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EUROVISION E PROVOCATORI A PIEDE LIBERO
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La recente ammissione di Israele al concorso canoro Eurovision 2026 ha lasciato basiti i popoli europei.
La prima reazione emotiva è stata: “perché Israele sì e Russia e Bielorussia no?”.
Il doppio standard etico-morale è stato immediatamente evidente a tutti, ma non è questa l’unica questione che si pone; quella più importante è il cercare di capire come i provocatori (“influencers”, secondo l’ultima definizione odierna) sguinzagliati dai sionisti per il mondo a perorare la loro “causa” stiano agendo sia sui vari sistemi mediatici, sia con azioni di manipolazione di psicolabili più o meno mentecatti pronti, a loro volta, a sacrificare la propria esistenza per la loro presunta “causa” e a fare macello di popolazioni inermi.
La ammissione di Israele ad Eurovision, come i tentativi di ridicolizzazione nei confronti di Francesca Albanese, Commissaria ONU per la Palestina, apparsi in prima pagina sul massimo quotidiano italiano sono esempi di tentativi di manipolazione dell’informazione.
A proposito di alcuni Webinar svolti da qualche professore nelle proprie ore di insegnamento con la partecipazione “on line” della Albanese, quindi nel pieno esercizio della libertà di insegnamento, un ministro ha dichiarato di volere impedire che questi “fatti” si ripetano ed è arrivato al grottesco di dichiarare di parlare in nome della democrazia e della Costituzione e (ohibò!) per la tutela dei Consigli di Istituto: «Voglio anche sottolineare che la scuola democratica e costituzionale deve prevedere il pluralismo e non l’indottrinamento, quindi bisognerà accertare il contenuto di questi corsi, bisognerà capire se queste lezioni hanno accusato il governo di essere fascista, complice di genocidio, se è vero o non è vero che sono stati invitati gli studenti a occupare le scuole. A scuola si va per imparare, per crescere, acquisendo lo spirito critico, acquisendo la capacità di saper leggere i fatti senza condizionamenti, senza indottrinamento e senza propaganda» (tratto da una testata giornalistica gratuita e molto diffusa del WEB).
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Altri di questi esempi, per fortuna dell’Umanità, risultano fin da subito semplicemente ridicoli: come l’avere messo in bocca ad un maiale morto una copia del Corano pretendendo di avere commesso un’azione “cristiana” (sic), salvo poi venire scoperto che l’autore è un provocatore (“influencer”) sionista.
Questo è ovvio, nessun Cristiano si permetterebbe mai di dissacrare il Corano (o il Libro Tibetano dei Morti, o il Popul Vuh maya, o gli scritti del guru Granth Sahib dei Sikh, o i testi antichi del Buddismo, o… chi più ne ha più ne metta).
Più oltre vi diamo un’ampia documentazione di questo fatto avvenuto nel Texas anglosassone (o dei “Gringos” che dire si voglia), in quello “latino” sarebbe un qualcosa di assolutamente inimmaginabile ed impossibile.
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L’eccidio di Sydney, purtroppo, permette di farsi una cultura sul mondo reale di oggi.
La festa di Hanukkah dovrebbe essere di speranza, perseveranza, devastazione e, in ultima analisi, sopravvivenza di fronte a difficoltà apparentemente insormontabili.
https://t.me/AussieCossack/44419
https://t.me/AussieCossack/44420
https://t.me/AussieCossack/44421
Etc., fino a:
https://t.me/AussieCossack/44437
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Non esistono solo “influencers” che fanno scempiaggini, esistono anche mentecatti da eccitare perché combinino macelli.
Si veda anche quanto accaduto a Robert Fico, Primo Ministro di Slovacchia, nel maggio 2024, o a Jo Cox in Gran Bretagna nel 2016, o a Yitzhak Rabin nel 1995…
Sbaglieremo, ma questo evento ci è sembrata una faccenda ben preparata e organizzata allo scopo di fare apparire i sionisti come vittime attraverso l’eccidio di pacifica popolazione di religione ebraica, magari pure per nulla sionista o addirittura ex-sionista emigrata da Israele.
