene a Gaza. Ricordo che quando ci fu la prima manifestazione a Bergamo pro PAL molti esponenti del PD e qualche amministratore andarono alla contromanifestazione indetta in sostegno di Israele in Porta San Giacomo mischiandosi ai peggiori arnesi della destra (tipo Saffiotti per capirci). Non solo hanno concesso a Italia Israele di Bergamo la ex sala consigliare Galmozzi per tenervi un indecente convegno a favore delle politiche di Israele. Quando c’è stato il 25 aprile Italia Israele (sotto le mentite spoglie della Brigata Ebraica mai esistita a Bergamo) ha potuto sfilare davanti allo striscione della federazione del PD. E quando sono stati contestati i primi a intervenire contro i pro PAL sono stati alcuni esponenti del PD, poi senza che questi battessero ciglio ci ha pensato la polizia. Gori ha poi commentato la presenza dei filo Israeliani positivamente (lamentandosi che mancavano le bandiere Ucraine). Ora per i fatti del 25 aprile ci sono tre denunciati, ma PD e amministrazione fanno finta di nulla. Ma siccome i sondaggi dicono che anche a Bergamo il consenso per Israele è miseramente crollato e quello per la causa palestinese aumentato all’ora si fanno ste iniziative istituzionali e ci si presenta alla manifestazione di ieri sera alle 22 in piazza Libertà. Dove detto per inciso non è stata invitata la comunità palestinese di Bergamo, ne il comitato Bergamo/Palestina (ne le forze che vi si riconoscono come il PRC). Presente invece metà giunta e molti consiglieri comunali del PD a rifarsi la facciata. Bene meglio tardi che mai, ma rimane il sospetto che siano presenti solo per puro calcolo di convenienza elettorale. Insomma le solite miserie che allontanano la gente dall’impegno politico.

Submit a Comment