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Bergamo in Comune | Giugno 19, 2021

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Diritti sociali e Diritti civili

Diritti sociali e Diritti civili

 

La definizione canonica dei diritti sociali è:

Insieme dei diritti riconosciuti dalla legge ai lavoratori nei confronti del datore di lavoro, anche con riferimento alla correttezza delle relazioni sindacali.

In senso lato, si intende il complesso delle tutele e dei servizi erogati dallo Stato e dagli enti locali al fine di garantire una rete di protezione sociale: istruzione, sanità, pensioni, previdenza sociale, servizi socio-assistenziali.

La definizione canonica dei diritti civili è:

Diritti di cui godono tutti i cittadini di uno Stato in quanto tali.

Sono i diritti riconosciuti dall’ordinamento giuridico come fondamentali, inviolabili e irrinunciabili, i quali assicurano all’individuo la possibilità di realizzare pienamente sé stesso.

La definizione canonica dei diritti politici è:

Insieme dei diritti che rendono possibile a tutti i cittadini, in posizione paritaria, la partecipazione alla vita politica dello Stato e l’esercizio di cariche pubbliche nelle forme e attraverso gli istituti predisposti dall’ordinamento giuridico.

Risulta evidente come diritti sociali, diritti civili e diritti politici costituiscano sottoinsiemi inscindibili dell’insieme più ampio dei diritti dell’umanità.

Umanità intesa come insieme che a sua volta comprende ogni sottoinsieme composto da generi, culture, credi religiosi, orientamenti sessuali, tradizioni, etc.

Non è quindi accettabile che esistano dei diritti “più diritti degli altri” e che in nome di una presunta maggiorazione di alcuni “diritti” si possa richiedere, magari con una sub-liminale campagna mediatica, una “compensazione” con riduzione di altri diritti.

I diritti, siano essi sociali, civili, politici o altro, non possono per definizione essere in contrasto, in contrapposizione o in compensazione tra loro. Dal momento che sono parte di uno stesso insieme possono solo o migliorare o peggiorare contemporaneamente e questo dipende principalmente dalla mobilitazione popolare.

L’Unione Europea ha cominciato a discutere una nuova “Dichiarazione sui diritti sociali” che adegui i sistemi di welfare e dunque la spesa pubblica dei paesi Ue alle modifiche del mondo del lavoro, della salute, delle persone a rischio di esclusione sociale o povertà etc.

Contemporaneamente è in atto una massiccia offensiva padronale per ottenere la riduzione dei diritti sociali dei lavoratori.

È evidente come molto semplicemente non sia possibile accettare un presunto incremento di alcuni diritti a scapito di una riduzione per altri. (Marco Brusa)

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Poi questa contrapposizione la faremo pure cessare perché serve soltanto alle élite dominanti per negare i diritti a chi non ne ha e togliere quei pochi diritti a chi ne ha.

No alla guerra fra poveri fra ultimi e penultimi. Anche perché ogni persona è una realtà plurale in sé.

Sei lavoratore, sei cittadino, sei abile o disabile, omosessuale/eterosessuale/bisessuale /transessuale /… contemporaneamente.

Bisogna farla finita col dividi ed impera di questo capitalismo consumista che seziona, disseziona, scinde al loro interno gli stessi individui per dominarli meglio nel loro insieme.

Viva l’Italia, l’Italia tutta intera cantava De Gregori.

Io aggiungo viva le persone, le persone tutte intere aggiungo io.

Dobbiamo riprenderci in mano il dossier dei diritti (tutti i diritti) per sottrarli a strumentalizzazioni di piccolo cabotaggio politico ed oscene e inaccettabili campagne mediatiche fatte di mistificazioni e malafede. (Daria Fratus)

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