Il fatto che qualcuno degli assassinati fosse pesantemente impegnato nel sostegno ai cosiddetti “coloni” sionisti di Cisgiordania non cambia di una virgola la faccenda: sarebbe come dire che gli eccidi di Marzabotto e di Santa Anna di Stazzema sono meno gravi perché ad un riconteggio dei caduti questi sono risultati essere “solo” circa 1.350 e 400 rispettivamente, e non 1.850 e 550 come si era stimato subito dopo la guerra.
Qualcuno una trentina di anni fa aveva provato a dirlo…
Una roba nazista, insomma, da qualunque parte sia stata concepita ed organizzata.
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Però il diavolo fa le pentole e non i coperchi e ci si è messo in mezzo Ahmed al Ahmed, eroe per caso ma vero, a disarmare un sicario, a stenderlo con un cazzottone, a restare pure ferito dalle fucilate dell’altro e a stemperare mica male la canèa sul nascere.
Persino la TV israeliana, in mezzo ad una campagna mediatica partita a razzo con la velocità del fulmine, è stata obbligata ad ammettere che l’eroico passante si chiama Ahmed al Ahmed…
https://t.me/ILTVnews/6332
«Il civile che ha placcato e disarmato uno degli uomini armati durante la sparatoria di massa durante una celebrazione di Hanukkah sulla spiaggia di Bondi a Sydney è stato identificato come Ahmed al Ahmed. 43 anni, fruttivendolo e padre di due figli. Testimoni e filmati mostrano Ahmed avanzare verso l’aggressore armato, colpirlo alla testa e afferrare il fucile, dando così alle famiglie il tempo di fuggire.
È stato colpito due volte durante l’azione ed è ricoverato in ospedale».
In qualche capitale del Medio Oriente (che preferiamo non ipotizzare) gli devono avere tirato una montagna di maledizioni e di accidenti: “Ma non poteva scappare come tutti gli altri!”…
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Dopo di questo, torniamo ad Eurovision e pubblichiamo la traduzione integrale di tre articoli apparsi su Tehran Times che sintetizzano le reazioni che la “altra metà del mondo” ha nei confronti dei comportamenti di questa emanazione di BCE-UE (come ha definito la UE il prof. Luciano Canfora nel suo ultimo testo).
Eurovision può piacere o non piacere (chi scrive non la ha mai considerata manco di striscio in tutti i suoi ormai tanti decenni di vita), ma è almeno dalla vittoria dell’Ucraina nel 2022 tramite il taroccabilissimo televoto che la sua credibilità come effettiva rappresentazione della canzone europea se ne è andata per sempre a pescare rane in risaia.
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Sono passati i tempi (1979) in cui Eurovision era stata vinta, niente popòdimeno che a Tel Aviv e nessuno aveva trovato qualcosa da ridire, dalla canzone israeliana “Hallelujah, sounds of love”, inno invocatore della Pace, Yitzhak Rabin e gli accordi di Oslo erano di là da venire e la Pace sembrava possibile.
https://youtu.be/C33kO3fvjkI?si=QaY4nN0FRnBE0pQ4
Poi il solito mentecatto psicolabile, iper-eccitato e convinto di essere stato scelto da non si capisce quale dio sanguinario, mentre era stato “lavorato” da qualcuno che ufficialmente non è mai comparso, ci si è messo di mezzo…
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Anversa (Belgio), 15.XII.2025
Marco Brusa
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UN CORANO IN BOCCA AD UN MAIALE
Un esempio da manuale di bufala dei provocatori (“influencers” si dice adesso) che i sionisti hanno sguinzagliato per il mondo.
Roba da pazzi, ma è così.
https://t.me/RezistanceTrench1/33793
Un Corano è stato infilato nella bocca di un maiale durante una protesta anti-Islam a Plano, in Texas.
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